Tra le solite voci che circolano prima di un evento Apple, circola con insistenza da alcuni giorni la tesi secondo cui alla Worldwide Developer Conference di San Francisco sarà presentato il MacOS 10.6.

Leopardi delle nevi, ancora in versione betaUno degli apetti sui quali eravamo più curiosi al riguardo è: che felino darà il nome al prossimo sistema operativo? Di “grossi” resta solo il leone, o al massimo la lince. Secondo le voci però il gattone prescelto sarà il Leopardo delle nevi (Uncia uncia): il sistema si chiamerà quindi Snow Leopard. Il leopardo delle nevi non è in realtà un leopardo, anzi non appartiene neppure al genere Pantera (di cui fanno parte oltre al leopardo anche tigre, leone, giaguaro). È un animale a forte rischio di estinzione.

Il leopardo delle nevi è anche un animale molto familiare ai maccisti italiani, anche se forse molti non lo sanno: è noto infatti anche come Irbis, nome scelto da un noto e longevo programma di contabilità per Mac (ma ora anche per Windows) sviluppato in Italia dalla Easy Byte.

Trivia zoologiche a parte, secondo quanto si dice MacOS 10.6 non dovrebbe presentare novità di grandissimo rilievo rispetto a Leopard, ma puntare soprattutto su miglioramenti dal punto di vista dell’affidabilità e della velocità. Non potremmo che applaudire a una scelta di questo tipo: non tanto perché Leopard sia carente da questi punti di vista - siamo alla 10.5.3 e la stabilità è ottima, e le performance sono decisamente migliori rispetto a Tiger - ma per il coraggio che comporta. Lasciamo a Microsoft inventarsi ogni volta vaccate di facciata sempre più spettacolari e che rendano sempre più difficile usare i loro sistemi operativi, mentre al di sotto la situazione peggiora sempre di più accumulando strato su strato su roba scritta decenni fa.

Gli utenti non vogliono rivoluzioni che stravolgano il loro modo di lavorare. Vogliono lavorare meglio, più velocemente e senza sorprese.