Guardo tutti i giorni le immagini che giungono dalle Olimpiadi di Pechino e passo le ore a guardare le competizioni femminili dei vari sport. Finalmente anche lo sport femminile ottiene una certa visibilità alla televisione. Quando mai posso godermi una gara di sole donne in TV? Praticamente mai. Quali sono gli sport più visti in TV? Il calcio, la Formula 1, il Giro d’Italia, il Tour de France ecc, tutti sport in cui a gareggiare sono uomini. Durante l’inverno si vede solo questo. Ma dove sono le donne? Ne esce fuori qualcuna in primavera non si sa come grazie a qualche incontro di atletica e un po’ di tennis qua e là. E il resto dov’è? Le schermitrici le fanno vedere di notte ma solo una volta l’anno ai mondiali, e quelle che fanno judo e vincono le medaglie? Quelle che fanno ciclismo e vincono le medaglie? Quelle che fanno badminton e si allenano in Danimarca tutto l’anno? Chi le ha viste mai, nessuno ne ha mai fatto vedere neanche una piccola foto, nessuno le ha mai menzionate, io non sapevo neanche che esistessero. Questa è la parità dei sessi nello sport. Sono sconsolata. Come faccio a dire a mia figlia “devi fare sport perché fa bene, guarda queste atlete come sono brave e belle”. Ma quali atlete, chi le vede mai, solo adesso, per due settimane, grazie alle olimpiadi, poi scompariranno di nuovo nell’oblio mediatico per altri quattro anni fino alle prossime olimpiadi. Che vergogna.

La televisione italiana fa vedere le donne in TV solo se sono mezze spogliate e si comportano da sceme accanto a un presentatore altrettanto scemo che le tratta con disprezzo. Le trasmissioni sulle veline mi fanno vomitare. Le cosiddette celebrities del jet set internazionale sono disgustose. Basta paragonare una qualsiasi Paris Hilton a una qualsiasi atleta delle olimpiadi. La Hilton sembra di plastica, ha un sorriso scemo, un fisico che non ha mai fatto neanche una rampa di scale, non ha l’aspetto di una donna reale in carne e ossa, è una foto sul giornale, non una persona vera, mette in evidenza solo i lati di se che le servono per vendersi, uno sguardo ammiccante, trucco e capelli perfetti, abiti di alta moda, è una immagine costruita a tavolino, non c’è niente di naturale in lei. L’atleta delle olimpiadi invece? Prendiamo le tuffatrici sincronizzate dalla piattaforma che hanno gareggiato questa mattina. Erano ragazze tutte molto giovani, alcune anche dell’età della Hilton. Erano concentrate, determinate a dare il meglio di se, erano arrabbiate se sbagliavano, sorridevano se avevano eseguito in sincrono un tuffo difficile. Ragazze di tutto il mondo, accomunate dalla stessa passione per i tuffi, che hanno lavorato duramente per arrivare a quei livelli di bravura e tutte avrebbero meritato di salire sul podio anche solo per la quantità di lavoro e di allenamento che devono aver fatto negli ultimi anni. Tutte avevano l’aspetto di persone vere, non di icone costruite a tavolino, erano ragazze che puoi incontrare in qualsiasi piscina o in qualsiasi palestra, solo con il talento giusto per arrivare alle olimpiadi. Soprattutto sono ragazze che vengono apprezzate per questo loro talento, sono considerate per quello che sanno fare, a nessuno interessa se hanno i capelli tagliati all’ultima moda o si truccano con prodotti resistenti all’acqua, nessuno cerca di venderle al pubblico mostrando coscie e tette, nessuno le strumentalizza. Sono se stesse e basta, sono donne vere. E soprattutto sono esempi di donne positive, che hanno raggiunto livelli internazionali nel loro sport grazie al duro lavoro, al sacrificio e alla determinazione. Tutto questo in contrasto con altri esempi mediatici di donne oltre alla Hilton, mi riferisco a varie cantanti per esempio che negli ultimi mesi hanno mostrato quanto possa scendere in basso una persona, Britney Spears o Amy Winehouse. Queste cosiddette artiste ricevono molta attenzione dai media e le nostre figlie vedono loro in televisione la maggior parte del tempo come esempi da seguire, la tipica cantante persa nella droga e nell’alcool che sa dare il meglio di se solo così.

Non va bene, non ci siamo, non possiamo offrire solo queste fallite come esempio mediatico di donne di successo, ma poi successo di che? Successo nella droga, nell’alcool? Le atlete nelle olimpiadi al contrario sono vere donne di successo, loro sono esempi da mostrare alle nostre figlie, ma purtroppo le avremo in vista solo per due settimane, poi scompariranno, dimenticate dai giornalisti sportivi uomini e direttori di rete uomini che non hanno alcun interesse nello sport femminile, perché tanto chi lo guarda?

Bèh, io e mia figlia per esempio, ma tanto le donne non fanno parte del target audience principale, le donne non contano nulla nei mass media, o meglio a meno che non mettono in mostra qualcosa per vendersi. Che vergogna!