Topoloni e topolone
Posted on Novembre 30th, 2008 in Uncategorized | No Comments »
In questi giorni ho visto in televisione la reclame del gorgonzola con protagonista un uomo. Mi è tornata in mente la reclame precedente con la donna e ho subito notato alcune cose che devo assolutamente scrivere in questo blog.
Nella prima reclame un uomo e una donna sono seduti a un tavolo di un ristorante molto chic e molto costoso. Un cameriere che non ha affatto l’aria di un cameriere prende l’ordinazione dell’uomo e poi chiede alla donna cosa desidera. Lei risponde “gorgonzola” chiudendo con noncuranza il menu. Il cameriere approva dicendo “Ottima scelta, bella topolona”. Nella seconda reclame un uomo si trova a un vernissage, prende una tartina al gorgonzola, inizia a gustarsela e in quel momento una donna gli dice “Ti piace il gorgonzola, bel topolone”.
Nella prima reclame il pubblico viene guidato ad identificarsi con il cameriere grazie a un primo piano su di lui; è importante vedere lui che esprime l’idea della topolona, della bella donna, della bella topa, con un chiaro riferimento all’organo sessuale femminile. La reazione della donna non viene mostrata, o solo con un totale in cui si vede di sfuggita una espressione di sorpresa. La donna in questa reclame viene oggettivata, non è più una persona ma un oggetto del desiderio, desiderio per il gorgonzola e desiderio sessuale. Cibo e sesso vengono associati molto spesso nei mass media. L’oggettivazione della donna la rende un guscio vuoto estetizzato, le cui reazioni non hanno importanza, anche perché un oggetto non ha reazioni, non ha emozioni, sta lì solo per la sua bellezza, non perché ha un’anima. Quindi dopo la battuta noi non vediamo lei ma la faccia di lui e la sua espressione del viso è molto eloquente: quasi vuole giustificarsi, come se fosse la donna ad avergli tirato fuori dalla bocca con la sua bellezza e con la sua scelta di formaggio, le sue parole. Non è colpa sua, è colpa della donna che lo ha istigato. E’ quello che dicono un po’ tutti i violentatori, non è colpa loro ma della donna che con la loro bellezza li ha istigati a dire o a fare quello che hanno detto o fatto. La reazione di lui quindi è in primo piano mentre la reazione di lei non viene quasi mostrata, è defilata, ma la sua reazione non conta, non ha valore.
Nella seconda reclame in cui è protagonista l’uomo, la donna dice a lui di essere un bel topolone e gli dà un puffetto sulla guancia come se fosse un bambino, il primo piano successivo è su di lui e la sua reazione, lei che ha detto la frase non ha più importanza ed esce di scena mentre il pubblico viene di nuovo guidato ad identificarsi con un protagonista maschile. La sua espressione è stupita, sorpresa. Non si aspettava di essere considerato un topolone. Per la donna l’essere topolona significa diventare un oggetto sessuale, per l’uomo invece significa essere paragonato a un bambino, solo che la donna si prende tutta l’offesa e non le viene permesso di reagire in pubblico, mentre lui può reagire e vediamo cosa pensa. Lei è un oggetto non pensante, mentre lui è uno che può permettersi di non offendersi e di riderci sopra. La definizione di topolone gli rimbalza addosso. Come al solito due pesi e due misure.
Benché sia una grande estimatrice del gorgonzola, non lo sono affatto di queste due reclami. Ho sempre considerato offensiva la prima reclame. Se un cameriere mi avesse detto “bella topolona” al ristorante gli avrei rifilato un calcio in uno stinco e me ne sarei andata senza pagare il conto. Ma la reazione sarebbe stata identica se chiunque altro si fosse permesso. Allo stesso modo non mi permetterei mai di dire “bel topolone” a qualcuno in pubblico.
Della prima reclame mi fa rabbia che alla donna non sia stata data la possibilità di reagire a quello che io considero un insulto; gli uomini a cui probabilmente è diretta la reclame preferiscono vedere la faccia di chi insulta non di chi è insultato, è evidente. Io invece, come rappresentante del pubblico femminile mi devo guardare uno che è abituato a considerare le donne come organi sessuali ambulanti e che per questo le può anche insultare in pubblico, tanto a chi importa la reazione di una donna, non è neanche un essere vivente è un oggetto sessuale. Parliamoci chiaro, se in ufficio un collega ti dice bella topolona hai il diritto di denunciarlo. La situazione al ristorante è identica.
Nella seconda reclame non riesco ad identificarmi con la donna che dice bel topolone all’uomo perché non direi mai così a un uomo e probabilmente ci sono molte donne come me. Non siamo state educate a fare commenti di tipo sessuale sugli uomini. Alcune ragazze, magari, più moderne, potrebbero farlo, ma non io e non la mia generazione. La seconda reclame mostra come non è possibile ribaltare il mondo.
La battuta della topolona nella prima reclame funziona per il pubblico maschile, ma molte donne la considerano offensiva; nella seconda reclame si è tentato di ricreare la battuta allo specchio facendola dire a una donna cercando una fantomatica parità , ma i significati e le reazioni del pubblico sono completamente diversi. Ciò che funziona per un uomo non necessariamente funziona per una donna.
Queste reclami mi sembrano un’occasione sprecata per il gorgonzola. Io continuerò ad amarlo e a mangiarlo lo stesso, ma non certo grazie alle due reclami, che sono la prima misogina e la seconda culturalmente inadeguata. Sono le donne che fanno la spesa nella maggior parte dei casi e una reclame che attiri anche loro senza usare il sesso non l’ho ancora vista.
