Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Madonna al super bowl

Posted on Febbraio 8th, 2012 in Uncategorized | No Comments »

Nell’intervallo del superbowl l’altra sera si è esibita Madonna con uno spettacolo di altissima qualità, durante il quale ha cantato alcune delle sue canzoni più famose e più amate e il suo nuovo singolo Give Me All Your Luvin’. L’artista si è presentata con schiere di ballerini e ballerine, tutti eccezionalmente bravi, e alcuni cantanti che le hanno dato sostegno canoro durante la performance. La regina del pop in questa occasione si è rivelata una vera ‘imperatrice’ o forse dovrei dire ‘dea’ dello spettacolo grazie ai costumi antichi romani e ad alcuni ballerini abbigliati come dei.

Rimango sempre sorpresa dalla capacità di Madonna di rinnovarsi e presentare cose vecchie come se fossero appena state pensate. Inoltre ho apprezzato molto il fatto che si sia impossessata di uno sport ad alto tasso di testosterone diretto ad un pubblico maschile, trasformandolo invece in uno spettacolo affascinante anche per un pubblico femminile. L’idea dietro lo spettacolo secondo me includeva anche una certa satira del super bowl, una conferma del fatto che Madonna non è una semplice cantante ma un’artista a tutto tondo in grado di esprimersi anche con auto-ironia. Forse è per questo che molti critici uomini odiano Madonna, perché è in grado di prendere in giro con classe le manifestazioni di testosterone degli uomini e trasformarle a suo favore.

A questo link è possibile vedere tutto lo spettacolo di Madonna:

http://www.youtube.com/watch?v=Cd9PSy1q-Gk

La strega cattiva di Biancaneve

Posted on Novembre 11th, 2011 in Uncategorized, cinema, donne | No Comments »

Charlize Theron - Evil QueenE’ appena apparso online il trailer di “Snowwhite and the Huntsman” con immagini assolutamente straordinarie e un voice over di Charlize Theron (che interpreta la Strega Cattiva) che fa rabbrividire.

Il film si presenta molto bene ma era impossibile per gli autori rinnovare a sufficienza  la storia di Biancaneve per renderla attuale. La protagonista, Biancaneve, è destinata un giorno a prendere il posto della Regina/Strega Cattiva ma la Regina non è ancora pronta a cedere il passo, benché sia praticamente immortale grazie alle sue pratiche magiche che le permettono di risucchiare la vita dalle sue vittime. La Regina decide quindi di ingaggiare un cacciatore perché insegua la ragazza e la uccida. Succede però che il cacciatore si allea con Biancaneve e insieme crecheranno di sconfiggere la Regina Cattiva.

Il film vede contrapposti due personaggi femminili, una donna in una posizione di autorità e perciò cattiva (avete mai incontrato regine o madri buone nelle fiabe?) e una ragazza in una posizione subordinata e automaticamente buona, che vuole salire la scala sociale e diventare lei la regina. Tra questi due poli opposti si pone il Cacciatore, che sceglie a chi dare la propria lealtà  e che funge da ago della bilancia degli eventi. La storia quindi è densa di così tanti cliché che mi viene da piangere, ma comunque dalla storia di Biancaneve non si poteva trarre altro.

Le immagini sono visivamente accativanti e Charlize Theron è assolutamente formidabile come antagonista della giovane Kristen Stewart, che nel trailer non fa altro che correre e fuggire (almeno finché Biancaneve non sarà pronta ad indossare l’armatura di cui abbiamo visto le foto alcune settimane fa).

Charlize Theron mi ricorda le grandi cattive del passato, che lasciavano un’impronta indelebile nella memoria e che invariabilmente morivano alla fine del film, con mia grande tristezza, perché in realtà io ho sempre preferito le grandi cattive alle buone insulse. Staremo a vedere in questo film chi tra Charlize Theron e Kristen Stewart riuscirà a rubare la mia eterna lealtà.

Un genio dei nostri tempi

Posted on Ottobre 6th, 2011 in Uncategorized | No Comments »

Questa mattina a colazione ascoltavo il telegiornale e hanno passato una notizia che mi aspettavo da molto tempo ma che comunque è arrivata come un colpo d’ascia: Steve Jobs è morto. L’uomo che ha cambiato molte cose nel mondo dei computer e non solo, ci ha lasciati. Un triste giorno. Purtroppo da oggi in poi ci sarà un genio in meno sulla Terra ad aiutarci a migliorare la nostra vita.

