Archive for Dicembre, 2008

Propositi per il 2009

Posted on Dicembre 31st, 2008 in Connettivismo, Futuro, Sezione π² | 3 Comments »


Cartolina da Cairano (AV)

Lista dei desideri per il nuovo anno (*).

1. Scrivere un seguito per la Pi-Quadro e Briganti.
2. Chiudere almeno 2 o 3 delle cose in attesa da troppo tempo nel limbo del mio hard-disk.
3. Scrivere 211 articoli e/o post (a proposito, per lo Strano Attrattore il 2008 si chiude a quota: 193. Numero primo.).
4. Trovare un argomento che convinca il mondo sulla non necessità del capitale e delle discariche (e di quelle discariche di capitale comunemente note come “banche”).
5. Dimostrare al mondo l’esistenza di una SF italiana.
6. Leggere Against the Day di Thomas Pynchon.
7. Imparare a scattare fotografie decenti.

(*) Il tutto senza ridurre di un’ora il mio fabbisogno medio di sonno.

Radio Gaza Libera

Posted on Dicembre 30th, 2008 in Agitprop | 4 Comments »

Apriamo le trasmissioni pre-REM sulle frequenze di 7,1 Hz in onde-psi. Benvenuti a Radio Karma, dove quello che sembra impossibile diventa realtà.

Ultimo fronte dello psico-terrore. Da giorni prosegue senza sosta l’attacco missilistico sferrato da Israele ad Hamas. Qualcosa deve avere spinto gli implacabili strateghi israeliani a dare per scontata l’equivalenza Hamas = Gaza, visto che nell’aggiornamento del bilancio dato ieri mattina si parlava di 7 nuove vittime, di cui 6 bambini. Siccome il ministro della Difesa Ehud Barak, in un dibattito alla Knesset convocata in seduta straordinaria, ha dichiarato che Israele “ha lanciato una guerra a oltranza contro Hamas e i suoi simili” e il vicecapo di Stato Maggiore Dan Harel ha detto che alla conclusione dell’offensiva “non resterà in piedi nemmeno un edificio di Hamas”, corrono i brividi. Anche perché nel frattempo l’Operazione “Piombo Fuso” è andata avanti e i morti sono arrivati a 343 di cui almeno una cinquantina di civili. I feriti sarebbero un migliaio.

I raid vanno avanti. Brividi da guerra totale percorrono un’altra notte ed è più forte di me: non riesco a rappresentarmi Israele - espressione di una cultura che per molti versi mi affascina - come la degenerazione di un incubo di totalitarismo nazista. Il perseguimento dell’egemonia psichica attraverso l’annichilimento del nemico più debole. L’ennesimo fronte spazio-temporale della Terza Guerra Mondiale.


Foto ANSA.

C’è da provare una vergogna collettiva di fronte alla rapacità della politica. All’inutilità della storia. Alla debolezza degli uomini. Ma questa convinzione non basta a togliermi di dosso la sensazione riacuita di un disagio mai rimosso.

[Per seguire la situazione in presa diretta, vi rimando al blog di Guerrilla Radio, segnalatomi dal sempre attento compagno Fernosky. Le televisioni e i giornali, ancora una volta, in questi giorni hanno testimoniato del pessimo stato di salute in cui versa l'informazione.]

Rassegna stampa di fine anno

Posted on Dicembre 29th, 2008 in Connettivismo, Futuro, Postumanesimo, ROSTA | 2 Comments »

Quest’ultimo scorcio di 2008 concentra un po’ di uscite che mi riguardano in prima persona. Quindi squillino le trombe o, meglio ancora, fiato al corno del Tristero (muto da troppo tempo)!

Su Fantascienza.com è apparso un mio articolo sui nanotubi di carbonio, che parte con un excursus storico e si conclude con una intervista a due ricercatori italiani (Laura Ballerini e Michele Gregorio), co-autori di uno studio sull’integrazione tra i nanotubi e i tessuti neurali che ha goduto nei giorni scorsi di ampio risalto sulla stampa specializzata e non (ne accennavo anche sullo Strano Attrattore). Potete leggere tutto su: Ponti nanotech per i circuiti neurali del futuro.

