Alba del futuro
Posted on Maggio 20th, 2011 in Delos Books, Fantascienza |
Vi propongo la mia introduzione al volumetto Alba del futuro che verrà dato in omaggio a tutti gli iscritti alla convention DelosDays 2011. Va notato che è stata scritta prima delle elezioni del 15 maggio…
Alba. Semplicemente “città”, in un’antica lingua celtica. Secondo una leggenda fu questo il primo nome di Milano, quando la fondò il condottiero Brenno, che poi proseguì a sud fino ad andare a conquistare Roma. Più interessato ai soldi che alla gloria, da buon milanese, Brenno poi liberò Roma in cambio di un congruo riscatto e se ne tornò in Gallia.
È anche ricollegandoci a questa leggenda che abbiamo scelto il titolo per questa antologia commemorativa di DelosDays 2011, anche se nessuno dei racconti riguarda o è ambientato in questa città.
Sarebbe interessante, a dire il vero, leggere dei racconti sul futuro di Milano. Al momento l’immagine che ci viene in mente è qualcosa in stile cyberpunk, o simile alla Milano descritta da Dario Tonani in Infect@: una città dove convivono tecnologia e degradazione, altissimi grattacieli dalle forme più audaci che svettano su una città in rovina, abitata da ricchissimi e poverissimi, piena di immigrati che nessuno fa nulla per integrare. Un’idea di progresso mal concepita, come quando durante il fascismo ci si inventò di modernizzare Milano seppellendo la splendida rete di canali che ne facevano una città da fiaba simile ad Amsterdam per coprire tutto di asfalto. Nella Milano morattiana l’idea di progresso porta a chiudere i consultori pediatrici, a istituire coprifuoco, a distruggere i parchi un pezzo per volta, mettendo al posto del verde palazzoni spesso orrendi. E d’altra parte se il futurofosse roseo e pieno di speranza, a chi verrebbe voglia di scriverne?
Ispirazione letteraria a parte, il contributo di Milano alla fantascienza è ineguagliabile. Milano è la capitale dell’editoria: a Milano nasce Urania nel 1952, a Milano viene fondata e pubblicata Robot, di Milano sono state alcune tra le case editrici che hanno fatto la storia del genere, come Nord, De Carlo, Armenia, la stessa
Mondadori, e mettiamoci anche Delos Books. A Milano nascono e prosperano alcuni delle maggiori organizzazioni del fandom italiano, come il CMNA negli anni Settanta e il club City negli anni Ottanta.
Eppure con tutto ciò, sebbene non si contino le manifestazioni dedicate al fantastico e Milano (ultima in ordine di tempo una bella rassegna dedicata a Ballard curata da Antonio Caronia e altri), è la prima volta che la convention ufficiale della fantascienza e del fantastico, l’Italcon, fa sosta qui. Ma è vero che sono rarissimi i casi di Italcon tenute in grandi città: a Trieste la primissima, e un’edizione non del tutto riuscita a Torino nel 2001.
Quasi un esperimento quindi, anche se basato sull’esperienza di eventi precedenti, anche di grande successo, come il DelosDay del 2005 con ospite Alan Lee.
Nell’attesa di conoscerne l’esito godiamoci i racconti di questo souvenir book che ospita alcuni tra i più grandi autori del fantastico, italiani e internazionali. Buona lettura.





4 risposte
Milano 2019 Linea di Confine? Ve lo ricordate?
Alba in greco significa bianco, in celtico non so.
I celti Insubri chiamavano Milano “terra di mezzo” da cui il latino Mediolanum, era un santuario e un centro di raccolta per i Celti della regione Cisalpina.
Secondo una leggenda sarebbe stato il capo Insubro Belloveso a fondarla, guidato sul posto da una scrofa lanosa.
So cosa significa in latino
Quella che ho riportato è la leggenda raccontata da Bonvesin de la Ripa. Mediolanum significa per l’esattezza “nel mezzo della pianura”, ma probabilmente è la latinizzazione di un nome celtico che poteva anche significare altro. Fu fondata dalla civiltà di Golasecca, gli Insubri arrivarono probabilmente dopo, benché di tutto ciò e anche delle distinzioni tra celti, golasecchiani, insubri eccetera si sappia abbastanza poco.
Ciao Silvio,
ti fornisco un paio di notizie che aumentano il valore fantascientifico di Milano:-)
l’”Urania” di Nicoletta Vallorani “Il cuore finto di DR” (n. 1215, del 3.10.93) recita nella IV di copertina: “Milano nel futuro. Una megalopoli multirazziale avvolta da volute di fumo e scarichi mefitici. Nei suoi bassifondi si può comprare di tutto, anche il Sintar, una droga artificiale capace di logorare uomini e sintetici, regalando solo pochi attimi di sogni allucinogeni. E’ in questo scenario che si muove Penelope DeRossi, in arte DR, una sintetica che una catena di drammatiche circostanze hanno portato a intraprendere la difficile professione del detective privato… ” etc. etc.
Giorgio Scerbanenco, “Il cavallo venduto” (Rizzoli, 1963) narra di un dopobomba atomico italiano. Un gruppo di personaggi sbandati, al Sud, decide di prendere la via per Milano, la metropoli che - si dice - potrà accogliere e dare lavoro. Il romanzo è l’epopea poverissima di queste persone che ne passano di tutti i colori, prima di giungere in vista di MIlano. Metropoli che si rivelera’ l’esatto contrario di quanto questa gente ha sognato. (Ho riassunto molto la trama in base ai miei in tantino sbiaditi ricordi).
Insomma, Milano è sempre stata un po’ la capitale d’Italia e, come tu stesso dici, certamente ci sono molte altre storie fantamilanesi.
Per questo, io ambiento di solito le mie storie a Bari:-) o quanto meno in Puglia (lo so, lo so, il paragone è blasfemo!!!)
Saluti
Vittorio
Si sa niente su chi possa essere l’editore italiano di “River of Gods” di Ian McDonald?