Segnalo ai lettori interessati al dibattito sulla SF, la letteratura del XXI secolo e i legami tra narrativa e realtà, questo “vecchio” pezzo di Valerio Evangelisti che non ha perso la sua attualità, pubblicato oggi da Genna sul suo sito. Trovo l’analisi del Magister ampiamente condivisibile, per quanto non concordi con lui sullo stato attuale della fantascienza (dove per attuale parlo degli ultimi 5-10 anni, in modo da mantenere la continuità con il momento storico in cui l’articolo fu scritto) e sulle sue valutazioni dell’incidenza della paccottiglia nell’economia globale del genere. Altrettanto condivisibile resta lo slancio dell’autore, che sa molto di chiamata alle armi. Viene da chiedersi: se non ora, quando? Se non da noi, da chi dovremmo aspettarci questa ripresa dello spirito della letteratura dell’immaginario?

Dopo essermi calato nel presente, nel passato artefatto dall’energia del Vapore, nella provincia nera sospesa fuori dal tempo e di ritorno - quasi - dalla frontiera interplanetaria del futuro remoto, comincio a sentire l’urgenza di indossare le lenti del futuro e tornare per strada. Nella polvere di giorno, sotto la pioggia di notte. In questo periodo, lascio che le suggestioni si accumulino. Comincerò a raccogliere cristalli decantati di memorie olografiche prima di Natale. La stesura mi prenderà invece buona parte del 2010. E oltre, temo.

Prima, sarà il turno della nuova Pi-Quadro. E così lo scheduling dei lavori è saturo fino al 2011.

Dark City, by L. Menabe (via Fantasy Art Design).