Vorrei ricordare Steve Jobs con una citazione:

“Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven’t found it yet, keep looking. Don’t settle. As with all matters of the heart, you’ll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don’t settle.”
– Stanford commencement speech 2005

Ecco la traduzione in italiano:

“Il vostro lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l’unico modo per essere veramente soddisfatti è farlo al meglio delle vostre capacità. E l’unico modo per farlo al meglio delle vostre capacità è amare ciò che fate. Se non avete ancora trovato il vostro vero lavoro, continuate a cercare, non smettete. Come in tutte le questioni di cuore, lo capirete quando lo avrete trovato. E come in tutte le migliori relazioni di coppia, le cose migliorano con il passare degli anni. Per questo dovete continuate a cercare finché non lo avrete trovato. Non smettete mai”.

Discorso per la cerimonia di laurea, Stanford, 2005

Buon Compleanno Angie Dickinson

Posted on Ottobre 2nd, 2011 in Spiderman, Uncategorized, webseries | No Comments »

Negli anni ‘70 quando ero bambina le mie serie televisive preferite erano “Spazio 1999″ e “UFO”, ma c’erano anche altre serie dove le donne avevano un ruolo un po’ più importante, “Wonder Woman”, “Charlie’s Angels” e naturalmente “Police Woman”, che in Italia era conosciuta come “Pepper Anderson agente speciale”, Si tratta di 91 episodi prodotti in quattro stagioni tra il ‘74 e il ‘78. Considerato che in Italia le donne all’epoca non potevano ancora entrare in polizia per me era incredibile vedere come una donna, bella e intelligente, potesse lavorare a stretto contatto con dei colleghi che la apprezzavano per le sue qualità e non la ostracizzavano per il fatto di essere donna. Il sergente Pepper Anderson, interpretata da Angie Dickinson, per me è stata  la prima vera donna eroe ed è indubitabile che abbia rappresentato un modello per tutte le ragazze della mia generazione che come me guardavano avidamente le donne americane in TV fare cose incredibili.

Ieri 30 settembre è stato il compleanno di questa indimenticabile attrice, ha compiuto 80 anni e non posso non salutare e rallegrarmi, dato che continua a lavorare senza interruzioni malgrado l’età.

Buon Compleanno Amgie Dickinson e grazie per tutti i momenti splendidi che ho passato in compagnia del tuo personaggio. Smack!



Freaks - The Series

Posted on Aprile 18th, 2011 in Uncategorized, webseries | No Comments »

Finalmente gente di talento anche in Italia si fa avanti e realizza qualcosa di veramente interessante e soprattutto godibile: Freaks the series, di cui trovate il primo episodio a questo link su YouTube

http://www.youtube.com/watch?v=dOdKpb7rrOY

La serie potrebbe essere considerata la risposta italiana a Heroes, la serie americana sui supereroi che ci ha fatto sognare ma poi è finita nel dimenticatoio, e a Misfits, la serie inglese andata in onda negli ultimi mesi sui canali Sky che vedeva protagonisti un gruppo di ragazzi condannati ai lavori sociali per vari crimini, che, durante una tempesta particolare sviluppano dei poteri sovrumani, come per esempio la capacità di riavvolgere il tempo, di scatenare frenesie sessuali al tocco, l’invisibilità o addirittura l’immortalità.

Questa versione italiana è un po’ più casareccia e a tratti la sceneggiatura non è molto chiara, ma questi sono tutti ragazzi giovani che si stanno facendo le ossa quindi il lavoro che hanno fatto è assolutamente eccezionale. La serie sembra essere interamente girata a Roma, ed è ideata da un gruppo di videoblogger abbastanza famosi su YouTube. Io personalmente aveva già visto il lavoro di Guglielmo, in arte Willwoosh, che ha realizzato delle parodie della saga di Twilight davanti alle quali ho riso fino a soffocare. Grazie Guglielmo! Potete trovare per esempio la parodia di New Moon qui

http://www.youtube.com/watch?v=vOadLS4SsOM&feature=relmfu

Ma la capite solo se conoscete a memoria il film. Non si è occupato solo di questa saga quindi potete trovare commenti caustici suoi praticamente su tutto.

C’è il trailer del secondo episodio di Freaks qui

http://www.youtube.com/watch?v=onf79WmkYak&feature=relmfu

che dovrebbe uscire il 22 aprile. Consiglio di tenere sott’occhio questo gruppo di artisti perché sentiremo ancora parlare di loro.

