L’ombra nera sul futuro, nel nome di Montag
Posted on Ottobre 12th, 2008 in Accelerazionismo, Agitprop, False Memorie, Futuro, ROSTA |
Negli ultimi giorni, complici le novità sempre più cupe che ci bombardano dai mercati finanziari, ho insistito molto sul tema della totale mancanza di prospettive per il domani, il senso di diffuso pessimismo o di cieca noncuranza che ho voluto etichettare come futuro zero. Che ci sia una segreta speranza che il crack delle Borse aiuti ad azzerare lo status quo, gettando le basi per un nuovo inizio, è in fondo percepibile. Ma tra le forze all’opera sotto la superficie c’è anche chi sarà pronto a cavalcare il malessere dei cittadini sempre più impoveriti dalla recessione, come racconta Elena Stancanelli sull’ultimo numero dell’Espresso.
Il suo reportage reca un titolo emblematico: Fascisti per caso. E parte col botto per chi ha familiarità con certe opere che ormai hanno trasceso i confini del genere che le ha partorite. Il confuso richiamo a Guy Montag come modello di anticonformismo e appello identitario è quanto meno discutibile, ma non lascia perplessi più di tanto dopo le precisazioni - assolutamente non richieste - rilasciate da Ray Bradbury lo scorso anno.
Mi era piaciuto convincermi di una mia personale interpretazione da lettore: pensavo alla resistenza segreta di Fahrenheit 451 come una rielaborazione e credevo che i protagonisti memorizzassero le trame, e dunque il messaggio, scindendo il contenuto dalla forma, in un continuo processo di rigenerazione della conoscenza e della cultura. Finché il buon S*ommo non mi ha fatto notare che le cose non stavano proprio così. Nel processo di meditazione che sempre segue le letture più efficaci, avevo finito per mappare le mie convinzioni e i miei valori su un libro che mi aveva affascinato. Nel tempo, con l’affievolirsi del ricordo della sostanza e la persistenza inerziale degli umori e delle sensazioni di lettura, la mia personale rielaborazione era prevalsa, andando a intaccare l’oggetto (un po’ come accade nella meccanica quantistica, dove l’osservatore partecipa suo malgrado all’esito della misura, determinando lo stato dell’oggetto sotto osservazione).
L’esperienza maturata in prima persona non basta però a dissipare gli orizzonti adombrati dall’articolo della Stancanelli. La cupa immobilità di un futuro senza dissenso, omologato, improntato all’autoritarismo dirigista dei migliori regimi, è pericolosamente dietro l’angolo. Lo denunciava pochi mesi fa William Gibson, in una delle interviste rilasciate durante il tour promozionale di Guerreros. Signori che non hanno mai negato la loro fede siedono in Parlamento, nell’unico stato d’Europa in cui il negazionismo non è ancora stato riconosciuto come reato. E nel guardare il video registrato al raduno di Forza Nuova, è impossibile resistere alla morsa del futuro stretta intorno alla gola. Percependola per quello che è. Un’ipoteca sull’avvenire. Di tutti noi.
[Immagine tratta dal film Kyashan - La Rinascita, diretto da Kazuaki Kiriya (2004). Ringrazio 3pad per il prezioso memento.]







4 Responses
Non vorrei ripetermi, ma come al solito ci sono scrittori che sembrano essere già stati nel futuro, e ce lo raccontato sotto le mentite spoglie di interviste (Gibson - su XL) o romanzi (Ballard - Regno a venire).
Sto iniziando ad essere prevedibile, mi faccio vivo solo quando si parla di loro due.
Perspicace osservazione, 3pad. Avevo dimenticato l’intervista di Gibson. E’ il caso che la linki nel post… Grazie!
Credi che l’ennesima crisi delle borse e delle banche potrebbe aprire (nel campo delle probabilità) una strada verso un possibile…(*rumore di lampi e tuoni*)…socialismo?
Comunque sarò ingenuo io ma non ho capito ancora cosa aspettano ad arrestarli questi di FN, persino la stampa sa che sono neofascisti. La Legge Scelba non conta nulla? Io non capisco…
Sistema socialista, redistribuzione del reddito, disinnesco del profitto… No, non sono così fiducioso. Soprattutto davanti alle metamorfosi più recenti del socialismo reale e alla sua degenerazione in turbocapitalismo secondo il modello cinese. Mi aspetto però qualche misura assistenziale di qui a qualche anno, anche solo come palliativo per i milioni di nuovi poveri che si aggiungeranno presto agli 8 che in Italia già vivono sotto la soglia della miseria. Se le stime degli analisti saranno confermate, la crisi durerà ancora per tutto il 2009 e continuerà a fare sentire i suoi strascichi chissà per quanto.
Una grossa nube di attesa si sta gonfiando intorno a Obama. Chissà che non sia proprio la situazione attuale a convincere gli americani di una svolta decisa nelle loro politiche economiche e internazionali…
Quanto ai neofascisti, in questo Paese non si alza un dito contro gli ex-Fascisti, qualcuno di loro siede pure in Parlamento. Quelli sono solo gli ultimi arrivati, devono mettersi in coda…