E’ uscito il trailer della versione americana di The Girl with the Dragon Tattoo. Non so se mi piace oppure no. Lisbeth Salander appare pochissimo, in pochi fotogrammi, in uno dei quali è nuda (ma è stato censurato in alcune versioni), e tutto il trailer invece ruota intorno al protagonista maschile interpretato da Daniel “007″ Craig. Per chi ha letto i libri questa è una terribile delusione. I due personaggi sono i protagonisti della trilogia, ma la vera eroina della storia è sicuramente Lisbeth Salander. Il trailer del film americano invece dedica molte più scene al lavoro investigativo di Mikael, visto in moltissimi primi piani, mentre Lisbeth viene mostrata quasi di sfuggita in primo piano e comunque appare molto meno del suo collega uomo. Non si può certo giudicare un film da un trailer, ma anche se il trailer di per sè fa ben sperare, lo stile del montaggio con la maggiore enfasi sul protagonista maschile mi lascia molto perplessa. Dovremo aspettare Natale per poter vedere il film e l’attesa è spasmodica per chi come me ha divorato i libri e guardato svariate volte i film svedesi.
Ecco il link al trailer del film svedese:
http://www.youtube.com/watch?v=RL8LI-h2WFc
Ecco invece il link al trailer del film americano:
http://www.youtube.com/watch?v=aJMmGKNq14M
Vi ricordate la scena di iron Man 2 in cui Scarlet Johanson mette fuori gioco un sacco di nemici in un momento topico del film? Il personaggio in quel momento si trasforma da segretaria sexy in agente speciale, cioè da Natasha Romanoff in The Black Widow, agente dello S.H.I.E.L.D.. La vedremo l’anno prossimo nello stesso ruolo nel film “The Avengers.” 
Chi aveva ammirato i suoi lunghi capelli pieni di ricci bellissimi può ora piangere perché l’attrice pochi giorni fa in un evento pubblico è stata fotografata con i capelli corti e tinti di rosso fuoco, la capigliatura classica della Vedova Nera. I capelli corti sono decisamente più comodi per il genere di azioni che deve compiere una super eroina ma indubbiamente i folti capelli lunghi sfoggiati in precedenza erano molto più belli. Come al solito non si può mai avere la praticità e la bellezza contemporaneamente. Meno male che Scarlett appare sempre bellissima in qualunque modo si presenti.
Non vedo l’ora che il film esca ma dovremo aspettare molto, l’uscita è prevista negli Stati Uniti per il maggio del 2012. Attualmente invece stanno girando delle scene in Nuovo Messico con la regia di Joss Whedon.
Negli ultimi tempi c’è stata una valanga di film con protagoniste donne o ragazze che usano la violenza per una missione di vendetta grazie al loro addestramento che fa impallidire un Navy Seal. La tendenza è iniziata negli anni ‘90 con film come “Nikita” (1990), con una protagonista mai vista prima d’allora, interpretata dalla bravissima Anne Parillaud, ed è continuata poi con “Léon” (The
Professional, 1994), in cui una giovanissima Natalie Portman impara le tecniche da killer da un eccezionale Jean Reno. La regia di entrambi i film era di uno dei miei registi preferiti, Luc Besson. Adesso dopo venti anni Luc besson si ripresenta al pubblico con un altro film dal titolo “Colombiana”, di cui ha scritto la sceneggiatura, in cui la protagonista femminile, interpretata da Zoe Saldana (famosa per Star Trek e Avatar), è a metà strada tra Leon e Nikita. Da bambina ha assistito all’omicidio in Colombia dei suoi genitori e da adulta vuole vendicarsi e si trasforma in una macchina per uccidere super addestrata. Niente di nuovo. Oppure no? Abbiamo avuto molte donne forti in televisione o al cinema ma erano tutte donne bianche di una classe medio-alta e comunque privilegiate. La protagonista di questo nuovo film scritto da Besson è una donna sudamericana interpretata da un’attrice di colore (che devo dire, per gli Americani Zoe Saldana è una donna di colore, per me è solo una donna di talento). Quando è stata l’ultima volta che un’attrice di colore è stata protagonista di un film d’azione? Penso a Halle Berry in “Catwoman”, ma il film era osceno per il modo orrendo in cui era scritto. L’unica seria che mi viene in mente così al volo senza controllare è Angela Bassett in “Strange Days”. Era un film diretto da Katheryn Bigelow, premio Oscar l’anno scorso per “The Hurt Locker”. Strano, vero? I film dove ci sono donne forti in ruoli d’azione sono diretti da donne oppure sono scritti da artisti europei che hanno mostrato una tendenza nel tempo a scrivere su donne particolari. Basti pensare, per quanto riguarda Besson, al “Quinto Elemento”, “Giovanna d’Arco”, ma anche il divertente film per ragazzi “Adele e l’enigma del faraone”. Secondo me le coincidenze non esistono e le cose accadono per una ragione ben precisa. In questo caso è la presenza di artisti che hanno una certa cultura e non producono solo blockbuster per fare soldi ma inventano storie che vanno oltre la banalità.
