Dopo l’adattamento teatrale de La Mosca cronenberghiana, eccoci al secondo appuntamento entomologico che annunciavo qualche settimana fa: alcune considerazioni su Universo distorto (il titolo originale, Missile Gap, cela una sottile ironia che diverrà chiara leggendo il libro) di Charles Stross. La novella ha vinto il Locus Award nel 2007 e, per chi volesse surfare un po’ sulla semantica aliena di Albione, è disponibile anche in versione e-book gratuita sul sito della Subterranean Press (anche cliccando sulla copertina qui accanto).

Dico solo che per concentrazione immaginifica Universo incostante è paragonabile con Accelerando e che, rispetto a questo, la maggiore immediatezza ne rende la lettura ancora più gradevole e divertente (oltre che accessibile all’appassionato di fantascienza in senso lato). Vi lascio quindi con un breve estratto della recensione, a mo’ di teaser:

Negli strascichi di un conflitto geopolitico mai sopito, la trama si tinge del fumo della spy-story fino a consegnarci, per “bocca” dei personaggi più improbabili di tutto il libro, le guest star in trasferta dalla Metamorfosi e dalla Mosca, una catena di rivelazioni in un processo a cascata, un effetto domino che, seppure capace di illuminare l’intero universo narrativo di Charles Stross, potrebbe non condurre nemmeno a un esito definitivo. È un gioco di scatole cinesi che sarebbe piaciuto a Philip K. Dick, che delle realtà annidate fece una delle colonne portanti della sua cosmogonia privata.

Fatevi un regalo per l’estate. Insieme alle letture che avrete già pianificato, portatevi in spiaggia anche Universo incostante.