In tema di macchinazioni più o meno oscure, con ammirevole tempistica è uscito oggi questo articolo su Repubblica.it che riesce a confermare i nostri peggiori sospetti, se mai ve ne fosse ancora bisogno. L’I.G.C.R. è solo questione di tempo, a questo punto. Resto convinto che l’importanza della tecnologia nel nostro mondo sia vincolata all’estensione senza precedenti delle reti di comunicazione, che ormai avvolgono il pianeta creando i presupposti per un’emancipazione globale. La Rete ha rivoluzionato le nostre vite, ma la nostra capacità di discernimento resta - temporaneamente - ancora ordini di grandezza indietro rispetto all’adattamento che siamo stati costretti a sviluppare nell’ambiente sempre più integrato che ci ospita.

D’altro canto, l’utopia di un progresso concreto guidato dallo sviluppo delle reti di informazione è costretta a fronteggiare giorno dopo giorno i colpi di forze ostili. Forze subdole, che operano con la ragione dei numeri (diluendo il composto potenzialmente esplosivo dell’informazione in una miscela innocua, omogeneizzato pronto all’uso per le nostre menti, nepente per la nostra rabbia), oppure con il diritto della ragion di Stato. E quest’ultimo assume sempre più spesso, come nel caso della storia della Guerra in Iraq riscritta dalla Casa Bianca, le sembianze di una ragion di coscienza di Stato, aspirando al paradosso di sublimare il più rozzo realismo lobbistico nell’ideale - tutto da dimostrare - del superiore interesse dell’America e del mondo intero e cercando, attaverso questo miracolo di pubbliche relazioni e di algebra politica, di pacificare le coscienze di cittadini, elettori o semplici spettatori.

La penetrazione interstiziale dei mezzi di comunicazione di massa nelle nostre vite subisce la costante strumentalizzazione della propaganda. La propaganda pervade ormai il nostro mondo, non l’informazione. La propaganda sostituisce la convenienza all’informazione e ne occupa i canali mirando alla saturazione della nostra banda sensoriale e cognitiva. L’obiettivo è il caro vecchio sogno del controllo globale: delle menti, dei gusti, dei comportamenti. Volenti o nolenti, vi siamo esposti tutti. Sta a ognuno di noi reperire l’opportuno antidoto.