Archive for Agosto, 2008

Tranquilli, va tutto bene

Posted on Agosto 31st, 2008 in Kipple, Stigmatikos Logos | 10 Comments »

Se di fronte all’intemperanza di 1.300 scalmanati Trenitalia invita i passeggeri ad abbandonare il loro convoglio per “trovare altre soluzioni” e il questore di Napoli, presente sul posto, non spende una parola se non per ringraziare i responsabili delle tifoserie per avere aiutato le autorità “a risolvere i problemi” e 200 persone restano a piedi con tutti i disagi del caso e la beffa dei nuovi aumenti delle tariffe ferroviarie, non sorge anche a voi il sospetto che questo Paese sia andato definitivamente a puttane?

Revisionismo storico

Posted on Agosto 31st, 2008 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 6 Comments »

Giuliano Ferrara è stato comunista. Carlo Rossella era comunista. Sandro Bondi? Comunista anche lui, un tempo. Walter Veltroni non era comunista nemmeno quando era iscritto al PCI e dirigeva L’Unità. Non la sola eccezione. Baffo D’Alema? Comunista da diporto, abbandonato falce e martello, veleggia in tondo. Da buon pard, Cofferati seguiva la pista comunista in territorio nemico, prima che gli appuntassero la stella dell’US Marshall sul giacchetto. Era comunista perfino il Partito Comunista Cinese ai tempi della Lunga Marcia e di certo deve esserlo stato, anche se per breve frangente, pure il PCUS.

Ma tutti, a un certo punto, hanno scelto un’altra strada.

E qualcuno ancora mi chiede come faccia a dichiararmi comunista? Adesso che Caruso pattuglia i boschi abruzzesi, con Luxuria in partenza per l’isola del Dr. Moreau e Bertinotti a dattilografare su riviste con la stessa tiratura di NeXT, dove credete che si possa trovare un posto migliore?

PS: Un post dopo il congresso dei reduci ci voleva. Neanche il pudore davanti al clamoroso ritardo ha saputo fermarmi.

PPS: Invito al compagno Fernosky (al cui genio si deve il logo qui sopra): per tutelarci da brutte sorprese, sarebbe meglio depositare un documento costituente del Partito dei Comunisti di Ritorno, con sbarramento all’ingresso. Caso mai il vento dovesse cambiare un’altra volta…

PPPS: E sì, sono fiducioso. Tornerà anche il tempo della rivalsa per Nichi Vendola. Hasta siempre!

Disimpegno al 90°

Posted on Agosto 30th, 2008 in Kipple, Stigmatikos Logos | No Comments »

Sembrava quasi fatta: la Legacalcio a corto di acquirenti per i diritti dei campionati maggiori, le partite a un passo da essere relegate al puro diritto di cronaca, il palazzo che vacillava… Poi i venditori di fumo hanno convinto il pollo a saltare direttamente sullo spiedo e lasciarsi arrostire battendo pure le ali, così è sfumata la speranza di vedere finalmente ridimensionato tutto l’allegro baraccone, e magari tornare alle partite solo la domenica pomeriggio (qualcuno ricorda ancora i tempi dell’autoradio?).

Tuttavia ci sono almeno due cose di cui rallegrarsi.

1. I 55,5 milioni di euro sonanti sborsati da Mamma RAI per il biennio 2009-2010 verranno sperabilmente distolti dal finanziamento delle boiate con cui la TV di stato ci ammorba da qualche lustro a questa parte (e che nell’ultimo triennio hanno conosciuto il loro picco massimo storico, sarà un caso?).

2. Alla luce del sorteggio di coppa UEFA (ma la notizia data dal sito del Benfica si distingue per i toni epici e quindi val bene un’occhiata), la I quartina della III centuria di Nostradamus si tinge di un significato superiore… La traduzione con Babel Fish conferma.

Intanto, in attesa di nuove dal fronte olimpico, un po’ di amarcord…

“La rabbia” di Pier Paolo Pasolini

Posted on Agosto 28th, 2008 in Agitprop, Futuro, Proiezioni, ROSTA | No Comments »

“La classe padrona della ricchezza, giunta a tanta dimestichezza con la ricchezza da confondere la natura con la ricchezza. Così perduta nel mondo della ricchezza da confondere la storia con la ricchezza. Così addolcita dalla ricchezza da riferire a Dio l’idea della ricchezza”.