Il destino di Wonder Woman

Posted on Ottobre 3rd, 2010 in Televisione, Uncategorized, cinema | No Comments »

Linda Carter in Wonder Woman 1975Non sono una appassionata di fumetti, non ho mai letto la serie dedicata al personaggio di Wonder Woman ma, da esperta di televisione, ricordo con molta nostalgia la serie TV con Linda Carter di qualche anno fa. E’ ormai da tempo immemorabile che sento parlare di un film in produzione su Wonder  Woman ma non si è concretizzato mai nulla. Questa cosa mi ha dato sempre molto da pensare. Ci sono trilogie e quadrilogie su tutti gli eroi possibili e immaginabili ma mai nessuno dedicato a un’eroina donna, a parte un film su Catwoman da dimenticare con protagonista Halle Berry. Le eroine donne evidentemente non interessano ai produttori di Hollywood e quando provano a fare qualcosa lo fanno con così poca convinzione che il risultato è assolutamente inguardabile.

Adesso è stata pubblicata una notizia su questo sito

http://blastr.com/2010/10/wonder-woman.php

secondo la quale l’eroina amazzone sarà protagonista di una serie TV prodotta dal famoso produttore David E. Kelley. Questa notizia non è ancora stata confermata e date le false partenze degli anni scorsi ci crederò soltanto quando vedrò i titoli d’inizio del primo episodio.

Sinceramente non so se essere contenta oppure no di questo trasferimento dal grande al piccolo schermo. Mi sembra un po’ come se il personaggio non fosse degno del grande schermo e quindi è stato ridotto al formato televisivo. Il tipo di storie raccontate dai due mezzi sono chiaramente differenti: al cinema si parla di grandi drammi umani, della salvezza del mondo, tutto è su scala più grande, globale e l’avvenimento narrato è l’evento fondamentale della sua vita, che lo definisce come personaggio. In televisione invece, con le serie, si mostrano eventi più quotidiani, che coinvolgono un ristretto gruppo di persone, spesso in ambienti familiari, e certamente non possono essere eventi unici perché bisogna tornare la settimana successiva e quindi hanno anche un’importanza limitata.Basta vedere la differente caratterizzazione di Clark Kent/Superman nel passaggio dal cinema alla serie Smallville.

Wonder Woman quindi è matura per la televisione, ma negli ultimi trent’anni non è cresciuta per niente, per cui rimarrà in televisione e non verrà promossa al cinema. Questo è quello che io vedo in questa decisione. Il personaggio non ha abbastanza appeal per il pubblico maschile, perché il pubblico maschile non è abituato a riconoscersi in un eroe donna protagonista di un blockbuster. Questo è quello che i produttori hollywoodiani pensano in realtà delle donne protagoniste al cinema.

Mai idea è stata più arretrata. Secondo questo sito

http://womenandhollywood.com/factoids/

nel 2009 negli Stati Uniti le donne hanno comprato il 55% dei biglietti cinematografici mentre il restante, ovviamente, li hanno comprati gli uomini. La fonte di queste cifre è naturalmente la Motion Picture Association of America. Malgrado questi dati soltanto 2 dei 10 maggiori incassi al botteghino americano erano film con donne protagoniste, e non parlo di co-star ma di vere protagoniste.

Questo significa che il 55% del pubblico è pronto per un’eroina come Wonder Woman al cinema. Purtroppo non abbiamo dati di questo genere per il pubblico italiano, o almeno se ci sono io non li ho ancora trovati.

Quanto ancora dovremo sopportare il sessismo di Hollywood?

Sofia Coppola e il Leone di Venezia

Posted on Settembre 13th, 2010 in Uncategorized | No Comments »

Quest’anno il Leone di Venezia è stato assegnato a Sofia Coppola per il suo film Somwhere. Seguo la sua carriera di regista con interesse e sono molto contenta che abbia vinto il premio. Naturalmente, nell’anno in cui la Bigelow ha vinto l’Oscar per la regia, questo premio veneziano a un’altra donna regista è il riconoscimento dello sforzo delle donne a farsi strada nell’ambiente. Peccato che il Festival di Cannes quest’anno abbia brillato esclusivamente per l’assenza di donne registe, non tanto tra i premiati quanto addirittura tra i film in concorso, altrimenti avremmo fatto l’en plein.

Mi piacerebbe però che si parlasse di questi premi non tanto perché vi è coinvolta una donna, quanto perché la persona che riceve il premio è un/una artista di valore e se lo merita. Ho paura che per questo dovremo aspettare ancora molto tempo. Per il momento, che una donna riceva un premio in campo artistico è un avvenimento talmente raro, che i massa media mettono in evidenza solo il genere femminile  e non la bravura.

Mi piace la saga di Twilight

Posted on Novembre 27th, 2009 in Uncategorized | No Comments »

Attenzione: spoiler per chi non ha letto i libri della saga di Twilight!