Urrà per Luc Besson. W Zoe Saldana.
Ecco il trailer del film
http://www.youtube.com/watch?v=1ma9b2Q1j3U
A febbraio esce in Norvegia l’ultimo film che l’attrice Noomi Rapace ha interpretato, dal titolo Babycall, diretto da Pål Sletaune. La Scandinavia negli ultimi tempi sta tirando fuori dal cappello a cilindro tutta una serie d
i film dell’orrore e thriller molto originali e interessanti, alcuni dei quali gli americani hanno voluto ri-girare in inglese, seguendo la moda dei remake che io odio assolutamente.
Questo film horror, di cui purtroppo non si sa nulla dell’uscita in Italia, vede la protagonista Anna, interpretata da Noomi Rapace, in un programma di protezione testimoni che la porta a trasferirsi con suo figlio in un appartamento nuovo in un grande blocco di condomini. Anna naturalmente teme per la vita del figlio e lo tiene costantemente sotto controllo, tanto che compra anche un apparecchio per ascoltare cosa fa, di quelli che si comprano per i neonati, un babycall in inglese, da cui il titolo del film. Iniziano ad accadere cose strane però: attraverso l’apparecchio si sentono voci misteriose e forse ascoltano anche l’omicidio di un bambino avvenuto in un altro appartamento. Il figlio della protagonista si fa un nuovo amico che però compare sempre in orari strani e afferma di avere le chiavi di tutti gli appartamenti del condominio. Questo nuovo amico è al corrente dell’omicidio? E il figlio di Anna è in pericolo oppure no? Lo vedremo quando uscirà il film anche da noi.
Fonte: http://www.24framespersecond.net/index.php?/24frames/news_details/new-poster-plotline-for-norwegian-horror-thriller-babycall
L’attrice svedese Noomi Rapace è la protagonista femminile di Sherlock Holmes 2. E’ diventata famosa di recente dopo aver interpretato cum gravitas il personaggio di Lisbeth Salander, la hacker “gagliarda e tosta” protagonista dei film svedesi tratti dalla trilogia di Millennium di Stieg Larson .
E’ stata appena resa pubblica la prima foto della produzione del film di Sherlock Holmes 2 che dovrebbe uscire nel dicembre del 2011, tra un anno, e l’attrice vi compare insieme ai due protagonisti maschili Robert Downey jr, cioè Sherlock, e Jude Law, cioè Watson.Il terzetto dovrà affrontare il famigerato Moriarty, interpretato da Jared Harris.
Seguo con molta attenzione l’evolversi della carriera di questa giovane attrice svedese che ha dato un’interpretazione indimenticabile di Lisbeth nella trilogia. Il suo prossimo ruolo in lingua inglese potrebbe essere quello del prequel di Alien ma non c’è ancora nulla di sicuro anche se la vedrei molto bene come erede di Sigourney Weaver.
