Inno alla Resistenza: Forever Khruner
Posted on Febbraio 19th, 2009 in Agitprop, Connettivismo, Graffiti, Kipple |
Quanto possiamo arrivare a disprezzare una persona? A che punto può spingersi la nostra repulsione, il nostro disgusto? Il nostro odio? Non mi capita poi spesso di interrogarmi su questi argomenti. Non più, almeno. Ho paura che una parte consistente della mia rabbia giovanile sia andata perduta per sempre e me ne rammarico. Ma poi mi succede di leggere l’ennesima assurdità, l’ennesimo aborto psichico rilasciato alla massa elettorale, spacciato come prelibatezza intellettuale e, subito dopo lo scandalo, prontamente seguito dall’immediata smentita pre-confenzionata. Storia vecchia: ci siamo abituati, ormai. Meglio: siamo assuefatti.
La puttanata sparata dal Presidente del Consiglio che ha fatto incazzare a morte il popolo argentino sta facendo in queste ore il giro del mondo. Potete leggere una ricostruzione sul Corriere on-line, che riprende la storia dalle pagine del Clarín. Ormai tanto siamo allo sfinimento psicologico, all’esaurimento di ogni scrupolo morale. Per cui un bit di immoralità ulteriore non aggraverà più di tanto la nostra generale, inesorabile lobotomizzazione (anche se magari ci avvicinerà alla fine).
Per capire perché l’ennesima cazzata architettata dal Presidente del Consiglio - nonché corruttore ormai certificato - mi mandi in bestia devo risalire con la memoria qualche anno indietro nel flusso del tempo, alla scoperta di un fumetto di fantascienza che con il tempo si è attestato di diritto come uno dei classici argentini più celebri al mondo. Il primo contatto avviene a Buenos Aires nello studio di un autore di fumetti, dove compare dal nulla un uomo che si presenta come Khruner, “il vagabondo dell’infinito”: un pellegrino che attraversa il tempo alla ricerca della sua epoca perduta, strappatagli da una tremenda (quanto silenziosa, almeno nelle decisive fasi iniziali) invasione aliena. Juan Galvez (nell’originale Juan Salvo) aveva una famiglia, aveva una vita. Poi l’orrore fece irruzione nella quotidianità e tutto cambiò. Da allora è costretto a vagare in lungo e in largo attraverso i continuum, dove tutti lo conoscono semplicemente come L’Eternauta.
Raramente mi è capitato di leggere - dentro e fuori dalle mie frequentazioni fantascientifiche - un’opera tanto struggente. E devo il privilegio alle idee e alla penna di uno sceneggiatore di nome Héctor Oesterheld, che nel lontano 1957 s’inventò questa malinconica e tormentata figura così distante dal cliché dell’eroe tutto d’un pezzo. Il 21 aprile del 1977 Oesterheld sarebbe stato prelevato dalla sua abitazione da una squadra armata per andare incontro al medesimo destino che già era toccato a due delle sue figlie, scomparse l’anno prima. A novembre dello stesso anno scomparirà anche la terza figlia, incinta di otto mesi. Ancora un mese e la Guerra Sucia porrà la sua croce sulla famiglia Oesterhed, uccidendo l’ultima delle figlie sopravvissute. Uno sterminio familiare, una delle tante storie di ordinario orrore scritte col sangue e consegnate all’eterno oblio del presente dalle dittature militari.
In Argentina tra le vittime del processo di Riorganizzazione Nazionale (El Proceso, 1976-1983) ci furono 30.000 desaparecidos, svaniti nel nulla, inghiottiti dall’oceano al culmine dei famigerati vuelos de la muerte, i voli della morte a cui nei giorni scorsi ha fatto riferimento con tanta eleganza il Presidente del Consiglio. 30.000 persone accusate di sovversione, arrestate, detenute per periodi imprecisati, sottoposte alle sevizie e torture più inumane che la mente umana sia riuscita a concepire (con una violenza psicologica che toccava il culmine quando le torture venivano inflitte alla presenza dei familiari) e, infine, traferite sui camion per le fosse comuni o sugli aerei della prefettura con destinazione il mare aperto. Con l’unico conforto di una dose di pentothal. Un libro che ne parla da un’ottica fantascientifica è la novella Dalle mie ceneri di Giampietro Stocco (recensita di recente). Una testimonianza eccezionale della procedura messa in atto dagli squadroni della morte è il film Garage Olimpo di Marco Bechis (1999), intitolato proprio come uno dei Centri Clandestini di Detenzione della rete di repressione della Giunta Militare.

Le immagini ritraggono graffiti urbani a Buenos Aires.
Uno dei gruppi paramilitari più attivi, la Triple A (da Alianza Anticomunista Argentina), obbediva agli ordini di José López Rega detto el Brujo per via della sua passione per l’esoterismo, già segretario personale di Perón e affiliato al gruppo di potere massonico facente capo alla Loggia P2. Scorrendo la lista degli appartenenti alla P2 rinvenuta nel 1981 presso la residenza del Gran Maestro Licio Gelli, potreste imbattervi in qualche nome noto.