Mi piace la saga di Twilight, ma non sono un’adolescente (ho superato i quaranta), sono una mamma, una moglie e cerco anche di lavorare. C’è qualcosa di sbagliato in me? Come mai mi piace? Io non faccio parte del target audience dei libri o dei film. Cercando su Internet scopro che non sono l’unica, c’è un sito americano molto interessante dove mi sono ritrovata in compagnia di altre come me, http://twilightmoms.com./
Ho letto i libri tutti d’un fiato, Stephanie Meyer ha uno stile veloce, leggero, senza troppe descrizioni che appesantiscono, solo l’essenziale per creare l’atmosfera e naturalmente i dialoghi, intensi, fulminanti che inquadrano subito il personaggio, scritti già come se si trattasse di una sceneggiatura. Anche i film sembrano interessanti, il primo mi è piaciuto, il secondo non l’ho ancora visto, andrò al cinema nei prossimi giorni sperando di trovarci meno gente.
La saga di Bella e Edward mi piace perché sono due ragazzi che rifiutano l’inevitabile e combattono per quello in cui credono: lui crede che sia sbagliato vivere da vampiri, non vuole obbligare Bella a diventarlo per vivere con lui, ed è disposto al sacrificio personale per raggiungere il suo scopo che comprende anche l’astinenza sessuale; lei, come tutte le adolescenti, deve trovare la propria strada e una volta che l’ha trovata al fianco di Edward è disposta a fare qualsiasi sacrificio per rimanere accanto a lui, anche diventare una vampira. E’ una storia di amore assoluto, come quello di Romeo e Giulietta, di Paolo e Francesca. Tanti critici, soprattutto americani e inglesi, invece trattano la serie come se fossero stupide storie per ragazzette che non hanno altro da fare se non sospirare dietro i protagonisti. Sono molto delusa da questi critici che hanno perso la freschezza dell’adolescenza e non sanno più che cosa significa amare intensamente e sentire il cuore battere nel petto. Ogni tanto bisogna far entrare aria fresca nella propria vita e ritrovare l’energia d’un tempo, niente di meglio di una serie di romanzi ben scritti e appassionanti e di una serie di film dove gode anche l’occhio.
Della serie mi piace molto il fatto che Bella, pur se molto giovane, dimostra già una volontà di ferro. Non è tipo che si arrende, è una che resiste, che sopravvive, che tiene duro, insomma è una tosta e sopporta di tutto. Nell’ultimo libro sono molto belle le scene in cui usa i suoi nuovi poteri di difesa. Spero che questo tratto caratteriale non vada perso nei film. Edward va spesso in suo soccorso come impone il suo ruolo di principe azzurro (forse dovrei dire luccicante?) e questa cosa mi piace un po’ di meno ma d’altronde contro i vampiri un umano può fare ben poco. La parte di Edward che mi piace di più è il suo considerarsi un predatore in cima alla catena alimentare e il fatto che questo lo disturbi molto, tanto da accettare la dieta vegetariana. Mi piace poi che conduca una vita molto a contatto con la natura: nei boschi a caccia di animali, sugli alberi come le scimmie, in piena tempesta di fulmini per giocare a baseball. Sembra quasi che i vampiri conducano una vita più naturale rispetto agli umani e nel primo film alcune inquadrature spettacolari dall’elicottero in campo lungo di quando i due si arrampicano su un albero per osservare lo splendido panorama fanno sentire lo spettatore partecipe della bellezza della natura e di questo contatto intenso e ravvicinato dei vampiri con essa.
Sembra che nella saga la vita da umano sia limitata e insignificante mentre la vita da vampiro sia eccitante e molto più ricca. Questo modo  della Meyer di concepire il mondo dei vampiri fa si che diventare vampiro sia un’esperienza desiderabile e anche economicamente favorevole dato che quasi tutti i vampiri sono ricchi sfondati. Potrei dare un’interpretazione capitalista a questo lato delle storie, con Bella appartenente a una classe lavoratrice di limitate risorse e Edward invece di classe alta, che può permettersi di comprare macchine di grossa cilindrata e di pagare l’università più costosa degli Stati Uniti per se e per Bella. Da questo punto di vista quindi possiamo dire che Bella diventando prima compagna di Edward e poi vampira riesce anche a salire nella scala sociale, e lo fa non solo per amore, ma anche per le sue innate capacità, che la rendono estremamente potente rispetto agli altri vampiri. Posso dire allora che la saga di Twilight è una riedizione vampiresca e aggiornata del sogno americano, una possibilità di riscatto e di miglioramento, oltre alla realizzazione della felicità garantita costituzionalmente negli Stati Uniti.
Queste poche riflessioni incomplete e smozzicate sono una risposta a quei critici che non vedono oltre la punta del proprio naso e così facendo si perdono un prodotto pregevole anche se non è un capolavoro. Una serie di libri e di film che parlano a così tanti giovani, e non solo, deve pur avere qualcosa di buono. Se tutti noi riusciamo a trovare e a vedere qualcosa di diverso che ci soddisfa come lettori e spettatori significa che la serie va affrontata con maggiore correttezza e lucidità se vogliamo capirla, ma aspettarsi queste qualità dai critici a quanto pare è un’impresa disperata.

