Le donne di NCIS
Posted on Settembre 7th, 2009 in Televisione |
Ieri sera su RaiDue è andato in onda il primo episodio della nuova stagione di Navy NCIS, una serie che vede all’opera una squadra invesigativa della marina americana. Malgrado fosse un bell’episodio non ho potuto fare a meno di fare alcune considerazioni su come vengono rappresentate le donne nel mondo militare e spionistico che ci viene mostrato nella serie. Ieri sera in particolare la storia girava intorno al problema di come trovare una talpa, cioè una spia infiltrata nell’NCIS che lavora per una nazione straniera o peggio ancora per il miglior offerente. Alla fine dell’episodio il pubblico scopre (ma non Gibbs e la sua squadra) che la spia è la giovane agente di origine cinese Michelle Lee, interpretata da Liza Lapira (che possiamo vedere anche in alcuni episodi di Dollhouse trasmesso da Fox). Mi ha dato molto fastidio che fosse proprio lei la spia: perché una donna? e cinese poi? Questa cosa segue la strada scelta dalla produzione di rappresentare le donne come negative o comunque di farle fuori senza tanti convenevoli. Vediamo i precedenti.
Agente Kate Todd (interpretata da Sasha Alexander): un personaggio femminile fantastico ma l’hanno fatto fuori dopo le prime stagioni e ci sono rimasta malissimo. Viene uccisa da un agente impazzito del Mossad israeliano che a sua volta viene ucciso dalla sorella Ziva David;
Jenny Shepard (interpretata da Lauren Holly): hanno distrutto la reputazione del Direttore dell’NCIS costruendo episodio dopo episodio la sua ossessione per la Grenouille, senza spiegarci quale fosse la vera causa del suo comportamento e instillando nel pubblico il dubbio sulla sua moralità e integrità , poi l’hanno fatta morire in uno scontro a fuoco in cui praticamente lei si suicida perché ha scoperto di avere una malattia terminale. Forse anche la sua ossessione aveva origine nella malattia? Un’altro personaggio femminile forte eliminato.
Ziva David (interpretata da Cote de Pablo): per il momento non l’hanno ancora uccisa ma ci hanno provato molte volte. Non so se esistono veramente donne così, però Ziva è stata costruita a tavolino dal padre, anche lui del Mossad, per essere un agente perfetto: parla molte lingue di aree critiche, è addestrata a uccidere in mille modi e chissà quali altre cose sa fare che non abbiamo ancora visto. Questo significa che non è una donna normale, ma un’eccezione che riconferma la regola. In pratica le altre donne non sono così, solo lei.
Abby Sciuto (interpretata da Pauley Perrette): neanche lei è una donna normale. Un personaggio che in laboratorio fa un po’ il jolly, sa fare tutto, dal DNA alle perizie balistiche, è caratterizzata come uno scienziato pazzo a livello professionale e come una tenera bambinona a livello psicologico. Indubbiamente lei è fortissima, ma mi cadono le braccia, una donna adulta che si comporta così?
E adesso questa agente di origine cinese che avevamo imparato ad apprezzare in alcuni episodi perché la mandavano in missione sotto copertura e per le scene comiche di sesso nel laboratorio delle autopsie, ecco adesso me la trasformano in una traditrice? Non riesco ad accettarlo, mi dispiace. La spia è lei perché è una donna e in più è anche di origine cinese e quindi intrinsecamente ingannatrice, volubile, abituata al mascheramento e alla dissimulazione e naturalmente sessualmente attiva, tanto da sfruttare un giovane collega per i suoi scopi. Tutti cliché ultra centenari del cinema e dei romanzi spionistici. Suvvia, con questa svolta nella storia siamo tornati indietro alle spie donna degli anni ‘30. Non ci sono più idee nuove in questa serie TV, continuerò a guardarla perché gli attori sono bravi e rendono delle perle i propri personaggi, però si potrebbe fare molto di più e meglio, sia per i personaggi femminili sia anche per alcuni personaggi maschili, come McGee, vittima di bullismo da parte di DiNozzo.
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