Lo confesso. Venite pure ad arrestarmi. Oggi ho sprotetto il mio primo ebook protetto da DRM.

No, non venite a chiedermi di copiarvelo perché non lo farò; e neanche mi passa per la testa di condividerlo su eMule, Torrent o simili.Tra l’altro è un libro di un amico - Tortuga di Valerio Evangelisti - e non gli farei mai questo dispetto, neanche se non fosse contrario ai miei principi.

La cosa importante però è che un’altra persona avrebbe potuto farlo; anzi, è certo che lo farà. La procedura è piuttosto semplice, e sfrutta un piccolo baco di Adobe Digital Editions versione 1.7.1 che permette di estrarre la chiave per la decrittazione. ADE poi è stato corretto e con la versione 1.7.2 che si scarica ora da Adobe non è più possibile farlo, ma non è difficile, cercando su Google, trovare degli installer da scaricare con la versione precedente. Io l’ho trovato in pochi minuti.

Poi ci sono due script scritti in Python. Qui la cosa si colora di tecnico e può apparire difficile, ma in effetti non lo è: si trovano tutti i link da cui scaricare il linguaggio Python (versioni Mac, Windows o Linux), le librerie necessarie. Non ci sono compilazioni o cose strane: Python e librerie si installano con un doppio clic in un attimo.

I due script, che si eseguono con un doppio clic anch’essi, fanno due cose: il primo - che si userà una volta sola - estrae la chiave da ADE; il secondo verrà usato ogni volta per togliere il DRM al libro. Una volta fatta l’installazione di tutto quanto (non più di un quarto d’ora) le volte successive si tratterà solo di lanciare il programmino e selezionare il file da sproteggere.

Una volta sprotetto chi vuole lo condivide in rete e in poco tempo sarà disponibile ovunque, per chiunque, spendere una lira ma soprattutto senza noie, senza installazioni, senza dover dire ad Adobe che libri si leggono e senza limitazioni: un libro che potrà essere letto su iPad, su iPhone, su Android, su Kindle o su quello ci pare.

Qual è il punto di tutto ciò?

Il punto è una questione di pesi. La grande editoria sta accettando un peso non indifferente di rotture di balle e di limitazioni per gli utenti che acquistano regolarmente gli ebook sugli store online causati dal sistema anticopia che dovrebbe essere bilanciato dalla maggiore sicurezza dei libri venduti. Sicurezza che difatto non esiste. La protezione si toglie in un attimo, e ancora meno tempo ci impiegheranno i libri Mondadori a finire sui canali del peer to peer. Il contrappeso è evaporato, è leggero, non bilancia più.

Quanto ci metteranno gli utenti a rendersi conto che avranno convenienza a cercarli prima lì, per avere delle copie pulite, leggibili dove vogliono e senza rotture di scatole, che non sul negozio Telecom o altrove? Non molto credo.

Signori grandi editori, ora avete due scelte, potete cominciare ad assumere avvocati e imbarcarvi in centinaia di azioni legali contro i lettori, oppure potete capire di aver fatto una sciocchezza colossale e cominciare a ripensare il vostro modello di business. Buon divertimento.