Ipazia al cinema

Posted on Maggio 24th, 2009 in Uncategorized | No Comments »

Che significa Ipazia? E’ il nome della prima scienziata donna del mondo che si conosca. Nacque ad Alessandria d’Egitto nel 370 e morì nel 415 d.C. Era figlia del filosofo Teone, che a differenza di tutti gli altri uomini e scienziati dell’epoca considerava le donne esseri umani e non semplicemente dei ventri ambulanti da riproduzione, di conseguenza educò la figlia come se fosse un uomo. Ipazia andò poi a studiare a Roma e ad Atene e ovunque veniva apprezzata per l’intelligenza e la preparazione. Ipazia era infatti maestra di filosofia, di astronomia e di matematica. In quel periodo il Cristianesimo stava diventando la religione dominante dell’Impero romano e l’ateismo di Ipazia veniva considerato da molti un’eresia. La situazione peggiorò quando ad Alessandria divenne vescovo Cirillo che dopo il rifiuto di Ipazia a convertirsi la fece uccidere da un gruppo di monaci fanatici. Era l’8 marzo 415 d.C. Secondo le testimonianze le cavarono gli occhi mentre era ancora viva poi fecero a pezzi il suo corpo e li bruciarono. Una martire della libertà religiosa ma anche una donna che ha lottato contro la disciminazione di genere. All’epoca infatti le donne erano quasi tutte analfabete e molti all’interno della chiesa cristiana si chiedevano se le donne avessero un’anima e potessero andare in paradiso. Molte opere di Ipazia purtroppo sono andate perdute, ma alcune sono rimaste, ritrovate dopo secoli negli archivi polverosi delle biblioteche. Dopo di lei per mille anni non ci sono state donne scienziato specializzate in matematica o astronomia. Abbiamo dovuto aspettare il Settecento per avere una nuova ondata di studiose.
Ora la storia di Ipazia è diventata un film. Il regista cileno Alejandro Amenabàr ha appena presentato a Cannes un film di produzione spagnola intitolato “Agora” in cui narra la storia di Ipazia che lui presenta come simbolo di razionalità e di libertà e tolleranza religiosa in contrapposizione ai fanatici cristiani. Almeno questo è quello che si evince da svariate critiche su Internet perchè il film non è ancora uscito ufficialmente, da noi arriverà in autunno e io non l’ho ancora visto. Una grande emozione mi ha attraversato quando ho saputo di questo film e sono molto contenta che si cominci a parlare di donne del passato come protagoniste della storia anche se in questo caso Ipazia è principalmente la classica vittima. Il trailer è molto interessante e penso che l’attrice protagonista che interpreta Ipazia, Rachel Weisz, sia azzeccatissima. La Weisz è una delle mie attrici preferite. L’ho vista per la prima volta in The Mummy del 1999 e poi nel seguito The Mummy Returns del 2001, ma anche Constantine del 2005 era interessante e infine The Fountain del 2006. Ha interpretato anche altre cose molto serie ma non del genere che piacciono a me, per intenderci quelle che piacciono ai critici. Non conosco invece Amenabàr, sono totalmente ignorante sul cinema spagnolo, ma dalle immagini del trailer di questo film sembra uno che ci sa fare, anche perché ha scritto la sceneggiatura, quindi è il classico artista completo che fa tutto da se.
Non vedo l’ora che questo film esca nelle sale italiane e lo raccomando a tutte le donne che pensano di essere le uniche a cui piace la matematica o le scienze. Non preoccupatevi se vi ostacolano, non siete sole, e prima di voi alcune sono state anche uccise perché amavano la scienza, adesso per fortuna non succede più ma è comunque molto difficile farsi avanti in quel campo (salvo poi diventare astronaute, ma questa è un’altra storia).

