Due chiacchiere con Bruce

Posted on Maggio 9th, 2008 in Delos Books, Fantascienza | 4 commenti »

Bruce SterlingUna bella sorpresa, oggi qui in Fiera a Torino: è venuto a trovarci Bruce Sterling.

Via email lo conosco da molti anni - anzi, è stata la prima persona a cui ho spedito una email, nel 1993; e la cosa incredibile è che il suo indirizzo email dopo quindici anni è ancora lo stesso - ma non l’avevo mai incontrato di persona. Che parola potrei scegliere per definire questo grande guru della fantascienza tecnologica, che ha creato il cyberpunk negli anni ottanta, che ha quasi forgiato una generazione di sistemisti-idealisti con il libro seminale Giro di vite contro gli hacker, che ha curato per anni una column di tendenza sulla rivista più di tendenza che ci fosse, Wired?

Ecco, potrei definirlo con la parola “caciarone”. Si dice caciarone fuori da Milano? Insomma, un simpatico, un chiacchierone, un compagnone. Si è fiondato su Robot dicendo, “ah voi siete anche gli editori della famosa rivista Robot”. Ha apprezzato i titoli della collana Odissea (dove a novembre uscirà il suo romanzo Kiosk), ha chiacchierato del più e del meno. Ora abita prevalentemente a Torino; quando chiedono a lui e a sua moglie Jasmina di dove sono, per non stare a raccontare tutta la storia (lui è di Austin, Texas lei di Belgrado, Serbia) dicono di essere di Torino e questo gli risparmia un sacco di fiato.

Bruce Sterling, il più famoso scrittore di fantascienza torinese.

La città che viene e va

Posted on Maggio 7th, 2008 in Delos Books | 4 commenti »

Questo post sarà molto poco creativo: non c’è come sfacchinare tutto il giorno ad aprire scatole e disporre libri per far sparire ogni idea brillante.

Il mercoledì è il giorno dell’allestimento. E’ affascinante vedere tutti questi operai che montano una piccola città, con segherie portatili, pannelli di cartongesso, travi metalliche e vetrate. Una piccola città che nasce dal nulla in una giornata e che in una giornata, martedì prossimo, nel nulla tornerà.

Niente vetrate e pannelli in cartongesso per noi: solo poster colorati, ma il risultato è comunque adeguato. Ora tocca a voi: non vorrete mica che tutti quei libri, con tutta la fatica che abbiamo fatto a portarli fin qui, li dobbiamo pure riportare indietro, no?