Dilaniati e carbonizzati, ma sempre utili al Profitto
Posted on Giugno 30th, 2008 in Accelerazionismo, Agitprop, Stigmatikos Logos |
E evidentemente ancora commestibili, almeno secondo i gusti del signor giorgio del papa™, amministratore delegato della UmbriaOlii S.p.A., precursore di un nuovo stadio del capitalismo che potremmo definire, senza mezzi termini, cannibale. La carne in questione è quella di 5 operai alle dipendenze di una ditta appaltatrice per i lavori di manutenzione della società di del papa: due anni fa furono vittime di un drammatico incidente presso la sede di Campello (PG) e 4 di loro persero la vita. Il quinto, ferito, si salvò per miracolo. A distanza di due anni da quel tragico giorno, il signor del papa™ (qualora ve lo stiate chiedendo, non è lui il tipo qui sopra tra le braccia di Sigurney Weaver), ancora sotto inchiesta con l’accusa di disastro colposo con l’aggravante della “colpa con previsione dell’evento”, ha deciso che è giunto il momento di sferrare la sua controffensiva con una manovra di gran classe. Così ha chiesto ai parenti delle vittime e all’unico sopravvissuto un risarcimento per complessivi 35 milioni di euro.
Avete letto bene. Il signor del papa™ si è rivolto proprio ai familiari delle vittime e, con questo bel documento, ha formalizzato la sua richiesta. Messa da parte ogni considerazione sul tatto, sulla decenza e sulla dignità del soggetto, e dando comunque per scontato, insieme al legale dei parenti delle vittime, che il sistema giuridico italiano, per quanto dissestato, riuscirà a tutelare i suoi assistiti senza nemmeno troppo sforzo, questo caso segna forse il culmine della parabola del capitalismo: la definitiva assimilazione della persona al prodotto della sua opera. Nella sua manifesta mercificazione dell’essere umano, il gesto tradisce una assurdità gratuita tanto banale da risultare sconcertante e testimonia una violenza ideologica che non ha precedenti, credo, nella storia della giurisprudenza.
Nel 2001 avremmo dovuto calpestare il suolo lunare e puntare astronavi verso Giove e oltre, verso le frontiere dell’infinito. E invece eccoci qua, sette anni più tardi: la storia ha dato torto all’Uomo Nuovo Socialista, ma in compenso ci ha regalato l’Imprenditore Nuovo Cannibale. Perché si spieghi il miracolo, è necessario assumere che si sia verificato un evento di portata epocale, un abbaglio che ha portato all’emergere di questo prototipo di postumanità finalmente libero di ogni retaggio animale. Evidentemente a un certo punto è successo qualcosa, con il silenzio-assenso di tutti: nel corso dei collaudi per le future linee evolutive, questi tempi bastardi hanno avviato le prove di concepimento per approntare un clade capace di sopravvivere al futuro. Il signor giorgio del papa™ è forse la prima release di questo nuovo prodotto memetico.
Per un attimo ho voluto mettermi nei panni di uno dei familiari delle vittime. Credo che lo abbiamo fatto tutti, a livello più o meno consapevole. E ho pensato ai 5 milioni che la UmbriaOlii mi chiedeva di risarcirgli per il danno che il sacrificio di mio padre avrebbe arrecato a questo colosso della raffinazione di prodotti vegetali. 5 milioni di euro. Per ricompensare l’azienda del disagio, mi sarebbe stato richiesto di lavorare per 263 anni. Senza contare gli interessi e gli aggiustamenti dell’inflazione. 263 anni per la UmbriaOlii, senza mangiare, senza una casa in cui dormire, con in dotazione solo la tuta aziendale. Forse il signor del papa™ aveva già in mente una soluzione di qualche tipo all’inconveniente di quel limite fisico rappresentato dalla finitezza della vita: qualche riprogrammazione nanotecnologica, forse, oppure la rateizzazione del debito e la sua equa distribuzione tra i discendenti della vittima. Chissà.
Nel dubbio, e nel rispetto della memoria dei caduti (non ci dovrebbe essere bisogno di specificarlo, ma non si sa mai, specie di questi tempi in cui la crescita del tasso di fraintendimento procede di pari passo con la disponibilità dei canali di comunicazione), invito tutti a non sprecare nemmeno un istante. Il giorno del trionfo della Nuova Specie si sta avvicinando e, alla risoluzione del conflitto, sarà bene farsi trovare schierati dalla parte dei vincitori. Il signor del papa™, rampante esempio della genia NIC, può essere raggiunto all’e-mail della UmbriaOlii. Fate come me: inviate il vostro curriculum vitae all’indirizzo umbriaolii@umbriaolii.com oppure chiedete delucidazioni sulla rateizzazione del debito pro capite dilazionato alle generazioni future scrivendo a sales@umbriaolii.com.