Star Trek: l’ultima follia

Posted on Maggio 9th, 2009 in Uncategorized | No Comments »

Ieri sera sono andata a vedere l’ultimo film di Star Trek, o forse dovrei dire il primo di una nuova serie. Infatti è tutto diverso dal passato e ho iniziato a pensare che ormai il passato è andato e niente può riportarci ai gloriosi giorni della serie classica. Infatti non è un film sulla serie classica, i personaggi sono stati alterati, Spock non è come lo conosciamo e neanche molti degli altri personaggi. A parte questo il film è un grande film di fantascienza. O forse non è neanche questo? Dal punto di vista della spettacolarità è sicuramente eccezionale, ma tutti sappiamo che in Star Trek gli effetti speciali non sono mai stati centrali alla storia. E la storia tutto sommato non è poi un gran ché, dato che hanno riciclato la trama di Star Trek 2 L’ira di Khan peggiorandola, invece di migliorarla. Ma allora se i personaggi non sono più gli stessi, gli effetti speciali non sono importanti, e la storia fa acqua da tutte le parti, che cos’è il film che ho visto ieri sera? Non l’ho ancora capito.

Ecco comunque alcune cose che mi hanno colpito. Iniziamo con la questione delle donne che mi sta molto a cuore.

L’attrice che interpreta Amanda Grayson, la madre di Spock, ovvero Winona Ryder, è troppo giovane. La Ryder è del 1971 mentre Zachary Quinto che interpreta Spock è del 1977. Hanno cercato di invecchiarla col trucco, ma non ci sono riusciti in modo convincente. Questa purtroppo è una tendenza di Hollywood che non dà lavoro ad attrici oltre i 40 anni, come avrebbe dovuto essere la madre di Spock. Già in Alexander Angelina Jolie, che è del ‘75, interpretava la madre di Alessandro Magno, cioè Colin Farrell che è del ‘76, che è una cosa chiaramente ridicola. Nella serie classica l’attrice che interpretava Amanda aveva una cinquantina d’anni, che è più realistico dato che Spock non aveva vent’anni ma di più.

L’attrice che interpreta Nyota Uhura è assolutamente splendida. E’ una donna e non un gommone. Non ha le tette finte, non ha le labbra a canotto come siamo stati abituati a vedere nelle ultime serie di Star Trek, non ha abitini attillati che obbligano a diete a pane e acqua e ha dei capelli che non sono appena usciti dall’ultimo parrucchiere di grido del Sunset Boulevard. E’ una donna. Punto. Purtroppo è anche l’unica donna, ma trattandosi di Star Trek non ci si poteva aspettare altro. E’ sempre stato un po’ sessista malgrado i tentativi di Roddenberry, ma anche lui era un po’ antiquato. L’attuale Uhura oltre ad essere un ufficiale competente è anche la fidanzata di Spock. A parte l’ottimo gusto che dimostra, mi domando però se era proprio necessario far apparire l’unica donna con un ruolo importante del film come una “fidanzata di”, anche perché non la vediamo quasi mai durante un turno di lavoro alla sua postazione e le scene più importanti in cui compare è presente come fidanzata di Spock, non perché le sue competenze sono indispensabili. Questo sicuramente la sminuisce. Le uniche altre donne che si vedono nel film sono madri, ci sono alcuni ufficiali donna che appaiono sullo sfondo nelle scene, o che dicono una mezza frase, ma le donne non sembrano ben rappresentate per esempio ai ranghi alti della Flotta Stellare. Neanche Vulcano sembra immune da un certo sessismo, dato che all’Accademia delle scienze sembrano esserci solo maschi. Dove sono le donne di Vulcano? Dove si trova T’Pau? Mistero. Comunque per ritornare al discorso di Uhura, le donne in questo film o sono madri o sono fidanzate e solo sullo sfondo svolgono qualche lavoro. Siamo molto indietro caro JJ, hai fatto di meglio in passato, qui non ti sei sforzato per niente.

Una delle altre donne è la madre di Kirk. Si trova sulla Kelvin insieme al marito. Cosa? Ai tempi del padre di Kirk non ci si portava dietro la famiglia nelle missioni, hanno iniziato a farlo ai tempi di Picard, un secolo dopo. Va bene, posso anche passarci sopra, d’altronde questo è un universo alternativo. Nessuno dei due genitori però sembra conoscere il sesso del bambino prima della nascita, evidentemente nel futuro si sono scordati come si fanno le ecografie e le analisi genetiche del nascituro. Il padre di Kirk chiede “che cos’è?” alla moglie durante il conto alla rovescia e quando lei gli risponde “un maschio” lui ha un’espressione estasiata e soddisfatta. Sarebbe stato altrettanto estasiato e soddisfatto se gli fosse nata una femmina? Non lo so ma mi è venuto il dubbio, e non posso far altro che pensare che se Kirk fosse stato una donna non sarebbe mai diventato capitano e non sarebbe stata la protagonista di questo film.