Da domenica è poi on-line il nuovo numero di Continuum, con una monografia dedicata ai viaggi nel tempo a cura di Roberto Furlani. In questo speciale viene finalmente pubblicato un racconto scritto a quattro mani da Simone Conti e dal sottoscritto, a cavallo tra il 2005 e il 2006. Varie vicissitudini ci hanno spinto a rimandarne la pubblicazione (inizialmente, si prevedeva di includere il racconto in Supernova Express, ma limiti di spazio ci costrinsero a desistere dal proposito). Ad oggi, pur non essendo i viaggi nel tempo un argomento che ritengo particolarmente congeniale alle mie preferenze di scrivano (da lettore invece mi sono sempre divertito un sacco a leggerne), ricordo Festung Europa come una delle più belle esperienze di collaborazione sperimentate finora. L’Abate ed io ci abbiamo riversato dentro un bel po’ di ossessioni, rileggendo in pratica la Svastica sul Sole di Philip Dick attraverso il filtro ottico potentemente lisergico messo a punto nei laboratori della Pynchon Inc. Be’, Simone poi è andato addirittura avanti, proseguendo il discorso nei suoi racconti e addirittura in un romanzo breve (finalista al Premio Odissea). Roba dell’altro mondo. E forse di un’altra epoca.

Buona lettura!

Seduzione matematica

Posted on Dicembre 29th, 2008 in Connettivismo | No Comments »

 

Nei giorni scorsi ho finito un racconto per una antologia di racconti matematici (di cui non cito editore e curatore per non correre il rischio di bruciare il progetto, non si sa mai). Era da un po’ che raccoglievo materiale sui numeri primi, per ragioni non esclusivamente legate a una ipotetica applicazione narrativa. I numeri primi mi hanno sempre affascinato, come si evince da soggetto de La 31esima ora, e per un certo tempo anch’io mi sono dilettato con la loro magia. Il sogno inconfessato da studente era di decodificarne l’enigma, la speranza di riuscire a strapparne almeno un segreto. I libri non contengono tutto e, soprattutto, come me un numero enorme di altri dilettanti appassionati di matematica si erano intrattenuti e continuavano a intrattenersi con la sequenza magica. Nel 2004, sulla Rete, c’era molto meno materiale di quanto non sia possibile trovarne oggi, se non altro in inglese e italiano. Per cui anche se alcune delle proprietà che mi balzavano all’occhio sulla loro distribuzione erano dati già acquisiti, l’esserci arrivato con le mie gambe mi riempiva di un entusiasmo infantile, che poi è la forma più pura di gioia che esista a questo mondo.

Quando mi è stato chiesto un racconto a tema matematico, non ho avuto esitazioni nella scelta del tema. Ma un certo timore reverenziale e l’infatuazione per i frattali che era sopravvenuta nel frattempo (complice, anche qui, l’esplosione di risorse disponibili in Rete: cominciare da Wikipedia per credere, senza trascurare i link correlati e, soprattutto, le pagine inglesi) ho finito per deviare, optando per una soluzione che mi era parsa di più facile stesura. Gli errori di valutazione capitano anche agli imbrattacarte, non solo agli aspiranti matematici della domenica. Così, alla fine, mi sono ritrovato alle prese con una storia per un romanzo breve da concentrare in 15 cartelle. Impresa impossibile, soprattutto se a doverla mettere in atto è un logorroico impenitente come me. E quindi, a inizio dicembre, mi sono visto costretto a fare dietro front e tornare al proposito ideale. Quella che all’inizio mi era parsa una montagna insormontabile, alla fine si era ridimensionata davanti ai miei occhi alla statura di una sfida sostenibile.

Il racconto ha finito per alimentarsi anche delle suggestioni frattali maturate nel frattempo. Insieme a una notizia di attualità scientifica sui nanotubi di carbonio ancora abbastanza calda da scottare le dita. Il risultato è stata una spy-story dai risvolti techno-thriller, che mette in scena un complotto internazionale (a pensarci bene, anche il cospirazionismo di cui si andava discutendo qualche settimana fa deve avere esercitato il suo influsso), richiamando un personaggio già noto preso di peso dalle pagine di un racconto di qualche annetto fa. Una cosa che mescola cyberpunk e ipotesi di Riemann con le suggestioni di Mandelbrot e di Feigenbaum, cercando di rispondere al quesito: che cosa accadrebbe se un cervello ingegnerizzato appositamente si addentrasse nella complessità delle equazioni del caos? Cinematograficamente parlando, la cosa più vicina che mi viene in mente resta il memorabile cult di Darren Aronofsky π - Il teorema del delirio. Se non è connettivismo questo…

Comunque, vi terrò informati sul progetto appena verranno fuori notizie ufficiali. Nel frattempo torno al lavoro sul racconto frattale degenerato in romanzo breve. E, parallelamente, restano da scrivere le battute finali di un altro racconto che tratta di antenne cosmiche, radiomessaggi alieni, internet interplanetaria e linee temporali. Quanto a carico di lavoro, sono tempi in cui non posso lamentarmi.