Il futuro è in agguato. Fate la scelta giusta!









11 Responses
amo il situazionismo.
che lo spam sia con me
Vi invito a postare qui le vostre e-mail… Comincio dalla mia:
In quante rate posso dilazionare un debito ipotetico di 5.000.000 di euro?
Grazie per il chiarimento.
Non ho ancora ottenuto risposta. Riprovo domani.
X
Posso usufruire di vantaggi Findomestic per un debito di 5.000.000 di euro?
Offro rene a costo di produzione. Pronto alla rigenerazione. Per un nuovo espianto.
X
[...] come l’umanità ha fatto la fine che tutti conosciamo, ecco un indizio prezioso. Le nostre macchine del tempo sono comunque a disposizione per permettervi di cambiare le cose. O almeno provarci. Buona [...]
Caro X buon ferragosto
io mi chiedo cosa ne pensate invece della 5 quinta famiglia distrutta … quella di Giorgio Del Papa .. che cosa avrebbe guadagnato lui da questa vicenda ? la perdita dell’azienda ? oltre alla perdita di un suo carissimo amico ,Manili ? come potete distrugere così le persone senza sapere i fatti ? la richiestadi soldi alle vittime in tribunale non è mai avvenuto , un perito a quantificato a quanto ammontava il danno aziendale . nessuno a chiesto soldi per ricavarci qualcosa da questa tragedia . Spero solo che capiate che con queste cose che scivete rovinate le persone ..persone che lavorano e che danno a mangiare a 60 famiglie ..
Gentile Lucrezia, se ha letto l’articolo per indignarsi, avrà senz’altro verificato l’autenticità del link in esso incluso, che le riporto qui per comodità e che conduce direttamente alla scansione dell’atto di citazione presentato al Tribunale Civile di Spoleto dalla società Umbria Olii SpA nella persona del suo AD e legale rappresentante Giorgio Del Papa.
A pag. 18, avrà forse anche notato come il summezionato abbia individuato nell’Impresa Manili Maurizio e nei suoi dipendenti la causa e la responsabilità del danno arrecato alla sua azienda e, conseguentemente, abbia chiesto loro (i “convenuti tutti”) il pagamento di un risarcimento pari a 35.316.456,66.
Doveva essere veramente distrutto, il signor Del Papa, per non rendersi conto che stava chiedendo un risarcimento al suo carissimo amico Manili, non crede anche lei? La presente confidando di non aver contribuito ulteriormente alla sua rovina…
[...] E al di là di ogni immaginazione. [...]
Povero Del Papa ;_;
in fondo vuole solo Trentacinquemilionitrecentosedicimilaquattrocentocinquantasei euro e sessantasei centesimi dai suoi dipendenti, l’equivalente del vecchio conio di SeimilaOttocentoquarantasei miliardi duecentocinquantacinquemilioni e sessantacinquemila lire (6.846.255.065.013,3 £), una cifra che oggi giorno soprattutto abbonda in ogni umile famiglia!
Come giustamente dici Lucrezia, è il caso di preoccuparsi di più di questi gentiluomini con i loro miseri stipendi a cinque zeri piuttosto di uno sfacciato operaio che deve solo nutrire la sua famigliola di quattro elementi. Anzi no, è più importante far sopravvivere le famigliole di DelPapa, piuttosto che preoccuparsi di quei vili accattoni degli operai senza più un lavoro, e di quel cretino che si è permesso di sopravvivere al suo perfettissimo stabilimento. Carissima Lucrezia (Borgia?) la domanda che mi pongo nei confronti del tuo elegante commento nel quale dici che distruggiamo le persone è:
Le staminali guarirebbero il tuo cervello?
Puoi rispondermi direttamente sul mio blog http://tracheaa.splinder.com senza farlo qui stesso.
Bacioni!!!
[...] brillante esponente di quella genia di uomini nuovi di successo che tempo fa, in uno dei tanti raptus, indicavo come Imprenditori Cannibali, e che oggi riscuotono il plauso generale di capi di governo [...]