La fuga del signor Monde

Posted on Settembre 6th, 2012 in Classici | No Comments »

«Era un individuo che per molto tempo aveva portato in sé la propria condizione di uomo senza esserne consapevole, come gli altri si portano addosso senza saperlo una malattia. Era stato un uomo tra gli uomini e si era dato da fare come loro, sgomitando, a volte con accaimento, del tutto ignaro di dove stesse andando».

Georges Simenon, La fuga del signor Monde, Adelphi
Traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio

La neve era sporca

Posted on Settembre 1st, 2010 in Drowned Words, From Other Sites | No Comments »

“Sempre neve sporca, tutta quella neve che pare marcita, con tracce nere e incrostazioni di detriti. La polvere bianca che ogni tanto si stacca dalla crosta celeste, a mucchietti, come il calcinaccio da un soffitto, non ce la fa a coprire quel sudiciume”.

Frank Friedmaier è un campione del nichilismo a bassissime temperature. Glaciale e sporco come la neve che dà il titolo al romanzo, è l’anima nera che costringe Georges Simenon a cedere il passo, a perdere il controllo, quasi forzando la prosa geometrica dello scrittore di Liegi ad abbandonarsi al flusso di coscienza. La neve era sporca è il romanzo di de-formazione di Frank, un viaggio claustrofobico che parte dalle strade di una città occupata e continua nell’umore nero che scorre nelle sue vene, fino al salto nel vuoto del finale.

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Il resto della recensione è su Thriller Magazine.
In coda, vi ricordo il bellissimo articolo di John Banville apparso sul Corriere.