“Se comincia la guerra di chi è la colpa? Dei peccati della povera gente, naturalmente. Dio punisce le Sodome di stracci, le Gomorre della miseria”.

Il film-profezia di Pasolini, nelle parole di Curzio Maltese e in due estratti su Repubblica TV (*, **).

Cose pubbliche

Posted on Agosto 27th, 2008 in Agitprop, Stigmatikos Logos | 1 Comment »

Colta in flagrante a fare immersioni a Giannutri, a zonzo per i mari su un’imbarcazione dei Vigili del Fuoco, la terza carica dello Stato ha riconosciuto di aver commesso una leggerezza: “L’unica protezione integrale di cui ero informato” ha detto, ”era contro gli ultravioletti”.

Retorica femminista, dopo l’internecine

Posted on Agosto 27th, 2008 in Agitprop, Futuro | 6 Comments »

Torniamo a parlare di America e di futuro. La convention democratica in corso a Denver in questi giorni sta procedendo tutto sommato secondo il copione. Tra minacce sventate (magari quella risibile dei suprematisti bianchi servirà a potenziare il sistema immunitario intorno a Obama), appelli, endorsement ed epiche familiari, i sostenitori democratici non si stanno privando di niente. Ma a trionfare, come succede in questi casi, è sempre la retorica.

Barack Obama non ha ancora parlato. Sua moglie tutto sommato l’ha spuntata. Ted Kennedy ha infuocato gli animi, con l’appoggio all’uomo nuovo da parte della gens americana per antonomasia. E Hillary Clinton ci ha commossi. Lei che solo l’altro giorno aveva scatenato una campagna di odio contro il rivale di partito. Lei che fino all’ultimo voto utile ha continuato a dissipare i fondi elettorali confidando in una improbabile rimonta o - why not? - in un ritiro compassionevole di Obama (o peggio).

Non che nutrissi dubbi sulla comoda tendenza all’oblio delle masse. La gente ama le cose facili e allo stesso tempo lo spettacolo, e quando le due cose faticano a conciliarsi scattano quei meccanismi di rimozione in grado di garantire la pacificazione. Pertanto ecco che i toni da grande statista sostituiscono la violenza dell’internecine di solo pochi mesi fa. Ecco che il femminismo da palcoscenico nobilita la statura della regina in salsa stars & stripes. Ecco pronti per l’occasione nuovi bersagli - il comune avversario repubblicano - verso cui indirizzare il fuoco residuo, in attesa - chissà - di una seconda chance, programmata tra 4 anni.

Sarò rimasto al palo io, ma la responsabilità che dovrebbero dimostrare gli uomini e le donne di stato, o aspiranti tali, è di tutt’altra pasta. E per questo tiro un sospiro di sollievo. Per fortuna, il destino ci ha riservato Obama.

Articoli correlati:
America dreamin’  (10-06-2008)
L’anno del sole quieto (22-06-2008)

Welcome back, in the wake of the Singularity…

Posted on Agosto 25th, 2008 in Accelerazionismo, Connettivismo, Fantascienza, Futuro, Postumanesimo, ROSTA | 1 Comment »

Di ritorno ieri dalla frontiera meridionale, vengo proiettato oggi nel futuro dalle news di Fantascienza.com. Il S*ommo riprende da Engadget alcune previsioni lanciate da Justin Rattner, responsabile della ricerca in casa Intel, a margine di un convegno interno della compagnia. Nella scia di Gordon Moore, insomma, gli uomini chiave dell’azienda californiana continuano a gettare gli occhi lontano. Rattner intravede in tecnologie WREL (wireless resonant energy link), microrobot programmabili e pattern recognition i tre settori chiave di una rivoluzione imminente. E nel giro di quarant’anni il divario tra uomo e macchina potrebbe venire colmato.

Anche se non condivide la natura empirica della celeberrima legge di Moore, lo sguardo che Rattner getta nel futuro è di quelli capaci di mantenere vivo un sogno. Torneremo a parlarne presto, da un’ottica fantascientifica (letteraria, cinematografica e non solo), sulle pagine di Delos SF.