Un altro personaggio donna mancato è Nero, il cattivo romulano. I Romulani hanno un’antica tradizione di donne forti al comando, basti pensare alla Comandante romulana della serie classica, degna antagonista di Kirk e Spock o del personaggio di Denise Crosby in The Next Generation, purtroppo sottoutilizzato. Se Nero fosse stato una donna allora sarei stata un po’ più contenta, magari una donna degna di Khan. Le donne possono essere molto cattive, ma agli uomini non piacciono donne dalla forte personalità che sono antagoniste perché si sentono attaccati nel loro predominio patriarcale sul mondo e quindi niente cattivo donna. Mi viene da piangere.

Veniamo invece adesso al personaggio di Spock. Vedere la scena di bullismo su Vulcano non mi ha fatto per niente piacere e l’ho trovata disgustosa. Pensavo che il bullismo su Vulcano non esistesse, pensavo che fosse una pratica illogica il cui unico scopo è la soddisfazione di un’emozione come l’invidia, la rabbia o la vendetta, indegna quindi di giovani ragazzi vulcaniani. Evidentemente mi sbagliavo. Notare che tra i compagni di studio di Spock non c’è neanche una ragazza, non ci sono donne da nessuna parte, né tra gli insegnanti né tra gli allievi, sono tutte sparite. Forse i Vulcaniani credono nelle classi separate per sesso e le donne studiano in un’altra scuola? Spero di si. Oppure devo pensare che le donne su Vulcano non vengono fatte studiare? I Vulcaniani sono come i Talebani? L’evidenza dei fatti è che non ci sono donne nelle scuole vulcaniane e la conclusione che ne traggo è del tutto logica.

Capiamo che lo Spock di Zachary Quinto non è lo Spock di Leonard Nimoy quando lo vediamo con Uhura che lo bacia. Mi vengono in mente un sacco di epiteti Klingon per queste scene. Non mi aspettavo assolutamente una relazione tra i due e ci sono rimasta di sasso. Nella serie classica i due si stimavano e Spock le ha fatto anche i complimenti per il suo lavoro anche se non mi ricordo in quale episodio. Non ci sarà allora il primo bacio interrazziale tra Kirk e Uhura. Una tabula rasa non è mai positiva. Questo non significa però che la relazione tra i due sia negativa, al contrario. Nella serie classica le belle donne erano tutte di Kirk, il tombeur de femme della serie, agli altri rimanevano le briciole e sembrava del tutto illogico che Spock rifiutasse le donne umane. Dato che proprio lui è nato da una donna umana, conosce le donne umane molto meglio di quanto non conosca le donne vulcaniane,  è giusto che nel nuovo corso sia Spock ad avere una relazione con la donna più bella presente nel film (ma il ragionamento è valido anche al contrario: è giusto che Uhura abbia una relazione col personaggio più bello e affascinante del film e si capisce perché lei non sia interessata a Kirk e rifiuti le sue avance, l’attore che interpreta Kirk ha una faccia un po’ insulsa) (mi viene in mente adesso che le schiave di Orione, cioè le ragazze con la pelle verde, all’epoca erano ancora schiave e Orione era nemico della Federazione, quindi è impossibile che Kirk possa andare a letto con una ragazza verde oltretutto compagna di stanza di Uhura all’Accademia della Flota Stellare). Considerato che i Vulcaniani sono un pochino più stabili nelle loro relazioni rispetto agli umani c’è da sperare che i due si possano anche sposare in futuro, e la cosa non può che farmi piacere.

Veniamo invece adesso ad alcuni elementi della trama che mi hanno lasciata un po’ perplessa.

La scena di tortura di Pike è ripresa pari pari da Star Trek 2 L’ira di Khan, con quella specie di scorpione/lumacone che si insinua nel cervello della vittima e lo rende “suscettibile ai suggerimenti”. Ho avuto un déjà vu in quella scena, ma l’originale del 1982 era scritto meglio, recitato meglio e faceva venire i brividi, mentre questa scena è passata quasi inosservata e sembrava che Nero fosse annoiato.

Ad un certo punto del film vediamo SpockPrime che assiste all’esplosione di Vulcano da un pianeta vicino. E’ come se Vulcano fosse una enorme luna in orbita a pochi chilometri di distanza invece di un pianeta distinguibile solo con un telescopio di notte e a malapena, considerando le distanze tra le stelle. Spock nella realtà non sarebbe stato in grado di assistere all’esplosione del suo pianeta. Mi fa rabbia che non viene mai chiesta l’assistenza di un consulente scientifico quando scrivono le sceneggiature e neanche si documentano. La fantascienza è composta in ugual misura da fantasia e scienza, ma in questo film la scienza è andata in vacanza in un universo parallelo.

