Mutanda australiana
Posted on Agosto 25th, 2009 in Whatever |
“Ma che titolo curioso” penseranno i miei tre lettori e mezzo. “Certamente un’arguta metafora. Chissà di cosa parla realmente”.
E invece no. Questo posto parla davvero di mutande. Australiane.
Ci sono cose di cui solitamente non si parla. Ma che nella vita possono ri-vestire un ruolo non fondamentale, ma certamente di una qualche importanza. Del resto, non è importante una situazione di confortevolezza con il capo di abbigliamento che custodisce le nostre parti più delicate per tutta la giornata?
Immagino che molti si abituino facilmente e senza problemi a qualunque modello. Io no, caspita, sono pretenzioso. Ciò di cui ho bisogno è un esatto modello di boxer; che, però, sembra essere estinto. Almeno nel mondo occidentale.
I primi boxer, quando hanno cominciato a diventare di moda con questo nome, negli anni ottanta, erano fatti con lo stesso cotone delle camicie, e colorati: a righe, a quadri, con disegni cachemere, o roba del genere. Poi arrivarono i boxer morbidi, fatti con quel cotone che si usa anche per le t-shirt, detto “maglina” o più tecnicamente “jersey”. E lì ho trovato il mio modello ideale. Da quel momento ho sempre usato solo questo tipo di boxer.
Se non che, a un certo punto c’è stata un’ulteriore evoluzione. I boxer morbidi sono diventati attillati.
Li provo ma no, sono scomodissimi. Te li senti continuamente addosso. A parte il fattore estetico, visto che sembrano fatti per mettere tutto in evidenza. Pacchiani.
Ma evidentemente questa era solo la mia opinione, o comunque non era l’opinione dei signori della moda, che a mio avviso ha ben poco a che fare con le necessità della gente. Insomma, in men che non si dica le mie mutande preferite spariscono dal mercato.
Per qualche anno riesco ad andare avanti con quello che avevo (una buona scorta, per fortuna), ma più passa il tempo più la situazione si fa disperata. Finché nel 2005, durante una vacanza in Scozia (quando abbiamo partecipato alla WorldCon di Glasgow) trovo, in un grande magazzino di Edinburgo (John Lewis) dei bellissimi boxer in tre tonalità di grigio, fatti esattamente come li voglio io.
Ne compro una confezione, in albergo li provo e sono perfetti. Il giorno dopo prima di partire ne compro un’altra. Imprevidente: avrei dovuto prenderne tre o quattro, mica potevo pensare di tornare in Scozia tanto presto. Passa il tempo e ben presto mi rendo conto che ho bisogno di qualche altro capo, e comincio a cercare.
In Italia, assolutamente nulla. Ovunque sempre e solo gli stessi modelli attillati, anche dai rivenditori di marche che so che all’estero fanno anche l’altra versione. Su internet riesco a trovare poco: John Lewis continua ad averli, ma non spedisce all’estero. Nel 2007 un giro a Londra è altrettanto infruttifero.
Questa estate mi sono messo d’impegno. Mi sono documentato, ho scoperto come vengono chiamati esattamente questo tipo di boxer (”loose-fit boxer shorts”) e il materiale (”jersey”) e ho fatto ricerche per tutta internet. Amazon.com, Amazon.co.uk, negozi vari di vestiti e accessori inglesi e americani. Chi li aveva non li spediva. Chi spediva non li aveva.
E finalmente li ho trovati. In Australia, appunto.
Li ho trovati su eBay - non fate quella faccia disgustata, non sono usati, sono nuovi con tanto di etichetta - da un rivenditore di Melbourne. Il costo per una confezione da quattro è di 15 dollari australiani; la spedizione in Italia costa 20 dollari australiani. Meno di venti euro in tutto. Mai così ben spesi.
Il pacchetto mi è arrivato in una decina di giorni; il costo ridotto ha permesso anche di evitare la dogana, ma ero via e quando sono tornato ho dovuto andare in Posta a ritirarlo; per fortuna, non hanno fatto domande. Alla prova dell’uso quotidiano la soddisfazione è massima: ultraconfortevoli. Tutto è bene ciò che finisce bene. E poiché penso che qualun altro possa avere lo stesso problema e cercare la stessa soluzione (se non lo pensassi non avrei scritto questo post), ecco la url di eBay per il prodotto in questione. Casomai fosse scaduto, cercate dallo stesso rivenditore un’inserzione analoga.
C’è stato un piccolo seguito: mentre il pacchetto australiano era in viaggio, in un Auchan di Cagliari passo nel reparto intimo maschile e mi cade l’occhio: boxer di maglina non attillati! Sono incredulo: dopo tante ricerche in tutto il mondo bastava entrare in un Auchan? Ne prendo una confezione per provarli. Già meglio di quelli che si trovano in giro, ma la gamba è troppo lunga e tende a fare ugualmente l’effetto attillamento.
Meno male. Tutto sommato, l’idea di andare in giro con mutande che si trovano solo in Australia mi sembra davvero cool.


8 risposte
Per me esistono solamente i boxer, ma in tela di cotone (”lo stesso cotone delle camicie”), non in maglia. E vade retro ai boxer attillati che “soffocano”. Se non sono di puro cotone non li tocco nemmeno.
Li trovi ancora nei negozi, ma devi chiedere e aspettarti che l’interlocutore abbia voglia di cercare. Al mercato ho smesso di cercarli perche’ oramai le bancarelle sono gestite tutte da stranieri che pretendono di insegnarmi cosa sia il cotone (ho avuto due nonne sarte e un nonno che vendeva vestiti e stoffe: ho una certa esperienza in materia) e va a finire che ci litigo.
Comunque viva i boxer e abbasso gli slip!
Ecco cosa voleva dire McLuhan con “villaggio globale”. Mutanda australiana!
anche io uso quel tipo di boxer, li si trova anche da HM, cotone, più corti ma non attillati. Hai provato?
No! Andrò a vedere senz’altro!
il blog di S*
non me ne ero mai accorta!
Beeeeeeeeello
Silvio, dove sono sparite le tue gambe? Non è che questi superconfertoveli boxer hanno qualche effettuccio collaterale?
@ Luigi: comunque “abbasso gli slip” mi sembra davvero troppo.
Non è una mia foto… si capisce dalla pancia.
Abbasso gli slip!
Dario: “abbasso” in entrambi i sensi! :>