Stay tuned!

In memoriam: Sacco e Vanzetti

Posted on Agosto 22nd, 2008 in Agitprop, False Memorie, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 22-08-2007.]
Come ricordava Carmilla nei giorni scorsi, domani 23 agosto saranno 80 anni dall’esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, due “anarchici bastardi” come ebbe a definirli il giudice Webster Thayer prima di condannarli a morte per un duplice omicidio che non avevano commesso, come avrebbe riconosciuto ufficialmente il governatore del Massachusetts Michael Dukakis nel 1977 (”Io dichiaro che ogni stigma ed ogni onta vengano per sempre cancellati dai nomi di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti“). All’epoca inutile fu la campagna pro Nick and Bart lanciata da importanti intellettuali d’oltreoceano, con l’appoggio della comunità italiana d’America.

Queste furono le ultime parole rivolte da Vanzetti al giudice Thayer: ”Io non augurerei a un cane o a un serpente, alla più bassa e disgraziata creatura della Terra — io non augurerei a nessuna di queste ciò che io ho dovuto soffrire per cose di cui io non sono colpevole. Ma la mia convinzione è che ho sofferto per cose di cui io sono colpevole. Io sto soffrendo perché io sono un radicale, e davvero io sono un radicale; io ho sofferto perché ero un Italiano, e davvero io sono un Italiano [...]

E come italiani e radicali, come anarchici bastardi e simboli delle peggiori ingiustizie perpetrate dal sistema, voglio ricordare questi due eroi del Novecento. Rileggendo le commoventi parole che ebbe per loro un grande come Kurt Vonnegut:

[...]Mi sembra strano, oggi, dover spiegare chi fossero Sacco e Vanzetti. Recentemente ho chiesto a Israel Edel, l’ex portiere notturno all’Arapahoe, cosa sapeva lui di Sacco e Vanzetti, e mi ha risposto senza esitazione che erano due giovani di buona famiglia che, a Chicago, avevano commesso un omicidio per provarne il brivido. Li aveva confusi, insomma, con Leopold e Loeb.
Perché dovrebbe sconvolgermi questo? Quand’ero giovane, ero convinto che la storia di Sacco e Vanzetti sarebbe stata raccontata tanto spesso quanto la storia di Gesù Cristo, suscitando altrettanta commozione. Non avevano forse diritto, i moderni - pensavo - a una Passione moderna come quella di Sacco e Vanzetti, che si concludeva sulla sedia elettrica?

(Un pezzo da galera, 1979)

La letteratura del XXI Secolo

Posted on Agosto 20th, 2008 in Agitprop, Connettivismo, Fantascienza, Futuro, Postumanesimo, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 31-01-2008.]

Nella chiacchierata radiofonica con Giampietro Stocco, a suo tempo, espressi un’intuizione che mi va convincendo sempre più, mano a mano che il tempo passa e i tentativi di scrittura proseguono e si moltiplicano. Visti i tempi che ci troviamo a correre, tra lenti a contatto che ci permetteranno di navigare in una sovrapposizione di realtà e virtualità e computer quantistici pronti a sbarcare nella nostra quotidianità, si può ancora credere di avvicinarsi alla scrittura senza essere passati attraverso il filtro della fantascienza? La domanda è retorica. Non esiste un altro genere in grado di preparare all’indagine dei mutamenti che la nostra società sta attraversando.

Una bella conferma arriva dal programma di Rai 3 Megalopolis, di cui ho già parlato e che ieri sera è giunto alla terza puntata, dedicata al Cairo. Ebbene, la prossima puntata sarà dedicata a Shenzhen, città emblematica del boom cinese, sorta alle porte di Hong Kong laddove un tempo sorgeva un villaggio di pescatori e ben presto mutata in un mostro tentacolare in grado di surclassare la scomoda vicina. E proprio a Shenzhen, ormai quattro anni fa, ambientavo il mio racconto Io vivo per Su Li-Zhen (poi incluso nell’antologia Revenant). Ne riporto qui di seguito un breve stralcio:

Shenzhen: megalopoli sopravvissuta al Collasso, oppure nata con esso. Quando è parso evidente che per la Terra noi inquilini della superficie fossimo solo una specie come un’altra di parassiti, una legione perfino pericolosa per il suo equilibrio, il clima ha subito un tracollo. La stagione dei tifoni ha prodotto un numero incalcolabile di vittime, danni incommensurabili e milioni di sfollati. Sciami di profughi si sono riversati nelle città dalle campagne, rendendo necessarie misure di intervento diretto da parte delle autorità.

