Archive for Marzo, 2009

Back to the Matrix

Posted on Marzo 31st, 2009 in Fantascienza, Proiezioni, ROSTA | No Comments »

Cade oggi l’anniversario del film che, nel bene e nel male, meglio di tutti ha saputo condizionare la moda (e lo Zeitgeist) di questo scorcio di XXI secolo. Ne riparleremo - spero a breve. Intanto godetevi l’approfondito intervento di Dario Tonani su Urania Blog.

Beyond Eurocon: sotto il segno del Fuco

Posted on Marzo 31st, 2009 in Connettivismo, Fantascienza | 6 Comments »

Rientrare da una con porta sempre con sé un senso di straniamento, che grosso modo coincide con l’impatto con la realtà quotidiana. Riuscireste a immaginare qualcosa di meno fantascientifico delle scartoffie da ufficio, delle bollette (l’oggetto in sé, intendo, non le tariffe applicate), o dei mille piccoli problemi che siamo soliti includere sotto l’accezione di routine quotidiana? Ecco, appunto…

Non che a una con si trascorra il tempo con alieni, replicanti e telepati, ma insomma, la disponibilità di argomenti da affrontare annaffiandoli di opportune dosi di alcol e caffè (il caffè, soprattutto, è un ingrediente fondamentale nella dieta del partecipante che voglia vivere fino all’ultimo minuto la giornata - minuto che solitamente sconfina ampliamente nella pancia della giornata successiva, come da imprinting del trio Cola-Jarok-Proietti), la disponibilità di argomenti - dicevo - e di altri appassionati con cui discuterne fanno sì che tra l’acquisto di un libro usato (maledetto sia Jarok, che ha cominciato a calibrare sulle mie preferenze il materiale che espone con il suo Bazaar) e quello di una novità capitino come minimo un paio di opportunità per scambi di informazioni e divertimento.

Lo stesso risultato, convengo, potrebbe essere raggiunto incontrandosi comunque tra amici e appassionati dello stesso immaginario, senza tutto il contorno di terme che da qualche anno a questa parte è sinonimo di Deepcon e quindi di Italcon. Ma in quel caso sarebbe più rara l’opportunità di fare nuove conoscenze, utili per confrontare i punti di visti e mettere in discussione la propria visione del mondo. Al nucleo ormai consolidato di amici fantascientisti che sono abituato a incontrare a Fiuggi (non li cito perché altrimenti compilerei una sorta di registro alternativo degli iscritti, a cui quindi vi rimando), quest’anno si sono aggiunti tre appassionati di medio-lungo corso, ma neofiti del mondo-con: il compagno Fernosky, Franco Brambilla (ehi, nel gruppo c’è un Premio Europa! Qui in alto ne vedete il lavoro per la quarta di copertina di NEXT… potevo lasciarmi scappare l’occasione?) e l’Iguana.

Adesso, a me viene difficile definire bene quello che si respira a una con, almeno quanto riuscirebbe difficile a un pesce descrivere l’acqua in cui nuota: l’atmosfera è intrisa di fantascienza, le battute sul fantasy si sprecano (ma quest’anno qualcuno cercava di seminare zizzania con Gibson… segno che i tempi stanno proprio cambiando, oppure solo che l’Italia è davvero un mondo a parte, non è vero Otrebla?) e i soldi vengono investiti nei due beni materiali più importanti del mondo: la birra e i libri. Per tre giorni si dorme una media di tre ore a notte e le giornate corrono veloci anche quando il programma sembrerebbe volere offrire una giornata di relativo riposo (a testimonianza del fatto che in una con niente è come sembra). Per capirlo occorrerebbe quindi sentire il loro parere, e in parte il compagno Fernosky ci ha già offerto il suo punto di vista. A tenere lontani i più temo che sia una sorta di pregiudizio legato all’inevitabile gap generazionale. In effetti, di giovani in giro non se ne vedono poi moltissimi (ma questo potrebbe anche dire che l’appassionato medio si porta male i suoi anni, ogni riferimento al sottoscritto è puramente casuale). Ma auspico davvero un ricambio, non forzato, semplicemente obbligato: quando si smetteranno di fare con, il fandom avrà tirato il suo ultimo fiato. A quel punto sarà solo questione di tempo prima che anche la coscienza del genere si estingua.

La passione è la vera linfa che tiene in vita la fantascienza e che spinge gli appassionati - periodicamente - a incontrarsi in questa specie di rito laico che è una messa officiata in maniera più o meno serrata da un capo all’altro del continente. And beyond. Come mi testimoniava Thomas Recktenwald, vincitore con Andromeda Nachrichten del premio Europa per la miglior fanzine del continente, ce n’è da macinare chilometri. Thomas, che mi profilava una situazione di crisi anche nella sua Germania, mi ha fornito numeri che farebbero invidia a ogni fanzine ed editore nostrano, cercando di consolarmi ricordandomi che il suo paese ha un bacino demografico ben più ampio dell’Italia. Se l’argomento non mi ha convinto sul piano del confronto di cifre, mi ha invece sinceramente contagiato il suo mix per nulla teutonico di dedizione ed entusiasmo.

