NCIS: Los Angeles
Posted on Settembre 27th, 2009 in Televisione |
Attenzione spoiler!
Sono riuscita a vedere il pilot in inglese di questa nuova serie nata da una costola di NCIS. La stagione di NCIS attualmente trasmessa dalla RAI la domenica sera comprende un episodio doppio dal titolo “Legend part 1″ e “Legend part 2″ dove verranno introdotti nuovi personaggi a cui poi è stato dedicato lo spin-off. Questi nuovi personaggi sono: i due protagonisti della serie cioè l’Agente Speciale G. Callen interpretato da Chris O’Donnell, che alcuni ricordano come Robin in “Batman Forever” del 1995 e “Batman e Robin” del 1997 e l’Agente Speciale Sam Hanna interpretato da LL Cool J, attore e musicista. A fianco a loro ci sono dei personaggi di supporto di cui l’unica faccia conosciuta è Linda Hunt, premio Oscar, che interpreta la versione NCIS di Q (quello di James Bond).
In questo primo episodio ci vengono fornite alcune vaghe informazioni sui due protagonisti. Scopriamo che l’Agente G è orfano e non sa quale sia il suo vero nome e benché sia rimasto gravemente ferito nel doppio episodio di “Legend” è tornato in servizio senza troppi problemi; il personaggio di LL Cool J invece è un ex-Navy Seal e penso che questo dica tutto. Gli altri co-protagonisti sono assolutamente insulsi e comprendono il classico secchione enciclopedico che sa sempre tutto, l’esperto di computer, un agente speciale donna ecc. La trama è abbastanza semplice e prevede il solito ufficiale di marina ucciso a cui si scopre che hanno rapito la nipote per farsi dare informazioni segrete. La missione quindi a metà episodio si trasforma da ‘caccia all’assassino’ a ‘trovare e liberare l’ostaggio’. Il direttore Vance dell’NCIS si collega da Washington in video un paio di volte per dare istruzioni ed è l’unico personaggio della serie principale a comparire.
Sinceramente non sono rimasta particolarmente colpita da questo episodio. Tecnicamente è perfetto: la sceneggiatura è ben scritta, ha ritmo e colpi di scena nei momenti giusti; gli attori principali sono molto bravi; la regia impeccabile così come la fotografia. Il problema però è che la serie è incentrata sui due agenti che vanno sempre in missione sotto copertura e tralascia tutti gli altri che sono solo di supporto. Non c’è la coralità della serie madre dove ognuno ha il suo spazio e il suo ruolo nelle storie. La conseguenza è che la serie è piena di testosterone perché i due protagonisti sono uomini tutti d’un pezzo. Per chi ama le serie dove gli eroi sono macho, duri, aitanti, possenti, con una vena di mistero sul loro passato, molta azione e poca analisi allora divertitevi, è la serie perfetta per voi. Per chi è abituato invece alle serie di investigazione dove contano i dettagli, gli interrogatori, le tracce anche labili e il ragionamento è meglio che guardate qualche altra cosa. Se poi siete femministe come me e cercate delle serie dove le donne vengono rappresentate come persone a tutto tondo e non come stereotipi o personaggi bidimensionali di sfondo, allora questa nuova serie è un disastro completo. Le due donne della serie sono una un’agente speciale del tutto insignificante che non viene impiegata in momenti significativi della storia, ma serve solo a gestire emotivamente una madre sconvolta dal rapimento della figlia, quindi un ruolo classico in cui una donna può usare tutta la sua empatia ‘femminile’. L’altra invece è un personaggio ibrido tra una figura materna e una Q gadgetomane che però ha qualcosa di stonato, e mi è rimasta impressa solo perché è interpretata da un’attrice fuori classe che rende le sue scene piene di calore e vivacità non facilmente spiegabili a parole. Per il resto meglio stendere un velo pietoso.
Questa serie è ‘men’s club only’, non c’è posto per le donne ma solo per duri agenti speciali uomini che sanno sempre cosa fare. Per me questo è un completo fallimento anche perché i produttori escludono a priori il successo tra il pubblico femminile. NCIS la serie madre non eccelle certo con i suoi personaggi femminili ma comunque Ziva David e Abby sono molto interessanti, NCIS: Los Angeles invece è assolutamente da dimenticare. Durante tutta la visione dell’episodio mi sono sentita esclusa, come se stessi guardando di nascosto un programma per ‘noi uomini duri’. E’ ora di finirla con queste discriminazioni. Metà della popolazione mondiale è rappresentata da donne e i produttori non sono riusciti a creare neanche un personaggio femminile decente. Non riesco a crederci, neanche uno. Hanno ragionato col testosterone e il risultato è che se non faranno qualche cosa nei prossimi episodi, perderanno completamente il pubblico femminile e probabilmente anche i rating generali di pubblico non saranno sufficienti per tenere in piedi la serie. Speriamo che rinsaviscano.
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