Qualsiasi lettore si sia invece imbattuto nelle pagine de L’Eternauta è diventato Khruner a sua volta e, una volta viaggiato attraverso i continuum, sarà destinato a restarlo per sempre, fino alla fine dei tempi. Ecco perché tutto quello che possiamo fare è resistere senza perdere la sacrosanta attitudine all’indignazione, anche se ormai ho cominciato a credere che attraversare le dimensioni per urlare la propria rabbia possa non essere più utile come poteva esserlo una volta. Ma l’Eternauta mi viene in soccorso per rispondere alla domanda di apertura. Dobbiamo imparare a ripulire dall’odio le nostre vite. L’odio appartiene a Loro, gli invasori che allungano le loro dita nell’ombra, che dall’ombra muovono i fili. E si tratta di un odio di portata cosmica, a cui possiamo opporre solo un’umanità altrettanto cosmica per tenere in vita la speranza del riscatto e della giustizia. Pro-memoria per il futuro:
La nostra resistenza deve essere, prima di tutto il resto, una resistenza di natura morale.
Se non per noi, por todos los hombres que combatieron, e per tutti gli innocenti inghiottiti nel Nulla. Affinché la loro memoria risplenda sul nostro domani.









23 Responses
Sottoscrivo tutto.
Di loro e delle loro parole alla fine non resterà memoria.
Ma Héctor Oesterheld, la sua famiglia e tutti gli altri desaparecidos non verranno dimenticati.
Inorridisco davanti all’ennesima conferma della malvagità del perfido B. Quando penso a lui, mi viene in mente una sola scena: B. inginocchiato, le mani e le caviglie legate e gli occhi bendati; e io, implacabile, con una pistola ficcata nella sua luridissima bocca, pronta a fargli esplodere quel poco di cervello che possiede. Tutto il resto non mi soddisferebbe, nemmeno un suo definitivo ritiro dal mondo della politica.
7
lasciamo stare la violenza. non è lecito, non è giusto, faremmo un gioco che non ci compete e che nemmeno vogliamo. possiamo solo sperare negli italiani, che si rinsaviscano alle urne.
Finché la ragione dormirà il suo sonno ci saranno ben poche speranze di cambiare le cose. D’altro canto se le cose non dovessero cambiare di qui a 20 anni quale mondo aspetterebbe i nostri figli? Nessuno sparo è mai servito a risvegliare la coscienza dall’ibernazione in cui era stata ridotta dalla storia o dall’indifferenza generale.
Ha ragione Iguana Jo: l’azione più rivoluzionaria che si possa immaginare di questi tempi è ricordare. Ricordare per resistere. (R)esistere per ricordare.
Non stancarci mai di farlo.
RepubblicaTV ha ripreso da YouTube la dichiarazione di Berlusconi. Potete ascoltarla qui (ma mi riprometto di rintracciare un documento migliore).
Quello che fa rabbrividire, al di là dell’ennesimo eclatante esempio di idiozia, è il coro di risate che si può avvertire in sottofondo. Ormai a questo siamo arrivati. A questo proposito è importante la testimonianza dello sconfitto Soru, di apprezzabile lucidità: ci troviamo davanti a un problema di egemonia culturale. Bisogna combattere l’ignoranza. Solo vincendo l’oblio e scacciando le spire dell’oscurantismo potremo sperare di sconfiggere lo stato delle cose, che purtroppo cospira contro il futuro di tutti.
Hai la mia vicinanza, Sir.
Il problema è, cari ragazzi, che stiamo diventanto una piccola classe di indignati di professione. E’ un gorgo pazzesco, dal quale non appare via d’uscita. Già, non ci resta che Resistere e Ricordare… E’ la Società (avan)Spettacolo perfetta, quella del Silvio. Il tutto è il contrario e la conferma di tutto. E’ una farsa amara, pirandelliana. C’è poco da ridere. Molto da incazzarsi.
Quanto è difficile…resistere.
Prevedo tempi oscuri.
Ma ancora mi esalto e ritorno speranzoso quando leggo blog e commenti questi…
Resistere…è un dovere.
Ehi, grazie ancora a tutti per i vostri interventi. Intanto rieccomi qua con una registrazione un po’ migliore sui limiti della decenza, dal vangelo secondo B.
In realtà dovremmo uscire dall’equivoco che lo spiritoso gentiluomo abbia chissà quali consensi. Ovviamente ne ha (e sfido io, con tre televisioni + la rai), ma è sempre quello, non sale e non scende di molto. E’ dall’altra parte che tutto frana, magari se dopo 15 anni di appeasement si riscoprissero quelle cose chiamate schiena dritta e opposizione, anche di “spiritose” bestialità ne sentiremmo meno.
Comunque, alla lista di X c’è da aggiungere il “fumetto definitivo” su America latina e dittatura, Perramus di Juan Sasturain e Alberto Breccia. Anzi, per parte mia lo definirei il “fumetto definitivo” in senso assoluto.
