47
Posted on Agosto 19th, 2008 in Uncategorized |
Ho visto Hitman, il film tratto dal videogioco e mi è piaciuto malgrado l’incredibile quantità di giudizi negativi presenti in rete. Non gioco con la Playstation e non conosco il videogioco da cui è tratto, quindi per me si tratta del solito film pieno di sparatorie con un protagonista che è un assassino a pagamento e una donna mezza/tutta nuda che gli gira intorno. Negli ultimi anni ne sono usciti tantissimi di film come questo, ma Hitman per fortuna è un gradino più in alto rispetto agli altri. Intendiamoci, non è un capolavoro. Basta citare film come Léon e Nikita, tutti e due di Luc Besson, perché Hitman impallidisca ma riesce a sorprendere e questo è quello che voglio vedere in un film. Ormai ho anni, e non ore, di visione televisiva e cinematografica alle spalle, per non parlare di tutti i libri che ho letto, quindi mi riesce difficile trovare storie nuove che riescano a tenere desta la mia attenzione tanto che a volte l’unico modo per guardare la TV è lo zapping perché oramai ho visto tutto e le storie anche se con attori nuovi sono sempre le stesse.
Hitman invece è riuscito a sorprendermi. Mi aspettavo un film pieno di sparatorie e invece c’è anche un duello all’arma bianca; mi aspettavo continui e noiosi flash-back stile Batman che spiegassero la sua infanzia e invece c’è solo la scena iniziale della sigla che spiega da dove viene il protagonista; pensavo che il protagonista non fosse umano e invece riesce anche a dormire in una scena, incredibile; credevo che una faccia rigida e dall’espressione distante non potesse esprimere sentimenti e invece mi sono trovata a guardare un animo tormentato che non riesce a condurre una vita normale. Insomma un film pieno di trovate che è riuscito a farmi divertire fino all’ultima scena.
La cosa che più mi ha sorpreso è il rifiuto di 47, l’eroe, di avere sesso con l’eroina, mi aspettavo una classica scena centrale nel film dove l’eroe ritrova se stesso e si redime grazie all’intervento (di tipo sessuale) dell’eroina. Invece niente di tutto questo. Ripensandoci adesso a freddo mi rendo conto che un comportameno di questo tipo potrebbe essere interpretato come un cliché dei film d’azione. L’eroe non può essere distratto dalla sua sacra missione da una cosa così terrena e insignificante come l’amore per una donna (più misogino di così si muore! Sigh!). Data l’origine quasi religiosa e monastica dell’Agenzia per cui lavora 47, è possibile che gli agenti siano legati da un voto di castità . Non conoscendo il gioco probabilmente mi sfuggono i retroscena, i giocatori appassionati di Hitman mi perdoneranno l’ignoranza. Comunque ci sono delle scene in cui si capisce chiaramente che pur rifiutando il dono di sè che la splendida Nika, la protagonista femminile, fa all’eroe, 47 non è certo indifferente e l’attore è stato molto bravo a mostrare la fatica di rifiutare un tale dono con pochissime e velocissime espressioni del volto. Nika è riuscita ad aprire una breccia nell’animo di 47 perchè già un’altra donna all’inizio del film aveva tentato un approccio con lui con la scusa del whiskey annacquato, ma in quell’occasione 47 non aveva avuto alcuna difficoltà a rifiutare le avance della bionda, con Nika invece è tutta un’altra storia.
L’attrice che intepreta Nika non è all’altezza del suo collega nella recitazione anche se riesce ad essere convincente: all’inizio recita con molta intensità la parte della vittima schiavizzata bisognosa di protezione (un classico per le protagonise donne nei film d’azione), poi passa senza batter ciglio dalla paura del rapimento alla Sindrome di Stoccolma fino ad arrivare a concedersi, completamente indifesa e vulnerabile, al suo rapitore (questa cosa mi ricorda “I 3 giorni del Condor” con una splendida Faye Dunaway, “The Bourne Identity” nelle sue varie incarnazioni, ma anche molta altra robaccia). Purtroppo molta della bravura dell’attrice russa consisteva nel mostrare le sue doti naturali fisiche e non intellettuali, ma d’altronde da un film così non ci si poteva aspettare altro. Una cosa che mi è piaciuta però è che la vicinanza forzata di Nika con l’eroe, il suo dono rifiutato, i suoi progetti per il futuro e per una vita migliore riescono in qualche modo a influenzare anche 47. La nudità e la disponibilità sessuale della protagonista non sono gratuite, hanno un effetto sul personaggio maschile, lo cambiano, hanno un significato, rappresentano il sogno di una vita normale, una vita che 47 scopre solo ora e che inizia a desiderare, ma non è ancora possibile averla, da qui il rifiuto del dono di Nika. Non ha ancora abbandonato completamente la sua vita sanguinaria e non può distrarsi o verrebbe immediatamente ucciso. Solo nella scena finale a casa dell’ispettore dell’Interpol 47 trasforma la sua vita. Quando gli chiede se l’ispettore è un buono, gli risponde di si perché difende la propria famiglia. Esattamente ciò che 47 fa nella scena finale in cui regala il vigneto a Nika e la difende uccidendo due sicari. Per lui ora Nika è la promessa di una famiglia e la protegge come soltanto lui sa fare. Chissà forse la raggiungerà , o forse no, ma l’eroe ormai non è più lo stesso, non sarà più l’assassino freddo e distante di prima.
Giudizio finale.
Il film non è un capolavoro ma è godibilissimo. Il personaggio maschile è molto affascinante ed è presente in tutte le scene sempre impeccabilmente vestito in giacca e cravatta mentre la sua compagna di avventure è quasi sempre mezza nuda. Per fortuna in qualche modo riesce ad avere un ruolo serio nella storia per lo sviluppo del personaggio maschile e quindi possiamo chiudere un occhio sul sessismo della sceneggiatura. Ma le ragazze sono avvertite: se cercate un’eroina seria guardate altrove, se invece volete solo godervi un bell’eroe tosto e gagliardo il film non vi deluderà . Buon divertimento!
