A Polsi ieri s’è festeggiata la Madonna. Festeggiamenti tristemente noti per la presenza tradizionale dei vertici della ‘ndrangheta. Non è che sono stati tutti là, ma qualcuno - più di qualcuno - era presente. E allora? Via alla guerra dei simboli!
Autostrada A3, Salerno-Reggio Calabria, più che il nome di una strada, il titolo di un film horror. La chiamano anche l’eterna incompiuta, agli occhi del mondo praticamente un girone dantesco. Nata nel ‘64 per collegare il resto d’Italia alla Calabria “Terza Isola”, a tutt’oggi striscia su un ammodernamento che è un incubo di deviazioni, frane, morti, tangenti, materiali scadenti, ‘ndrangheta e altre meraviglie da far venire il cagotto anche a Edgar Allan Poe. L’Anas conta di terminare i lavori entro il 2012-2013: 440 chilometri per un costo che a chilometro si prevede che sfonderà i 22 milioni e 700 mila euro. 2+2=più di 10 miliardi di euro.
All’annuncio del pedaggio sull’Autostrada Che Non C’è segue, random, la notizia dei 52 arresti per tangenti per i lavori sul tratto tra Gioia Tauro e Palmi. C’è qualcosa che non va, che non mi torna o forse si tratta di quello strano prurito cerebrale che ti prende quando le cose, messe una accanto all’altra, filano fin troppo bene assieme: è come guardare un topo che si mangia il formaggio sulla trappola e interrogarsi sul perché la molla non scatti per staccargli la testa, fino a quando il gruviera non finisce e il roditore se ne torna satollo nella sua tana, senza pagare dazio.