Insomma, gente come lui o come Ian Watson può capitare di incontrarne anche altrove, lontano da una convention, non ne dubito, ma in una con ce n’è una concentrazione atipica, pre-singolare. Tra i momenti clou dell’Eurocon 2009 sarà da ricordare proprio la performance che Watson e Roberto Quaglia hanno regalato a una platea in delirio, arrivando a coinvolgere nel loro gioco un divertito Bruce Sterling. Watson ha anche trovato una geniale definizione per i suoi racconti e romanzi, che recita a grandi linee che si tratta di capsule per immagazzinare permanentemente le informazioni che finiranno rimosse dalla memoria dell’autore. Niente di più vero. Watson ha anche spiegato la differenza tra la mafia scozzese e quella italiana (mentre gli italiani ti fanno proposte che non puoi rifiutare, la mafia scozzese ti farebbe una proposta che non puoi capire), ma questa durante la presentazione mi era sfuggita e l’ho appresa attraverso Ernesto Vegetti, in forma di minaccia (a testimonianza di quanto le menti dei veterani siano ancora non solo ricettive all’apprendimento, ma anche disponibili all’insegnamento!). A Watson e a Sterling ho avuto il piacere di consegnare personalmente una copia della rivista, in occasione di due contatti fugaci che hanno incluso anche l’autografo sui titoli della loro produzione che per me hanno significato di più: L’anno dei dominatori e - naturalmente - La Matrice Spezzata.

La sorpresa è arrivata ieri, con la scoperta che Sterling aveva segnalato sul suo blog il booktrailer de L’algoritmo bianco di Dario Tonani e caricato integralmente la versione 2.0 del Manifesto del Connettivismo. Una sorpresa che mi ha lasciato letteralmente a corto di parole, come si sarà capito.

A conti fatti, mi sentirei di poter annunciare che NEXT International (di cui nel frattempo abbiamo caricato la pagina-vetrina su Next Station) ha assolto egregiamente al suo ruolo. Se il buon giorno si vede dal mattino, compagno sir, ci tocca solo tornare al lavoro. Quello che facciamo con più piacere. Cosa c’è di meglio?

La faccia di un veterano delle con (S*, nel giro dal 1980). Nel 2009,
in occasione del triplice ruolo della
con (Deepcon-Italcon-Eurocon),
la famiglia Sosio non ha rinunciato alla tentazione e ha inizializzato
all’universo-con anche il neonato
Esse-minuscolo-asterisco.

La faccia di uno a metà del guado (X, nel giro dal 2006).
Non ancora pentito (almeno, non del tutto). Beata incoscienza.

La faccia di un neofita delle con (il compagno Fernosky, 2009).
Le segnaletiche sono di
Giorgio Raffaelli. Su tutte ristagna un’ombra
di inquietudine. Ma chi c’era lo sa: correvano i giorni del Fuco.

Il prossimo anno sarà, per il momento, l’ultimo appuntamento a Fiuggi. Dal 2011, per almeno un paio d’anni, la Italcon separerà il suo cammino dalla Deepcon. Per l’ospitalità e la qualità, un ringraziamento è come sempre dovuto a Flora Staglianò e al club DS1.

The Sterling Connection

Posted on Marzo 30th, 2009 in Connettivismo | 7 Comments »

Appena segnalatomi da numerosi amici. Sorpresa da brividi sul blog di Bruce Sterling. In qualche modo, ci siamo riusciti.

Semplicemente: grazie, Signor Argento.

Next International: la chiameranno spaghetti SF?

Posted on Marzo 22nd, 2009 in Connettivismo, Fantascienza | 29 Comments »

Un piccolo sogno sta guadagnando concretezza nelle ultime ore. Grazie all’apporto di tanti amici (e su tutti mi preme ringraziare Andrea Jarok, Giorgio Raffaelli e Salvatore Proietti), da domani se qualcuno nel mondo avrà voglia di farsi un’idea di quale sia lo stato di salute della fantascienza in Italia, nel 2009, potrà farlo immergendosi in queste pagine. Ho iniziato a lavorarci dalla scorsa estate e negli ultimi 3 mesi gli ho dedicato particamente la quasi totalità del mio tempo libero. Quindi si tratta di una fase che si chiude, ma ogni fine è un inizio.

