Stanotte il cielo cadrà
Posted on Settembre 27th, 2008 in Fantascienza, Letture |
Come annunciato nei giorni scorsi, ho buttato giù qualche nota su questo stupendo libro di Daniel F. Galouye. Innanzitutto una precisazione: si tratta di un’opera doppia, composta da due novelle - una più bella dell’altra - raccolte da “Urania Collezione” in un unico volume, impreziosito da un bel saggio di Gianfranco de Turris (intitolato “Se la vita è un sogno” e pubblicato anche sul blog di Urania) e da una copertina assolutamente favolosa firmata da Franco Brambilla (che riporto solo per il gusto di abbellire di riflesso anche questa pagina). E poi una brutta notizia: essendo uscito in agosto, se vi siete fatti scappare il libro l’unico modo che avete per recuperarlo adesso è passare in rassegna le bancarelle dell’usato. Buona fortuna!
Potete leggere la mia recensione direttamente su Next-Station.org.









6 Responses
Caratteri troppo piccoli,non si riesce a leggere la recensione su Next-Station.org
Ti riferisci all’intero testo o solo alle citazioni?
All’intero testo.C’è un modo per allargare i caratteri?
Io non lo conosco.Potrsti trasferire il testo sul blog!
Temo che sia un problema di risoluzione del tuo pc, Stefano. Hai provato a visualizzare la versione per la stampa? Se non funziona nemmeno questa, riprendo il testo qui.
Ha funzionato e l’ho letta.
Allora vediamo…il libro di cui si parla attende che io mi decida a leggerlo,quindi non posso parlane.
Quanto alla recensione,a me personalmente è piaciuta,in quanto fornisce numerose chiavi di lettura ma in una direzione che forse non tiene conto dell’uso metaforico,mi sembra,e non diretto delle ipotesi sollevate.
Io lo vedo più come un testo,ma ripeto che devo leggerlo,che tenta di misurarsi con l’impotenza e l’irrilevanza dell’uomo-è la mia fissazione-in un contesto tecno-scientifico e socio-economico fuori controllo.
Ma devo rimandare giudizi più precisi a dopo la lettura.
Ottimo! Allora, innanzitutto grazie.
Entrando nello specifico, leggendolo ti accorgerai che il discorso costruito da Galouye si esprime a un livello più alto - o, se vogliamo, più profondo - del dato contestuale (a cui mi sembra tu ti riferisca quando parli di “contesto tecno-scientifico e socio-economico”). Con queste due novelle imbastisce un discorso filosofico che spazia dall’ontologia alla metafisica, ed è in questa dimensione universale che denuncia l’irrilevanza dell’uomo nell’ordine delle cose. Con uno scacco definitivo, dal momento che l’ultima scelta che permette a Tarl Brent di riappropriarsi del suo mondo è quello di costringersi volontariamente all’impotenza… attraverso - nietzscheanamente parlando - la “morte di Dio”.
Sarà comunque interessante riprendere il discorso quando avrai finito il libro. Sono curioso di confrontare i nostri punti di vista.
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