Economia al femminile 2
Posted on Febbraio 3rd, 2009 in Uncategorized |
Ieri ho parlato di una corrente di pensiero che afferma che una delle cause dell’attuale crisi economica è la bassa presenza femminile nel mondo dell’economia. Purtroppo devo dire che quelle idee non sono mie ma appartengono a personaggi di levatura internazionale che hanno una comprensione degli eventi ben superiore alla mia.
“Greater representation of women in senior leadership positions within governments and financial institutions is vital not only to find solutions to the current economic turmoil, but to stave off such crises in future.” Klaus Schwab, Founder and Executive Chairman of the World Economic Forum.
Ecco la mia traduzione in italiano: “Una maggiore rappresentanza delle donne in posizioni dirigenziali nei governi e nelle istituzioni finanziarie è vitale non solo per trovare soluzioni agli attuali problemi economici ma anche per tenere lontane simili crisi in futuro”. Chi ha fatto questa dichiarazione nello scorso autunno è Klaus Schwab, fondatore e attuale direttore del World Economic Forum, quelli di Davos per capirci. Se ti interessa vedere la pagina originale da cui ho tratto la citazione segui questo link
http://www.weforum.org/en/media/Latest%20Press%20Releases/PR_GGG08
Una cosa del genere detta da un personaggio simile fa molta impressione. In pratica ha detto che se ci fossero più donne nel mondo economico e nei governi la crisi attuale non dico che non sarebbe venuta lo stesso ma probabilmente avrebbe avuto proporzioni e gravità inferiori. Siamo chiari, non ha certo detto che deve esserci un’invasione di donne a scapito degli uomini ma che la rappresentanza delle donne nei posti chiave deve essere adeguata alla presenza demografica delle donne nel mondo, cioè fifty/fifty, metà uomini e metà donne e non certo le ridicole quote attuali di presenza.
Le parole di Schwab non sono solo parole e riflettono comunque una tendenza internazionale. Per esempio nei giorni scorsi durante i colloqui di Davos c’è stato un incontro dove si è parlato dell’importanza di avviare programmi a favore delle ragazze nei paesi in via di sviluppo. Secondo le statistiche presentate infatti una ragazza istruita che lavora reinveste il 90% dei suoi guadagni nella famiglia mentre i ragazzi ne reinvestono solo il 35%. Investire nelle ragazze quindi, nel campo dell’istruzione, delle cure mediche e della rappresentanza politica, permette alle comunità locali di avere una crescita economica superiore alle previsioni. Nell’incontro si è discusso quindi cosa fare e quali programmi di investimento avviare. Chi discuteva di questi argomenti erano persone del tipo la moglie di Bill Gates a capo della omonima Fondazione, il direttore della Banca Mondiale e svariati leader locali. Se ti interessa un rapporto più preciso sulla discussione (in inglese) segui questo link http://www.weforum.org/en/knowledge/KN_SESS_SUMM_26667?url=/en/knowledge/KN_SESS_SUMM_26667
Nel mondo occidentale in nessun paese c’è la piena occupazione femminile e solo una minoranza di donne lavora, soprattutto in Italia. Mi domando: se le statistiche sui paesi emergenti fossero valide anche per noi le donne potrebbero dare un impulso enorme alla crescita economica e al benessere delle comunità proprio in un momento in cui ce ne è molto bisogno, basterebbe solo che non fossero discriminate sul lavoro e fosse permesso loro di salire di grado o anche più semplicemente di poter lavorare.
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