Fonte: Variety http://www.boffo.com/2010/11/first-look-at-sherlock-holmes-2.html
In seguito alla rinascita della moda dei vampiri innescata dalla saga di Twilight, la generazione attuale dei produttori hollywoodian
i, incapace di tirare fuori dal loro cervello vuoto nuove storie appassionanti, ha deciso di fare l’ennesima versione cinematografica di qualcosa che ha già avuto successo nel passato, oltre tutto abbastanza recente. La Warner Bros ha messo in lavorazione un film su Buffy l’Ammazzavampiri. Ma attenzione, al comando della produzione non c’è Joss Whedon e i personaggi non verranno ripresi dagli attori originali. Non potremo godere di nuovo della bravura e versatilità di Sarah Michelle Gellar e degli altri.
Eresia, diranno alcuni, altri rimarranno indifferenti. In effetti io non sono molto contenta dell’assenza dalla produzione di tutti coloro che hanno reso famosa, anzi direi epica, la serie. In genere cerco però di rimanere aperta a nuove possibilità espressive, l’ho fatto con il remake di Star Trek, i vari seguiti di James Bond, di X-Files, di Terminator, di Guerre Stellari ecc., a volte però sono rimasta delusa e questo non mi fa ben sperare per questo nuovo tentativo di tornare agli eroi che hanno infiammato la nostra gioventù. Certe cose andrebbero lasciate nel passato.
Comunque le persone che si occupano della versione cinematografica di Buffy sembrano competenti, in particolare Charles Roven, che ha realizzato con Chris Nolan il reboot multimiliardario di Batman. Certamente il film sarà diverso dalla serie, non potremo aspettarci dal film le stesse emozioni che avevamo quando guardavamo la serie in Tv, sarà tutta un’altra cosa.
Fonte: The Guardian - http://www.guardian.co.uk/culture/2010/nov/23/joss-whedon-buffy-vampire-slayer
Secondo un articolo apparso di recente sul Los Angeles Times che potete leggere a questo link
http://www.latimes.com/entertainment/news/la-et-1121-tangled-20101121,0,4870377,full.story
la Disney ha intenzione di abbandonare le storie sulle principesse nei loro film d’animazione perché il pubblico è cambiato e le bambine non amano più solo identificarsi con una principessa in cerca del grande amore della sua vita, ma vogliono qualcosa di più moderno che le veda in ruoli sociali più attivi.
Applausi a scena aperta, finalmente qualcuno si accorge che i ruoli femminili nei film d’animazione erano limitati a quelli di principessa o al massimo di interesse amoroso dell’eroe. C’è da pensare quindi che la Disney si sia data da fare insieme alla Pixar per realizzare qualcosa di più interessante sia per i ragazzi che per le ragazze.
Che cosa fa invece? Cambia il titolo del loro ultimo film d’animazione (nel resto del mondo, non in Italia) in uscita da Rapunzel, cioè Raperonzolo in italiano, a Tangled, che significa aggrovigliato (chiaramente nei capelli di lei) ed è più concentrato su ciò che accade al protagonista maschile, Flynn Ryder, che non alla protagonista femminile. Ma non è tutto perché durante la lavorazione del film hanno cambiato completamente rotta rivoluzionando la trama e dando maggiore spazio al protagonista maschile trasformato da principe dei sogni in mascalzone ladro e imbroglione. Anche il marketing del film è stato riposizionato verso il pubblico dei ragazzi con maggiore enfasi su ciò che accade a lui e non a Raperonzolo. Mi viene da pensare che quasi si vergognavano di dire che la protagonista era una ragazza e che questo fatto avrebbe danneggiato il mercato. Una politica commerciale del genere si basa sul fatto che le case di produzione credono che le ragazze sia
no abituate a vedere film con protagonisti solo ragazzi e quindi andranno al cinema comunque mentre i ragazzi non vogliono assolutamente vedere film con protagoniste ragazze. Per me è una concezione assurda e antiquata, non vedo perché un ragazzo non possa amare una protagonista femminile. Il problema è che se un personaggio è scritto bene, presenta una personalità dalle varie sfaccettature ed ha un ricco mondo interiore, sarà uno splendido personaggio senza considerare il sesso, la razza, la religione ecc. Questo concetto di base sulla tecnica per scrivere storie evidentemente non ha importanza per le case di produzione e l’unica cosa che gli interessa è fare soldi con vecchi stereotipi senza considerare il profilo demografico del loro pubblico.
