Donne lavatrice e uomini al viagra
Posted on Febbraio 19th, 2009 in Uncategorized |
C’è una nuova pubblicità in TV che mi disturba molto: le Mentos in lavanderia. Per chi non l’ha vista eccone un riassunto. Interno giorno in una lavanderia, un uomo siede mollemente in attesa che il suo lavaggio finisca, una donna sta mettendo o togliendo i suoi panni dalla lavatrice. L’uomo tira fuori dalla tasca un pacchetto di Mentos, ne prende una, si avvicina alla donna, la acchiappa e la bacia. Evidentemente il bacio è così terribile che la donna inizia a girare come se avesse attivato il programma della centrifuga rimanendo attaccata al perno centrale delle due bocche. Alla fine della centrifuga i due si staccano e lei cade per terra, non si sa bene se per la centrifuga, il bacio o tutti e due.
Non so chi è il cliente tipico delle Mentos, ma da questa reclame mi sembra che non sono né gli uomini né le donne, e anzi dopo aver visto questa reclame non credo proprio che le comprerò mai. Nel momento della centrifuga ho sentito una fitta di dolore fisico e mi sono tornati in mente tutti i gatti e purtroppo tutti i bambini morti accidentalmente nelle lavatrici azionate inconsapevolmente da fratellini. E’ terribile, una pubblicità dovrebbe creare nello spettatore ondate di piacere, non fitte di dolore.
Ma anche se analizziamo razionalmente le immagini, il risultato è sempre negativo. L’uomo che si prende le Mentos ha dei problemi di virilità perché ha bisogno di prendere una pasticca per avere il coraggio di avvicinarsi alla donna, in questo modo le Mentos sono equiparate al Viagra, ma allo stesso tempo sono un insulto a tutti i possibili acquirenti “dato che siete tutti impotenti prendete le nostre caramelle”. Non ho mai sentito di alcuna reclame che insultasse i suoi spettatori, questa è la prima volta. La parte femminile non ha purtroppo un trattamento migliore: la donna viene centrifugata e viene quindi comparata a una lavatrice, è un elettrodomestico, un oggetto da accendere e spegnere e centrifugare a piacere anche se con l’aiuto delle pasticchette che però in questo contesto sono la metafora del detersivo quindi disgustoso. La donna poi subisce la centrifuga che alla fine le causa uno svenimento, ma d’altronde essendo un elettrodomestico, quindi un oggetto di uso quotidiano, le si può fare ciò che si vuole. Insomma, uno sfacelo. Ma chi sono i pubblicitari che hanno queste idee terribili? Ragionano in questi termini: basta che se ne parli anche se male. Anche perché questo è l’unico effetto che possono avere sul pubblico, il disgusto.
Non riesco a trovare neanche una pubblicità che abbia delle idee non dico geniali ma sane, che non coinvolgano insulti e riduzioni ad oggetto. E’ inutile la pubblicità non riesce ad esprimere niente di innovativo, né per quanto riguarda gli uomini, né per quanto riguarda le donne.

5 Responses
Ma la mercificazione (mi pare che qualcuno la chiamasse anche “oggettivizzazione”) della persona umana nella pubblicità è ormai una acquisizione consolidata.
Negli anni l’oggetto ha subito una progressiva umanizzazione: le automobili assumevano forme sempre più avvolgenti, femminee, in tempo di pace; mentre ogni nuova esplosione testosteronica ne riportava in auge le linee aggressive.
Come per effetto di una necessità osmotica, abbiamo invece assistito alla progressiva, inesorabile, spersonalizzazione dell’uomo/consumatore. Oggi qualsiasi pubblicità mostra l’uomo come un automa bisognoso di pezzi di ricambio.
Hai ragione, ma questo non significa che devo sopportare passivamente senza dire niente. Il fatto che una cosa sia consolidata non significa che sia giusta. Attraverso il mio blog cerco di denunciare lo schifo che vedo in giro, in modo da creare consapevolezza del problema.
La leva sessuale/erotica della pubblicita’ e’ vecchia quasi come la pubblicita’ medesima ed e’ pensata per colpire entrambi i sessi e colpirli sotto la cintura (pun intended).
Forse le mentos ti hanno colpito perche’ nonti aspetti l’uso sessuale di una caramella, anche se non credo sia la prima volta.
Va da se’ che, tramontate le pubblicita’ delle sigarette, ora l’uso della leva sessuale e’ palese solamente nei liquori e vini, forse anche perche’ la forma dell’oggetto da vendere aiuta non poco.
Vero e’ che infastidisce quando uno capisce che viene utilizzato un veicolo (il sesso e l’erotismo) “inadatto” per vendere caramelle. Ma se fai analizzare le pubblicita’ (e te le fai commentare) da uno psicologo della comunicazione, ti assicuro che saresti molto piu’ arrabbiata. Se hai l’occasione, fallo: e’ molto interessante.
Hai ragione, ma questo non significa che devo sopportare passivamente senza dire niente. Il fatto che una cosa sia consolidata non significa che sia giusta.
Ci mancherebbe! Ma, come sostiene Luigi, è il meccanismo stesso della pubblicità che si fonda su questi colpi bassi. Senza, non credo nemmeno che potrebbe più parlarsi di pubblicità . Forse diventerebbe un’altra cosa (promozione? si dice così, mi pare, quando si esaltano le caratteristiche di un prodotto). La pubblicità è completamente svincolata dalle caratteristiche del prodotto che intende vendere. Per questo riesce quasi sempre a essere così esplicitamente pornografica.
sei caduta nella trapola e quello che vogliono loro tu incosapevolmente stai facendo loro publicita.
esprimendo le tue ragioni . e tutti guadagnano dico tutti guadagnano e noi spendiamo solo nel’usare portatile.ciao Raff0.100