Prima delle inondazioni, Shenzhen era solo la vetrina cinese sorta alle spalle di Hong Kong: una città franca, aperta ai flussi del mercato, soggetta ai venti della corruzione. Dopo, ecco il risultato: sei milioni di abitanti nei confini urbani, altri otto accampati nelle zone di accoglienza appena fuori città, in attesa di regolarizzare la loro posizione e guadagnare il diritto alla residenza.

Una densità demografica di oltre venticinquemila abitanti per chilometro quadrato. Non basterebbe tutta la mia vita a passare in rassegna uno per uno ogni essere umano di questa città ricombinante. La nanoingegneria plasma senza sosta i palazzi mutando il volto dell’agglomerato urbano dal tramonto all’alba, nel volgere di una notte. Un flusso migratorio costante compensa con manodopera fresca le perdite consumate sulla catena di montaggio, caduti sull’altare del lavoro grazie alla fin troppo generosa legislatura in materia di sicurezza degli impianti. Nuove tecniche di manipolazione permettono di mascherare molti dei principali parametri di riconoscimento. Una marea di forze contrarie si oppone alla mia caccia.

Quello era uno dei primi racconti in cui provavo a fondere insieme le istanze di generi diversi. Non lo facevo in maniera cosciente, chiaramente. Troppo entusiasta, troppo sprovveduto. Ma le mie orecchie sentivano una musica di fondo che sarebbe stata perfetta per l’atmosfera di un vecchio noir. E i miei occhi scavavano nel futuro. Con avidità. Capita di prendere le decisioni giuste, quando si lotta per sopravvivere.

Fantascienza: un tentativo di definizione

Posted on Agosto 18th, 2008 in Agitprop, Connettivismo, Fantascienza, Psicogrammi | 1 Comment »

[Pubblicato sullo Strano Attrattore 1.0 il 29-07-2007.]

Sulla scorta di quanto detto e riportato nei giorni scorsi, mi avventuro nella mia definizione. Se avrete l’impressione che questa rimastichi le altre - ben più illustri - definizioni, la vostra impressione sarà corretta. Nulla si inventa e nulla si distrugge, come vedremo tra poco… Ma si tratta, come sempre, di un’ipotesi. E nulla è definitivo.

La fantascienza è la letteratura del mutamento, del possibile e del superamento. Mostra come, cambiando alcuni parametri della nostra realtà (società, storia, tecnologia), potrebbe diventare o avrebbe potuto essere il nostro mondo. E siccome il mutamento è al centro di ogni storia della letteratura che valga la pena leggere, il fatto che il mutamento sia la premessa per una storia di fantascienza rende automaticamente il genere una meta-letteratura, che si interroga sul mondo, sull’uomo e sul loro destino. La fantascienza è l’ultima frontiera dell’avanguardia culturale, artistica e civile. Un passo letterario verso l’escatologia.

Se qualcuno si sta chiedendo il perché della copertina di Babel-17… be’, parafrasando Mick Jagger potrei dire che “se cercate un altro nome per la fantascienza, potete chiamarla Samuel R. Delany“: ne incarna la quintessenza (avventura, speculazione, indagine sociale, sperimentazione, nostalgia del futuro e traslazione storica, tutto), quindi, avendo superato la prova dei dati preliminari, la mia ipotesi non può che essere smentita da una futura controprova. A voi il divertimento di scovarla…

E il connettivismo? Nei giorni scorsi, nella Lista di Fantascienza di Yahoo! Gruppi, azzardavo che:

Il connettivismo è un tentativo di coniugare l’indagine sociale con la speculazione scientifica, l’estrapolazione tecnologica e l’alternativa storica, realizzando una ideale fusione tra tradizione umanistica e attualità scientifica.

Ma, in fondo, c’è anche una definizione un po’ più larga, venuta fuori ad Anghiari:

Il connettivismo è la fantascienza degli scrittori nati nel tempo di internet.