Sulla Letteratura (quella Vera)

Posted on Dicembre 28th, 2008 in Connettivismo, Fantascienza, ROSTA, Stigmatikos Logos | 1 Comment »

Diciamola tutta, io con la Mazzantini non c’entro niente. E non c’entro niente nemmeno con la Meyer e tantomeno con la Rowling (a proposito, il virus che stermina gli Spedi a Innenin non si chiamava Rawling?). Tanto che non ho letto - mea culpa! - niente di quanto le summezionate signore abbiano potuto partorire dai loro cerebri (né da altri punti sensibili del loro corpo). Ma la polemica innescata dalla Lady della Letteratura Nostrana (parafrasando la definizione che ne dà questo articolo, e in effetti la sua presa di posizione non merita link meno letterario della Gazzetta dello Sport che, come si conviene, accompagna il sottoscritto ogni lunedì nelle sue letture impegnate di aspirante letterato), mi impone moralmente di prendere una posizione.

Ero riuscito a evitarlo fino a stasera. La notizia era filtrata attraverso la barriera di ignoranza che mi sono deliberatamente regalato per Natale, ma i miei warewolves d’ordinanza erano intervenuti per ricacciarla indietro. Oggi però me la sono ritrovata sul blog (anzi, per essere più precisi, lo sblogbs) di Niccolò Carli, seguace come me di Chad C. Mulligan e pertanto - ma non solo per questo - meritevole della massima considerazione. Ed è giunta a turbare il mio stato di idilliaca armonia interiore post-natalizia. Tutto quello che c’era da dire sulla vicenda l’hanno già espresso lui e Salma Hayek, molto meglio di quanto io potrei fare solo adesso.

Nella mia presa di posizione, faccio appello alla presunzione del libero arbitrio e mi domando: potendo scegliere - senza rinunciare al mio genere - quale delle parti in causa essere, sceglierei di rinascere Autore di Vera Letteratura o artefice di presunti fenomeni? Credo che una risposta più rapida il mio cervello non sia mai riuscita a elaborarla prima.

Comunque, io domani mi alzo alle 6.30 per andare a lavorare. Magari Lady Margaret si sveglia alla stessa ora. E comincia a meditare su Borges. [Questo è un gioco con il compagno Fernosky, ma penso che come battuta resti comunque accessibile ai più; per eventuali delucidazioni, aspettate che rientri dalla mia giornata lavorativa.]

Visto che l’ho chiamato in causa, vi lascio con una citazione proprio di Chad C. Mulligan, così anche chi di voi si gode le meritate vacanze avrà qualcosa su cui meditare:

DELINQUESCENZA L’avete commessa aprendo questo libro. Continuate. Non chiediamo di meglio. – Chad C. Mulligan, Lessico della Delinquescenza

Una cosa del genere, vi aspettereste mai di trovarla in un libro di Letteratura Vera? Come dicono i letterati inglesi: prendetevi cura!

Ultrakiosk blues, again…

Posted on Dicembre 28th, 2008 in Accelerazionismo, Fantascienza, Futuro, Letture | No Comments »

Su Fantascienza.com una mia recensione al Chiosco sterlinghiano, di cui si parlava qualche giorno fa. Lettura consigliata a chi è in cerca di favole natalizie e di senso del futuro.

Ponti nanotech per connettere i neuroni

Posted on Dicembre 27th, 2008 in Accelerazionismo, Connettivismo, Futuro, Postumanesimo, ROSTA, Sezione π², Transizioni | 2 Comments »

Nanotubi di carbonio per ristrutturare percorsi neuronali, ripristinare connessioni neurali danneggiate o predisporre un’interfaccia cerebrale tra le funzioni native della nostra psiche ed eventuali innesti artificiali (augmented intelligence). La nuova frontiera dell’integrazione uomo-macchina è un passo più vicina, con tutte le ricadute che potrebbe avere sulla nostra percezione/rappresentazione/fruizione del mondo (augmented reality). Grazie a uno studio congiunto di ricercatori svizzeri e italiani (via Le Scienze e Corriere.it).

“Ci sono tre ostacoli fondamentali allo sviluppo effettivo delle neuroprotesi,” ha affermato Henry Markram del Laboratorio di microcircuiti neurali del Politecnico di Losanna, uno degli artefici della scoperta. ”Il primo è l’interfacciamento stabile delle apparecchiature elettromeccaniche con il tessuto nervoso; il secondo è la comprensione di come stimolare il tessuto nervoso; e infine il terzo è la comprensione di quali segnali nervosi registrare affinché l’apparecchiatura decida in modo automatico e appropriato lo stimolo. La nuova tecnologia di interfaccia al nanotubo di carbonio, unita con le più recenti simulazioni delle interfacce cervello-macchina può essere la chiave per lo sviluppo di tutti i tipi di neuroprotesi, per la vista, l’udito, il gusto, il movimento, l’eliminazione degli attacchi epilettici, il bypass spinale e anche per la riparazione e perfino il miglioramento delle funzioni cerebrali.”