Altri problemi scientifici e di buchi nella sceneggiatura sono per esempio quando Nero racconta dell’esplosione di Romulus. Dice che esplode una stella, non si sa se il sole di Romulus o di una stella vicina, ma evidentemente gli sceneggiatori non hanno ben capito come sono le distanze nello spazio. Viene fatto capire nel film che quando esplode la stella l’esplosione è quasi immediata su Romulus. Se la luce del nostro Sole impiega 8 minuti per arrivare sulla Terra presumo che anche Romulus come pianeta di classe M abbia una distanza molto simile dalla propria stella e quindi la sua esplosione doveva accadere almeno dopo alcuni minuti. Se invece ad esplodere non è stato il sole di Romulus ma una stella vicina allora il tempo intercorso tra un’esplosione e l’altra avrebbe dovuto arrivare ad alcuni anni. Basti pensare che la stella più vicina a noi è Alpha Centauri la cui luce, viaggiando alla velocità appunto “della luce”, ci raggiunge dopo ben quattro anni e non mi sembra che le esplosioni viaggino alla velocità della luce. Poi non viene fatto alcun cenno al pianeta gemello di Romulus, cioè Remus, che invece è stato utilizzato in passato. Va bene, questo posso anche perdonarlo.

Un altro problema scientifico è posto dalla sonda escavatrice che viene utilizzata per scavare un buco fino al nucleo dei pianeti e farli saltare con la materia rossa. Cosa diavolo è la materia rossa? Non si sa, non viene spiegato, è solo un espediente per far accadere cose nel film. Ma se è così potente che ne basta una goccia per creare un buco nero, non c’è bisogno di scavare fino al nucleo del pianeta per farlo saltare, basta mandare giù una bomba rossa sulla superficie e si ha lo stesso effetto, quindi l’escavatrice non ha ragione d’essere, è perfettamente inutile, oppure serve solo per fare una scena spettacolare con Kirk e Sulu addestrato alla “scherma”. Mi domando poi, un pianeta ha abbastanza massa per creare un buco nero? Credo proprio di no. I buchi neri nascono dal collasso di una stella e le stelle non sono piccole come pianeti, ma grandi come minimo come il nostro Sole, che però ha un diametro che è 109 volte quello della Terra, quindi “enorme”. Un pianetucolo non è sufficiente per formare un buco nero.

A parte questi problemi scientifici, ci sono altri problemi nella trama.

Prima di tutto nessuno aveva mai visto un romulano in faccia nel tempo in cui è ambientato il film perché durante la guerra con i Romulani avvenuta alcuni anni prima non c’erano ancora le comunicazioni video da nave a nave, quindi nessuno aveva mai visto come fosse fatto il loro nemico (vedi episodio della classica Balance of Terror). Quando arriva Nero tutti dicono “è un romulano” ma nessuno avrebbe dovuto riconoscerlo, neanche i Vulcaniani.

Un altro problema è il fatto che sebbene Vulcano sia uno dei pianeti fondatori della Federazione e avesse navi stellari molto tempo prima dei terrestri, nello spazio circostante Vulcano non c’è neanche l’ombra di una nave da difesa. Dove sono le navi di Vulcano? Dove sono le altre navi della Flotta? Devono per forza mandare una flotta di navi piene di cadetti appena diplomati per difendere il pianeta? Il risultato si è visto, sono morti tutti.

Che dire poi della promozione sul campo di Kirk a capitano dell’Enterprise. Un cadetto appena diplomato che non ha mai neanche fatto un giorno regolare di servizio e non è passato dai gradi intermedi viene promosso capitano? Il povero Ammiraglio Nelson si rivolta nella tomba.

Infine la chicca ce la dà ancora Spock. In un episodio della classica (The Immunity Syndrome) Spock sente a distanza a livello telepatico la morte dell’equipaggio vulcaniano di una nave, la Intrepid. Obi Wan direbbe che c’è stato un forte rimescolio nella Forza. Sia Spock che Obi Wan si sono sentiti male a causa delle loro percezioni, e Spock viene addirittura portato in infermeria e curato da McCoy. Cosa accade invece in questo film? Spock assisite alla morte della propria madre, contemporaneamente viene distrutto il suo pianeta abitato da miliardi di vulcaniani e lui rimane imperterrito? Ci è voluto Kirk a farlo crollare. Suvvia, non siamo ridicoli. Vulcaniano non significa insensibile, questo pezzo del film è inaccettabile e mostra come la caratterizzazione dei personaggi sia molto superficiale.

Conclusioni: l’unico lato positivo del film è che è spettacolare, ma la trama fa acqua da tutte le parti e i personaggi non sono quelli della classica, è tutto diverso. Forse sarebbe il caso di inventare qualcosa di nuovo invece che andare a fare remake di successi del passato. Mi sono un po’ stancata di guardare fallimenti.