Attenzione: spoiler per chi non ha letto i libri della saga di Twilight!

Mi piace la saga di Twilight, ma non sono un’adolescente (ho superato i quaranta), sono una mamma, una moglie e cerco anche di lavorare. C’è qualcosa di sbagliato in me? Come mai mi piace? Io non faccio parte del target audience dei libri o dei film. Cercando su Internet scopro che non sono l’unica, c’è un sito americano molto interessante dove mi sono ritrovata in compagnia di altre come me, http://twilightmoms.com./
Ho letto i libri tutti d’un fiato, Stephanie Meyer ha uno stile veloce, leggero, senza troppe descrizioni che appesantiscono, solo l’essenziale per creare l’atmosfera e naturalmente i dialoghi, intensi, fulminanti che inquadrano subito il personaggio, scritti già come se si trattasse di una sceneggiatura. Anche i film sembrano interessanti, il primo mi è piaciuto, il secondo non l’ho ancora visto, andrò al cinema nei prossimi giorni sperando di trovarci meno gente.
La saga di Bella e Edward mi piace perché sono due ragazzi che rifiutano l’inevitabile e combattono per quello in cui credono: lui crede che sia sbagliato vivere da vampiri, non vuole obbligare Bella a diventarlo per vivere con lui, ed è disposto al sacrificio personale per raggiungere il suo scopo che comprende anche l’astinenza sessuale; lei, come tutte le adolescenti, deve trovare la propria strada e una volta che l’ha trovata al fianco di Edward è disposta a fare qualsiasi sacrificio per rimanere accanto a lui, anche diventare una vampira. E’ una storia di amore assoluto, come quello di Romeo e Giulietta, di Paolo e Francesca. Tanti critici, soprattutto americani e inglesi, invece trattano la serie come se fossero stupide storie per ragazzette che non hanno altro da fare se non sospirare dietro i protagonisti. Sono molto delusa da questi critici che hanno perso la freschezza dell’adolescenza e non sanno più che cosa significa amare intensamente e sentire il cuore battere nel petto. Ogni tanto bisogna far entrare aria fresca nella propria vita e ritrovare l’energia d’un tempo, niente di meglio di una serie di romanzi ben scritti e appassionanti e di una serie di film dove gode anche l’occhio.
Della serie mi piace molto il fatto che Bella, pur se molto giovane, dimostra già una volontà di ferro. Non è tipo che si arrende, è una che resiste, che sopravvive, che tiene duro, insomma è una tosta e sopporta di tutto. Nell’ultimo libro sono molto belle le scene in cui usa i suoi nuovi poteri di difesa. Spero che questo tratto caratteriale non vada perso nei film. Edward va spesso in suo soccorso come impone il suo ruolo di principe azzurro (forse dovrei dire luccicante?) e questa cosa mi piace un po’ di meno ma d’altronde contro i vampiri un umano può fare ben poco. La parte di Edward che mi piace di più è il suo considerarsi un predatore in cima alla catena alimentare e il fatto che questo lo disturbi molto, tanto da accettare la dieta vegetariana. Mi piace poi che conduca una vita molto a contatto con la natura: nei boschi a caccia di animali, sugli alberi come le scimmie, in piena tempesta di fulmini per giocare a baseball. Sembra quasi che i vampiri conducano una vita più naturale rispetto agli umani e nel primo film alcune inquadrature spettacolari dall’elicottero in campo lungo di quando i due si arrampicano su un albero per osservare lo splendido panorama fanno sentire lo spettatore partecipe della bellezza della natura e di questo contatto intenso e ravvicinato dei vampiri con essa.
Sembra che nella saga la vita da umano sia limitata e insignificante mentre la vita da vampiro sia eccitante e molto più ricca. Questo modo  della Meyer di concepire il mondo dei vampiri fa si che diventare vampiro sia un’esperienza desiderabile e anche economicamente favorevole dato che quasi tutti i vampiri sono ricchi sfondati. Potrei dare un’interpretazione capitalista a questo lato delle storie, con Bella appartenente a una classe lavoratrice di limitate risorse e Edward invece di classe alta, che può permettersi di comprare macchine di grossa cilindrata e di pagare l’università più costosa degli Stati Uniti per se e per Bella. Da questo punto di vista quindi possiamo dire che Bella diventando prima compagna di Edward e poi vampira riesce anche a salire nella scala sociale, e lo fa non solo per amore, ma anche per le sue innate capacità, che la rendono estremamente potente rispetto agli altri vampiri. Posso dire allora che la saga di Twilight è una riedizione vampiresca e aggiornata del sogno americano, una possibilità di riscatto e di miglioramento, oltre alla realizzazione della felicità garantita costituzionalmente negli Stati Uniti.
Queste poche riflessioni incomplete e smozzicate sono una risposta a quei critici che non vedono oltre la punta del proprio naso e così facendo si perdono un prodotto pregevole anche se non è un capolavoro. Una serie di libri e di film che parlano a così tanti giovani, e non solo, deve pur avere qualcosa di buono. Se tutti noi riusciamo a trovare e a vedere qualcosa di diverso che ci soddisfa come lettori e spettatori significa che la serie va affrontata con maggiore correttezza e lucidità se vogliamo capirla, ma aspettarsi queste qualità dai critici a quanto pare è un’impresa disperata.