Abbandonare le storie di principesse mi sembra che per la Disney/Pixar significa abbandonare le storie per le ragazze e concentrarsi sul pubblico maschile. In pratica dalla padella nella brace.
Sono disgustata.
Secondo Entertainment Weekly
http://insidemovies.ew.com/2010/11/17/joss-whedon-wonder-woman-angelina-jolie/
Joss Wh
edon, ideatore di Buffy The Vampire Slayer, nel periodo in cui stava lavorando alla sceneggiatura del film su Wonder Woman che poi, per vari motivi, ha dovuto abbandonare, aveva in mente l’attrice Angelina Jolie per la parte e si è ispirata a lei per creare il personaggio.
Trovo questa cosa molto interessante. L’attrice infatti ha una lunga carriera di film d’azione, a partire dai due film su Lara Croft, passando per Wanted e arrivando al recente Salt, in cui è un’agente della CIA che viene accusata di essere una spia russa, con conseguente fuga rocambolesca e avventure varie. E’ un vero peccato che non possa più interpretare Wonder Woman perché il film è stato annullato. Secondo me sarebbe stata assolutamente indimenticabile nella parte, dato che l’attrice può essere considerata una vera amazzone anche nella vita reale. Ed è anche un vero peccato che non ci sia Whedon dietro la produzione della serie TV, affidata a David E. Kelley. Speriamo di non dover rimpiangere Angelina.
Alcuni potrebbero accusarmi di ridurre i film a un conteggio statistico dei personaggi, però se tutti i film che i nostri figli guardano sono incentrati sulle avventure degli uomini mentre le donne stanno a guardare, il messaggio che ricevono è che le donne nella società ricoprono un ruolo secondario e di minore importanza, mentre sono gli uomini che decidono, agiscono e si divertono.
Questo mio giudizio si basa su una ricerca recentemente pubblicata dal titolo “Gender Disparity On Screen and Behind the Camera in Family Films”, dei ricercatori americani Stacy L. Smith, Ph.D. e Marc Choueiti della Annenberg School for Communication & Journalism della University of Southern California. La loro ricerca è consultabile a questo sito http://www.seejane.org/
Lo studio ha esaminato 122 film diretti alle famiglie tra quelli che hanno avuto più successo nel periodo 2006-09 classificati come G, PG, PG-13 dalla censura americana. Sono stati individuati 5.554 personaggi parlanti di cui il 29% erano femminili e il 71% maschili. Considerato che il 51% della popolazione mondiale è formato da donne, già solo questo dato è assolutamente incredibile. Il 24% dei personaggi femminili viene presentato in abiti provocanti rispetto al 4% di quelli maschili; mentre il 14% delle donne è presentato come attraente fisicamente contro il 3,6% degli uomini. Inoltre le donne sono sempre molto giovani e non compaiono mai donne al di sopra dei 40 anni, al contrario degli uomini. Lo studio inoltre ha provato che l’ineguaglianza di trattamento prosegue anche dietro le quinte con solo il 7% di registe, il 13% di scrittrici e il 20% di produttrici. L’unico dato positivo è che quando in una produzione sono coinvolte donne sceneggiatrici, c’è automaticamente il 10% in più di personaggi femminili sullo schermo.
Benché quest’ultimo dato sia incoraggiante, non è solo una questione di quantità ma anche di qualità. Secondo le dichiarazioni dell’attrice Geena Davis, fondatrice del Institute for Gender in Media che ha commissionato la ricerca, “We just want diverse female characters and more of them. We know that if girls watch female characters in unstereotyped activities, it heightens the possibility that girls will seek employment in nontraditional vocations. Boys will come to see it as the norm and not the exception“ (Vogliamo solo una maggiore varietà di personaggi femminili e una maggiore quantità. Sappiamo che se le ragazze guardano in TV e al cinema personaggi femminili coinvolti in attività non stereotipate, saranno ispirate a cercare un impiego tra una gamma più varia e non tradizionale di possibilità, mentre i ragazzi inizieranno a pensare che quella sia la norma e non l’eccezione).