Ciao Daniele, grazie per il commento. Per quanto mi riguarda, come forse si sarà capito non ho molta fiducia nell’opposizione politica. Da 15 anni a questa parte l’opposizione politica si è sempre dimostrata inadeguata, non all’altezza delle situazioni e delle esigenze della gente. Questo mi lascia pensare che sia molto più opportuna una resistenza culturale, che non sia solo irrigidimento volto a consolidare le posizioni guadagnate o a difendere la roccaforte ideologica, ma che sia soprattutto iniziativa, lotta attiva, sfida viva.
Il nuovo campo d’azione della guerriglia culturale è la coscienza e quella sua estensione che è la Rete.
Purtroppo anche sul piano culturale la sinistra sta messa male. Elitaria, arroccata, si gode con piacere perverso gli ultimi giorni della Decadenza prima dell’Apocalisse.
Perramus non lo conoscevo. Ma anche solo per l’idea che nasconde alla base mi sembra notevole, se non prodigioso. Grazie davvero per la segnalazione, cercherò di rimediarlo.
Mah, credo che ovviamente servano sia una iniziativa culturale che una politica tout-court, e altrettanto ovviamente ognuno si impegna in ciò che è più nelle proprie corde, però, ciò che manca è soprattutto la seconda. La prima, più o meno c’è e si fa, per fortuna. E’ nella real life che si delira: balbettare di fronte ai prepotenti, o scimmiottarli nell’illusione di apparire “rispettabili”, come dimostra la storia, non ha mai portato niente di buono. E nemmeno vittorie alle elezioni, ammesso e non concesso che il problema sia solo quello.
Perramus è davvero un capolavoro, nella mia classifica personale solo Maus di Art Spiegelman gli si avvicina.
Il mio preferito è l’episodio del fantoccio e Toto Mercado.
A proposito di quanto evocato in breve, ti segnalo la puntuale analisi di Barbara Spinelli su La Stampa di oggi, sez. opinioni.
[...] proposito di Resistenza culturale alla strategia del Controllo e alla nuova logica del dominio, l’altra sera la [...]
Daniele, riesci a recuperarmi un link? Ho dato un’occhiata al sito della Stampa, ma non sono riuscito a trovare nemmeno il motore di ricerca (possibile che ce l’abbiano solo per l’archivio storico? Mah…)
Grazie!
Non l’avevo appuntato causa lunghezza, immagino ci sia un modo per comprimere un link… ma non lo conosco. Appartengo alla tribù dei filofantascientifici elettronicamente semianalfabeti
Cmqe nella loro pagina delle opinioni c’è un riquadrino che richiama alle paginate della sett precedente.
La Stampa merita sempre un’occhiata, qualche barlume del tradizionale progressismo borghese colto torinese esiste ancora (quello milanese ormai è a metà strada tra Goebbels e Alvaro Vitali). E poi la loro sezione scienze è la migliore della stampa italiana.
Walter ultimo fallimento
[Edited by X]
Due cose mi sono piaciute dell’articolo della Spinelli:
a) il ricordo del coinvolgimento di Veltroni (con le sue velleità autarchiche) nella caduta di Prodi (l’unico che sia mai riuscito davvero a sopraffare il Cavaliere… ne parlavo con toni apocalittici, ma che si sono poi purtroppo rivelati semplicemente estrapolativi, sul vecchio Strano Attrattore);
b) il fatto che qualche addetto al circuito dell’informazione si sia reso conto che, appena un quarto di secolo fa, Berlusconi condivideva l’affiliazione a un’organizzazione segreta con assassini e dittatori sul cui tragico operato ora si concede motti di spirito capaci di abbindolare le folle.
Caro X
Sarà contento il capo di quell’organizzazione segreta…il suo programma è andato comunque avanti. Anzi…direi che in parte è stato realizzato e che non ci vorrà tanto tempo per arrivare al suo totale compimento.
Fateci caso…magari, oltre l’articolo citato, in rete si potrebbero trovare tante altre informazioni e notizie che sono state riposte nel dimenticatoio.
[...] Zero. Dopotutto deve pure avere un suo interesse accademico il consenso crescente accordato a un Premier palesemente inadeguato, pluri-condannato, colluso e oggetto di accuse pesantissime da parte della donna che lo ha sposato [...]
[...] trasformandoci tutti nei surrogati di un atroce sogno berlusconiano: automi con un solo idolo, senza memoria, ma provvisti in compenso di ambizioni effimere. Siamo tutti vittime di uno sogno inconsistente e [...]
[...] V per Vendetta e Watchmen di Alan Moore, per dire, ma anche Transmetropolitan di Warren Ellis e L’Eternauta di Oesterheld. Senza il conforto dei suoi albi e dei suoi consigli fumettari, gli anni romani [...]
[...] loro crisi private, i loro sacrifici. Si integra per questo perfettamente in quel discorso sulla resistenza morale che facevamo ormai diversi mesi fa, partendo anche quella volta dalla tragica esperienza personale [...]
[...] fa, spinto dall’invito di Danielepase, mi sono interessato all’introvabile Perramus. Con il consueto formidabile supporto di Maurizio [...]
[...] Il Mago che presentavano storie di Mort Cinder, illustrato sempre da Breccia su testi del compianto Héctor Oesterheld: ho avuto modo di leggerne solo una manciata e sono forse troppo poche per sviluppare un giudizio [...]