SGU - qualche considerazione su Stargate Universe dopo dieci puntate
Posted on Dicembre 13th, 2009 in Uncategorized | No Comments »
Questa serie mi fa veramente arrabbiare.
Dopo un avvio promettente nel quale gli elementi per poter creare qualcosa di interessante c’erano più o meno tutti, si è veramente ficcata in un vicolo cieco. In primo luogo l’espediente delle pietre a livello narrativo rappresenta l’intoppo maggiore. Non è un caso infatti che tutti gli episodi che sono oggettivamente noiosi o scarsi (e posso ascriverne almeno cinque su dieci) hanno come motore proprio l’utilizzo delle pietre e i rapporti con la terra. A livello tecnico trovo altrettanto insopportabile che per motivi forse televisivi o forse di semplificazione (ma non ne sono poi così convinto) quando i nostri eroi effettuano il transfert sulla terra vengono interpretati dagli attori della Destiny anziché da coloro che effettivamente li ospitano. Per quanto riguarda la gestione dei personaggi secondo me l’unico veramente azzeccato è quel matto del Dott. Rush, per il resto abbiamo a che fare con uno dei peggiori comandanti della storia della fantascienza televisiva, con un ciccione che talvolta riesce anche a far ridere, ma che il più delle volte ha una presenza scenica imbarazzante, e con la quasi totale assenza di personaggi femminili intriganti: abbiamo la lesbica arrivista con le manie di controllo, una dottoressa che potrebbe anche avere un potenziale ma che almeno per adesso è stata relegata ai margini dell’introspezione, una moglie del comandante che riesce a risultare ancor più antipatica di suo marito, la figlia del senatore che non fa altro che piangere dalla prima puntata (quando non si fa consolare dall’aitante tenente). Ma la cosa peggiore è proprio che per la prima volta nella storia del brand di Stargate si tenta palesemente di non attingere direttamente al brio e all’azione che caratterizzavano i serial precedenti, ma si tenta maldestramente di scopiazzare certi meccanismi di altre serie, in particolare Battlestar Galactica. Eppure, eppure, forse per una sorta di masochismo, mi ritrovo a pensare ad SGU e a desiderare di vedere la prossima puntata. Questo significa che in qualche modo, da qualche parte, sparando nel mucchio, sono comunque riusciti a fare qualche centro. Credo che sia molto difficile razionalizzarne i motivi, ma scavando un po’ a fondo forse si tratta del mio desiderio di vedere ancora sullo schermo le tracce di una saga che nell’arco degli ultimi quindici anni mi ha profondamente appassionato. Alcuni elementi della cosmogonia di Stargate sono rimasti intatti e questo ai miei occhi rappresenta comunque un grosso appeal, compreso il fatto che ogni volta che il vecchio Jack compare sullo schermo un certo senso di nostalgia ha il sopravvento, quindi divento indulgente e riesco a perdonare a questa serie cose che normalmente non lascio passare ad altre.
Senza fare spoiler, il cliffhanger finale di questo primo spezzone di stagione è veramente notevole, e se le cose stanno così come sembra credo proprio farò il tifo per i cattivi.



Guardando questa sconcertante copertina di tv-guide sui nuovi X-Files sorge il dubbio su chi possa essere la vamp che posa con aria sensuale al fianco di David Duchovny.
Prodotta da Sam Raimi nel 1995 ,bistrattata dalla critica, fondamentalmente ignorata dal pubblico, secondo me invece ha al suo interno dei momenti eccezionali.


La miniserie che ha registrato il record di ascolti della passata stagione di SciFi Channel sbarca non senza polemiche su Italia 1.Tin Man è una felice rielaborazione del Mago di Oz in una chiave di lettura moderna dove si miscelano con successo fantasy, fantastico e SciFi con venature steampunk.
Battlestar Galactica e Lost , due stagioni e due destini per certi versi paralleli: la prima destinata a una season finale sostanzialmente anticipata , la seconda a una forte riduzione del numero di puntate.
Ero rimasto un po’ indietro con Stargate Atlantis , ma oggi visto che il sole splendeva alto , la temperatura era primaverile e tutto indicava una gitarella domenicale ho avuto decisamente poca voglia di uscire e mi son beatamente sciroppato in poltrona le ultime 5 puntate che chiudono la quarta stagione assieme a qualche Guinnes che ben si accompagna alla fantascienza “leggera” regalandole robustezza col suo retrogusto amaro.