E’ uscito oggi un rapporto del World Economic Forum dove viene analizzato in forma statistica il gender gap nelle varie nazioni del mondo. Per gender gap si intende la differenza di trattamento rispetto agli uomini che le donne ricevono nel proprio paese riguardo il lavoro, la paga, l’istruzione, la salute ecc.

Il primo paese della lista quest’anno è la Norvegia. Significa che in tutto il mondo è il paese dove è minore la differenza tra uomini e donne. Gli altri paesei scandinavi seguono a ruota. L’Italia è al numero 67 su un totale di 130 nazioni e ci è andata anche bene dato che secondo il rapporto abbiamo guadagnato parecchie posizioni. L’anno scorso nel 2007 eravamo al numero 84.

Non c’era da stupirsi che i paesi scandinavi fossero all’avanguardia riguardo i diritti delle donne, ma non mi aspettavo che le donne italiane avessero più problemi anche del resto d’Europa. Dopo di noi infatti ci sono solo paesi come la Romania, la Grecia, l’Armenia ecc. In pratica guidiamo il gruppo di coda. Che vergogna!

Ma la vergogna maggiore viene guardando con attenzione i dati. Attualmente in Italia lavorano la metà delle donne e tre quarti degli uomini. A parità di lavoro le donne vengono pagate di meno, tanto che statisticamente parlando gli uomini guadagnano in media il doppio delle donne. Per fortuna negli ultimi anni abbiamo avuto un aumento della presenza di donne in politica e nelle posizioni manageriali ma siamo sempre indietro perché le donne non sono ancora tante quanto gli uomini. Nelle professioni e nei lavori specializzati invece c’è stata una rimonta clamorosa. Ciò che sconvolge invece in senso positivo è la situazione dell’istruzione: secondo il rapporto infatti siamo tra i primi nel mondo per quantità di donne che ottengono un’istruzione secondaria e che si iscrivono all’università, addirittura all’università le donne sono più degli uomini. Nel campo dell’istruzione bisogna anche considerare gli insegnanti: nella scuola primaria le donne sono la maggioranza ma vanno graualmente diminuendo fino a ridiventare minoranza all’università.

Ci possiamo consolare con le aspettative di vita che sono superiori a quelle degli uomini.

Alcune riflessioni mi vengono in mente  guardando le cifre di questo rapporto. Le donne sono più istruite degli uomini ma non riescono a trovare lavoro e quando lo trovano a parità di lavoro non ricevono la stessa paga degli uomini. L’istruzione comunque non apre le porte degli uffici dirigenziali.   Esiste ancora il soffitto di cristallo, quel glass ceiling di cui parlavano le nostre sorelle maggiori negli anni ottanta.

Adesso capisco molte cose della mia vita, compreso perché nei colloqui di lavoro  non mi prendevano ma preferivano un mio coetaneo maschio meno preparato di me. Qualcuno che mi conosce bene potrebbe scherzare dicendo che non mi prendevano a causa del mio carattere difficile, ma posso rispondere dicendo che quando ti vedi superare non una ma svariate volte da gente meno preparata è normale che il tuo carattere diventi un po’ difficile. Posso anche dire che alcuni posti di lavoro non li ho avuti perché al colloquio mi sono presentata in pantaloni invece che con la minigonna e la scollatura, ma se devi abbassarti a tanto per lavorare con gente che poi dà valore solo a quello allora sono contenta di non lavorare.

Tra quindici anni mia figlia potrebbe entrare nel mondo del lavoro. Mi domando se anche lei dovrà essere amareggiata come me dal comportamento di chi seleziona il personale o se potrà utilizzare appieno il suo potenziale magari nel lavoro che ha sempre desiderato.

Forse dovrei mandare mia figlia a imparare una lingua scandinava, non si sa mai.

Il rapporto del World Economi Forum lo si può trovare a questo link:

http://www.weforum.org/en/initiatives/gcp/Gender%20Gap/Countries2008/index.htm