Il panorama televisivo italiano purtroppo è ancora più scoraggiante, con un numero incredibile di giovanissime che fanno le veline mute, e una quantità di personaggi femminili protagonisti di storie e di vite molto tradizionali e stereotipate nelle fiction Rai-Mediaset.
Faccio bene allora a controllare ciò che guarda mia figlia e a discutere con lei dei personaggi in modo critico perché si renda conto delle idee antiquate che esprimono.
Il caso “Brave”, uscita prevista 12 giugno 2012
Sarebbe molto bello poter parlare di film e di registi senza essere costretti a denunciare la presenza o meno di donne dietro la cinepresa, tra le maestranze o tra i personaggi della trama.
Poco più di un mese fa la Pixar aveva annunciato al mondo di aver ingaggiato la loro prima regista donna, Brenda Chapman, per dirigere il film d’animazione “Brave”. La Chapman non è l’ultima arrivata nell’ambiente, ha lavorato nei film d’animazione di “La bella e la bestia”, “La sirenetta”, “Il re leone”, poi nel 1994 è passata alla Dreamworks e per loro ha realizzato “Il principe d’Egitto”. Per una filmografia completa leggete la sua pagina su IMDB:
http://www.imdb.com/name/nm0152312/
La sua ultima fatica, “Brave”, che in inglese significa coraggioso, è ambientata in Scozia in un mitico passato, dove la protagonista, una principessa (sic!) di nome Merida, sceglie di abbandonare il suo ruolo reale, per diventare una provetta arciera e naturalmente buttarsi a capofitto nell’avventura. Il cast originale delle voci prevede la presenza di Reese Witherspoon nel ruolo della protagonista, poi Billy Connolly, Emma Thompson e Julie Walters.
Fin qui tutto bene. I problemi nascono però una settimana fa con l’annuncio che la Pixar ha deciso di togliere il progetto di “Brave” dalle mani della sua autrice e di affidarlo a quelle del suo collega Mark Andrews. Neanche lui un novellino: nel ‘99 faceva parte della squadra di realizzatori di “The Iron Giant” (Il gigante di ferro) e ha poi realizzato sempre per la Pixar il cortometraggio “One Man Band”.
Succede abbastanza spesso ad Hollywood che un progetto passi da un autore all’altro e quindi non c’è da sorprendersi. Malgrado questo il licenziamento della Chapman ha destato molto scalpore sulla stampa americana. Ecco di seguito alcuni link che ne parlano:
http://www.cartoonbrew.com/feature-film/exclusive-brenda-chapman-no-longer-directing-pixars-brave.html
http://artsbeat.blogs.nytimes.com/2010/10/20/first-woman-to-direct-a-pixar-film-is-instead-first-to-be-replaced/?ref=arts
http://www.thewrap.com/movies/article/pixar-sexist-blogosphere-angry-studio-replaces-woman-director-%E2%80%98brave%E2%80%99-21874?page=0,0
http://www.hitfix.com/blogs/motion-captured/posts/director-brenda-chapman-replaced-on-pixars-brave-while-animation-insiders-buzz
Negli ultimi tempi si è iniziato a parlare sempre più spesso della necessità di una partecipazione più attiva delle donne nella produzione di cinema e TV, dato che attualmente le donne nei ruoli tecnici e creativi sono una ristrettissima minoranza. La Pixar ha licenziato adesso la loro prima regista, dopo undici film prodotti fino ad ora senza la presenza tecnico-creativa del gentil sesso e senza mai dare spazio a personaggi femminili come protagonisti di rilievo e non solo in ruoli di supporto: questo fatto ha scatenato le ire dei critici e degli blogger americani, che già da molto tempo accusano la Pixar di sessismo.
Film di successo come “Up,” “Toy Story,” “Cars,” “Monsters Inc.” avevano protagonisti maschili e le donne apparivano solo come “attrici non protagoniste” o addirittura come cameo. Persino il recente successo estivo di “Toy Story 3″ è stato accusato di sessismo per la rappresentazione stereotipata e negativa dei personaggi femminili e per la prevalenza di personaggi maschili rispetto a quelli femminili con un rapporto di sette a uno, cioè ogni sette personaggi maschili ce n’è uno femminile.
Quindi forse le accuse di sessismo alla Pixar sono giuste.