Merry Xmas!

Posted on Dicembre 25th, 2008 in Graffiti, Stigmatikos Logos | 5 Comments »

Un uomo che sa come divertirsi… Da prendere come modello, anche non necessariamente a colpi di cognac. Buon Natale a tutti!

Il chiosco delle meraviglie di Bruce Sterling

Posted on Dicembre 22nd, 2008 in Accelerazionismo, Fantascienza, Futuro, Letture, Transizioni | 1 Comment »

La notizia è che Bruce Sterling è tornato. Non è lo Sterling che ci aveva incantato con le visioni transumaniste della Matrice Spezzata (1982), ma per fortuna neanche quello che ci aveva deluso con l’acritica esaltazione di tecnologia e iperliberismo fusi in un insipido corporativismo tecnocratico che essudava da Isole nella Rete (1998). Siamo piuttosto dalle parti dei malinconici quadretti di Un futuro all’antica, la sorprendente antologia del 1999 che ci aveva rivelato un aspetto inedito della personalità eclettica di questo Autore. Adesso a farci provare nuovamente il gusto dell’indagine sociale, l’ebbrezza dello scavo filologico negli strati sedimentati nell’immaginario del nostro basso futuro, ci pensa il suo ultimo romanzo breve, finalista al premio Nebula e pubblicato da Delos Books nella collana Odissea Fantascienza lo scorso novembre con il titolo Il chiosco (in un’ottima traduzione firmata Jasmina Tesanovic e Salvatore Proietti). Un’occasione per ricominciare a parlare di futuro, che potrebbe riuscire anche in un efficace regalo per Natale.

Una galleria di personaggi si muove intorno all’impresa del nuovo secolo, fiutata da un rigattiere del vecchio quartiere degli artisti di Belgrado. La società iugoslava è in frantumi, le cicatrici segnano ancora i corpi e la memoria del suo popolo, ma a ridosso delle Transizioni che hanno posto termine, in rapida sequenza, alle illusioni del comunismo e del globalismo, con l’avvento delle innovative nanotecnologie che permettono di manipolare nanotubi di carbonio all’interno degli astrusi fabbricatori, c’è già chi ha fiutato la possibilità di una Terza Transizione che porti all’agognata parificazione sociale. Il richiamo dell’affare attirerà presto le attenzioni di organizzazioni criminali e politicanti disposti a tutto.

Eccone una piccola anteprima:

Prima di installare il fabbricatore, nel chiosco di Borislav si potevano trovare le solite cose che avevano tutti gli altri chioschi: gomma da masticare, cioccolatini, bottiglie di alcol scadente da comprare all’ultimo momento, scintillanti portachiavi souvenir che i turisti non avrebbero mai usato in nessuna occasione. Quegli oggetti erano l’essenza stessa della vita di un chiosco.
Ora però le cose erano diverse, grazie  a quelle colorate schede di plastica con i modelli 3D. I ragazzi più grandi già le collezionavano: non i giocattoli che ci si facevano, ma le schede stesse.
E proprio quel giorno, dal suo solito posto nel cubicolo dalle pareti in vetro, Borislav aveva compiuto il passo logico successivo. Aveva offerto ai ragazzi schede da collezione ultra-scintillanti, carissime, che non avrebbero mai prodotto nessun tipo di giocattolo.
E naturalmente i ragazzini erano impazziti per averle. Ne aveva vendute cento.
E anche in questo c’era una logica che Borislav non comprendeva. Lui agiva con l’istinto del venditore da strada.
Sapeva che i ragazzini, per la loro stessa natura, non erano in grado di comprendere l’importanza del denaro. E Borislav si rendeva conto che prendere quello che gli potevano offrire non era il suo vero scopo.
Loro portavano il senso del futuro. Il ribollire della loro energia era il sintomo di qualcosa di più grande.
Borislav non aveva una parola per definire tutto questo, ma lo percepiva, nello stesso modo in cui con la sua gamba dolorante percepiva l’approssimarsi di un temporale.
Il senso del futuro poteva portare soldi a un uomo. I soldi non avevano mai salvato un uomo senza futuro.
 
 

 

Almost off-line

Posted on Dicembre 19th, 2008 in Connettivismo, Graffiti | No Comments »

Lo Strano Attrattore entra in modalità natalizia e chiude i battenti. Lontano dalla connessione, non credo che avrò modo di aggiornare molto le sue pagine.

Se l’orbita nel non-spazio della rete proseguirà lenta, nel tempo-lento di fuori sarà paradossalmente piuttosto concitata. Tra pagine da leggere e pagine da scrivere. E tutto il resto. Come d’altro canto ogni anno.

E come sempre passerà in fretta.

Ci risentiamo sicuramente per gli auguri di Natale… Statemi bene!