Circa due anni fa usciva l’edizione italiana di Wired. A suo tempo fui un fan dell’edizione originale americana, per cui entusiasticamente non solo acquistai il primo numero, ma mi abbonai subito per due anni, 24 numeri.

Il mio entusiasmo dopo qualche tempo cominciò a scendere, come scrissi in un articolo anche su questo blog. Ma, credete, il senso di questo articolo è del tutto avulso dalla qualità o meno della rivista, che poi è del tutto soggettiva.

Oggi mi ha telefonato un call center dicendomi che avevano notato che non ho rinnovato l’abbonamento alla rivista. Ho subito confermato che era così e che non avevo intenzione di rinnovarlo. Come pensavo, mi hanno chiesto come mai, così mi sono preso la piccola soddisfazione di spiegarglielo. Non rinnovo l’abbonamento, cari signori, solo perché sono più di due anni che mi rompete le scatole in tutti i modi possibili per chiedermi di rinnovarlo.

Più di due anni, sì. Ero abbonato da soli tre mesi - ricordo, un abbonamento da 24 mesi, quindi appunto ventun mesi prima della scadenza – quando con un certo stupore ricevetti per posta il primo invito a rinnovare l’abbonamento a Wired. Da allora, a intervalli regolari, sono arrivate altre lettere, plichi, email, telefonate. Quasi sempre la mia risposta è stata di rimuovere il mio indirizzo, telefono e email dal loro database e di non scocciarmi ulteriormente, richieste ovviamente inascoltate. Non mi è chiaro come abbiano fatto ad avere il telefono: dubito proprio di averglielo dato io, e sull’elenco non c’è. Ma chissà, magari è stato un mio errore: all’epoca in cui mi sono abbonato non sapevo a cosa andavo incontro.

Quella di oggi è stata la prima comunicazione post-cessazione dell’abbonamento; sono certo che non sarà l’ultima. Il mio timore è che dopo aver capito che Wired non la voglio più comincino a propormi GQ e le varie altre riviste patinate che produce Condé Nast, che personalmente aborro dalla prima all’ultima.

Le mie richieste le ho fatte. Tutto ciò che posso fare a questo punto è mettere in guardia gli altro: non abbonatevi a Wired, o verrete fagocitati come me dal servizio clienti della Condé Nast. Tanto guardate, in edicola arriva una settimana prima che a casa. Costa un po’ di più, ma mica siete obbligati a comprare tutti i numeri, no? Non fatelo. Salvaguardate la vostra privacy. Vale molto di più di quei pochi euro risparmiati.