Prima di concludere, un ringraziamento doveroso ai professionisti che hanno accettato di contribuire all’impresa con i loro lavori: Richard K. Morgan (che mi ha gentilmente concesso l’uso gratuito di un pezzo che aveva scritto a suo tempo per Delos SF), Alan D. Altieri (con l’adattamento di uno dei suoi storici cavalli di battaglia, il racconto Contact with the Enemy), Giuseppe Lippi (con una riflessione su 2001: Odissea nello Spazio nel suo quarantesimo anniversario, compilata in occasione della scorsa edizione del Trieste Film Festival), Riccardo Valla (che ha entusiasticamente aderito all’iniziativa con un pezzo di presentazione del futurismo italiano in relazione all’immaginario di stampo SF, nel centenario del suo Manifesto) e, last but not least, Franco Brambilla (per le eccezionali copertine che ha preparato appositamente per la rivista, e per i due Easter egg nascosti all’interno del numero ;-)).

Per maggiori informazioni vi rimando a Next Station, dove presto comparirà una pagina di vetrina del numero. La rivista sarà presentata in anteprima mondiale (ehi, è il caso di dirlo, no? :-)) venerdì prossimo 27 marzo, nell’ambito degli eventi in programma nel calendario - ancora provvisorio - dell’Italcon/Eurocon 2009.

Alta finanza: la ricetta italo-russa

Posted on Marzo 21st, 2009 in Stigmatikos Logos | No Comments »

Aria di crisi. Cosa fare se la banca cessa di attirare crediti? Dalla Russia, con la collaborazione dell’Italia, la risposta. Quando si parla di “finanza creativa”…

I racconti di guerra dei soldati israeliani

Posted on Marzo 20th, 2009 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 2 Comments »

Psico-terrore reloadedFuoco sui civili, a Gaza. Dichiarazione del ministro della Difesa Ehud Barak: “L’esercito di Israele è la forza armata più morale che esista al mondo”. Da incorniciare.

Watchmen: il sogno di celluloide

Posted on Marzo 18th, 2009 in Connettivismo, False Memorie, Proiezioni, ROSTA | 9 Comments »

Ogni promessa è debito. Un parallelo tra il film e il fumetto, con le ragioni per cui l’adattamento mi è piaciuto, è on-line su Urania Blog. AVVERTENZA: include la spiegazione del perché creda possibile che Watchmen influenzi il gusto estetico degli anni a venire, in maniera non dissimile da quanto accaduto all’epoca per Blade Runner. Fermo restando che Watchmen NON è Blade Runner, ci mancherebbe.

E questo è solo l’immediato. Per aprile qualcosa di più vasto apparirà - a firma di collaboratori d’eccellenza - su Next-Station.org. In versione 2.0.

Stay tuned!

Piphilology: remembering Pi-Day

Posted on Marzo 16th, 2009 in Connettivismo | 1 Comment »

Complice una stratificazione di attività con pochi precedenti nella mia pur non più breve esperienza, sabato è passato del tutto sotto silenzio che si trattava di una giornata importante, un’occasione da festeggiare. Il 14 marzo (3/14, nei paesi anglosassoni) ricorre infatti il Pi-Day. Ricordate? Ne parlavamo proprio 2 anni fa.

Amenità da matematici, obietterà qualcuno. Come la riscrittura vincolata (gli amangli parlano di constrained writing) di testi celebri ripensati per codificarne le cifre. Accade per esempio nel celebre Poe, E.: Near a Raven del matematico Mike Keith (qui la sua pagina ricca di curiosità). Ma amenità particolare, che ci ricorda la quantità di storie e aneddoti (scorrete l’articolo e i link, per farverne un’idea) legate al π, questo numero fuori dall’ordinario.

[L'immagine, che c'entra poco con il tema del post ma fa il suo effetto, proviene da questo articolo di Etienne Ghys su Lorenz e il flusso modulare. Teoria del caos e attrattori strani, insomma. Non del tutto fuori traccia, quindi...]

A mezzanotte, tutti gli agenti…

Posted on Marzo 15th, 2009 in Connettivismo, Graffiti, Proiezioni | 1 Comment »

Sempre a proposito di uomini in maschera, questa è Desolation Row di Bob Dylan, che dà il titolo al Capitolo I di Watchmen (citata esplicitamente in chiusura di episodio). Anno 1965, dall’album Highway 61 Revisited. Nel film una cover realizzata dai My Chemical Romance in chiave punk accompagna i titoli di coda. Probabilmente avrebbero fatto meglio a tenere l’originale.

Now at midnight all the agents
And the superhuman crew
Come out and round up everyone
That knows more than they do
Then they bring them to the factory
Where the heart-attack machine
Is strapped across their shoulders
And then the kerosene
Is brought down from the castles
By insurance men who go
Check to see that nobody is escaping
To Desolation Row

Una specie di paradigma, no? Il testo integrale è sul sito ufficiale di Dylan. Buon ascolto!

