Sulla Letteratura (quella Vera)
Posted on Dicembre 28th, 2008 in Connettivismo, Fantascienza, ROSTA, Stigmatikos Logos |
Diciamola tutta, io con la Mazzantini non c’entro niente. E non c’entro niente nemmeno con la Meyer e tantomeno con la Rowling (a proposito, il virus che stermina gli Spedi a Innenin non si chiamava Rawling?). Tanto che non ho letto - mea culpa! - niente di quanto le summezionate signore abbiano potuto partorire dai loro cerebri (né da altri punti sensibili del loro corpo). Ma la polemica innescata dalla Lady della Letteratura Nostrana (parafrasando la definizione che ne dà questo articolo, e in effetti la sua presa di posizione non merita link meno letterario della Gazzetta dello Sport che, come si conviene, accompagna il sottoscritto ogni lunedì nelle sue letture impegnate di aspirante letterato), mi impone moralmente di prendere una posizione.
Ero riuscito a evitarlo fino a stasera. La notizia era filtrata attraverso la barriera di ignoranza che mi sono deliberatamente regalato per Natale, ma i miei warewolves d’ordinanza erano intervenuti per ricacciarla indietro. Oggi però me la sono ritrovata sul blog (anzi, per essere più precisi, lo sblogbs) di Niccolò Carli, seguace come me di Chad C. Mulligan e pertanto - ma non solo per questo - meritevole della massima considerazione. Ed è giunta a turbare il mio stato di idilliaca armonia interiore post-natalizia. Tutto quello che c’era da dire sulla vicenda l’hanno già espresso lui e Salma Hayek, molto meglio di quanto io potrei fare solo adesso.
Nella mia presa di posizione, faccio appello alla presunzione del libero arbitrio e mi domando: potendo scegliere - senza rinunciare al mio genere - quale delle parti in causa essere, sceglierei di rinascere Autore di Vera Letteratura o artefice di presunti fenomeni? Credo che una risposta più rapida il mio cervello non sia mai riuscita a elaborarla prima.
Comunque, io domani mi alzo alle 6.30 per andare a lavorare. Magari Lady Margaret si sveglia alla stessa ora. E comincia a meditare su Borges. [Questo è un gioco con il compagno Fernosky, ma penso che come battuta resti comunque accessibile ai più; per eventuali delucidazioni, aspettate che rientri dalla mia giornata lavorativa.]
Visto che l’ho chiamato in causa, vi lascio con una citazione proprio di Chad C. Mulligan, così anche chi di voi si gode le meritate vacanze avrà qualcosa su cui meditare:
DELINQUESCENZA L’avete commessa aprendo questo libro. Continuate. Non chiediamo di meglio. – Chad C. Mulligan, Lessico della Delinquescenza
Una cosa del genere, vi aspettereste mai di trovarla in un libro di Letteratura Vera? Come dicono i letterati inglesi: prendetevi cura!









One Response
Ho scaricato Twilight con il Mulo (in inglese, ergo non sono perseguibile) ma l’ho abbandonato dopo un paragrafo, rimediando un fastidioso prurito sulla punta delle dita (le sue guance rosse! Ohhh!!! Il suo cuore che palpita! Uhhh!!! Che emozione!).
Anni fa lessi invece con piacere il primo Harry Potter: finito in quarantacinque minuti. Una sveltina. Ma ero un giovincello e la curiosità prevalse sull’intelligenza.
E’ comunque innegabile che i libri della Meyer siano il prodotto di una logica di mercato ben precisa. Come lo sono i libri della Mazzantini, per quanto cerchi di convincersi del contrario la diretta interessata (libro - film [grazie, maritino mio] - interesse per il nuovo libro amplificato ecc.). Non ho mai letto alcunché di Lady Margaret e non esprimo giudizi, né lo farò in futuro, perché, a essere sincero, le trame dei suoi romanzi mi ricordano in che stato versi la cosiddetta Letteratura Alta italica. Soprattutto non esprimerò pareri sulle sue dichiarazioni, viste e considerate le profonde riflessioni sganciate (sì, come bombe, o peti, a seconda della preferenza di ciascuno) nel corso dell’intervista. Troppo per un piccolo uomo come me.
7di9