Questo video è stato rimosso in seguito all’accordo del 2011 tra SIAE e AGIS che vincola la pubblicazione in rete di materiale corredato di traccia musicale alla sottoscrizione di una licenza, con il pagamento alla SIAE di una quota minima di 450 euro a trimestre. Per saperne di più, rimando al post del 27-10-2011 dedicato alla vicenda. Mi scuso per il disagio, ma ritengo che la norma non abbia alcuna giustificazione logica o morale e denunci un atteggiamento di grave e sistematica violazione dei diritti di libera espressione di ciascuno di noi. Il video può essere visionato al seguente indirizzo:

Bob Dylan - Desolation Row

Dio esiste ed è americano

Posted on Marzo 14th, 2009 in Connettivismo, Fantascienza, Proiezioni | 4 Comments »

In giro per la rete a caccia di informazioni sulla produzione di Watchmen mi sono imbattuto in un titolo che ha fatto scattare l’interruttore preposto al riconoscimento di familiarità dei miei circuiti neurali. Si domandava retoricamente: Quis custodiet ipsos creatores? Chi potrà mai aver pensato a un titolo tanto stupido? Uhm…

L’articolo, tra i primi che scrissi per Fantascienza.com, racchiudeva una nota di timore (che ho poi visto confermata in V for Vendetta - so che non tutti concorderanno, ma come la penso io l’ho spiegato a suo tempo) e una di speranza (la soppressione del progetto collegato ai vigilanti in maschera di Alan Moore). La sorte è stata più equa che mai, ripartendo giustamente soddisfazioni e delusioni, e costringendomi a recitare un mea culpa davanti all’eccellente lavoro di David Hayter perché - andiamo - non deve essere stata la cosa più facile del mondo scrivere un copione a prova di Zack Snyder!

I soliti talebani della domenica possono scatenare la loro ormai consueta caccia all’incongruenza e all’irrilevanza, ma ho il sospetto che presa in sé la pellicola dedicata alle maschere di Moore meriterà di essere annoverata tra i futuri punti saldi della cinematografia di questo scorcio di secolo; e messa in relazione con il capolavoro di partenza Watchmen (the movie) riesce a guadagnare pure qualche punto addizionale, in considerazione del rispetto dimostrato nei confronti dello spirito originale della graphic novel. Non potrò certo spiegare io le ragioni del disconoscimento di Moore, crazy diamond del fumetto, ma se trovavo fondata la sua scelta in merito alla mercificazione V for Vendetta mi pare che adesso la sua linea tenda a configurarsi come una strategia di evasione, per evitare di schiacciare in partenza ogni operazione con l’ingombro del proprio nome. In fondo l’unico altro termine di paragone che mi sovviene è con Blade Runner, e all’uscita nelle sale del film di Ridley Scott il buon Dick era già salpato per altri lidi metacosmici.

Se desta qualche perplessità l’attribuzione nei credits della paternità dell’opera esclusivamente a Dave Gibbons (è stato lo stesso Moore a imporre la rimozione assoluta del proprio nome da qualsiasi documento ufficiale riferito al film), d’altro canto si viene subito travolti dal flusso delle immagini e delle note. La sequenza dei titoli è a dir poco travolgente nel suo mescolare ucronia, cronaca e vita privata dei giustizieri mascherati sulle note di Bob Dylan. E quello che viene dopo tocca il culmine ancora una volta nel ricorso alla compressione dell’informazione (illustrata con inimitabile precisione da Franco Ricciardiello a proposito di uno dei suoi racconti più belli, apparsi su Delos qualche epoca fa) ma non solo: mostrare la titanica sagoma azzurra del Dr Manhattan (l’uomo per cui è stata coniata la battuta: “Dio esiste ed è americano”) che svetta sulla giungla del Vietnam, nebulizzando Charlie e aprendo la strada alla Cavalleria dell’Aria verso Hanoi e al presidente Nixon verso il terzo mandato, mentre la musica segue lo spartito ideato da Wagner per la psicoguerra, introduce però un elemento perturbante nella trama dei sogni intessuta da Moore e dipinta da Gibbons. Se esistesse una barriera di protezione contro le cadute accidentali, il punto di non ritorno sul sentiero verso il capolavoro sarebbe questo.

Ed è una delle ragioni per cui dovreste vedere il film [Apocalypse NowBlade Runner sono solo due dei titoli omaggiati da Watchmen (the movie) nell'intreccio dei riferimenti metatestuali e nella precessione dei modelli]. Ce ne sono altre, malgrado (o proprio per via di) tutte le differenze con la graphic novel. E malgrado i difetti, che però in una pellicola di questo tipo avrebbero potuto essere ben più numerosi e peggiori. Quindi, se volete concedervi tre ore di intrattenimento ad altissimo livello tra una lettura di Moore e la successiva, Watchmen è il film che potrebbe fare al caso vostro. Ma ne riparleremo.