Questo di Caryl Férey — francese, classe ‘67 — non è un un romanzo sul leader dei Clash, la band che ha fatto la storia del rock e della musica. Il protagonista è l’irlandese Mc Cash, ex IRA, ex poliziotto, ex marito e quasi orbo (ha un occhio schiantato dal calcio di un fucile ai tempi della sua militanza politica e l’altro con un residuo visivo di pochi decimi); un duro di come non li fabbricano più, ridotto apparentemente a un rudere deambulante.
[Continua su ThrillerMag]
Il film-documentario di Julien Temple è una buona prova; un ritratto steso con i colori giusti. Solo avrei fatto a meno di Bono e Johnny Deep e Flea che mi raccontano quanto sono stati importanti i The Clash…
Ode a Joe Strummer, principe e suddito poeta delle frequenze neurali. In vita, un grumo di contraddizioni. E una guida per milioni di persone. Un Cristo elettrico: “Nella vita, devi essere capace di prenderti quello che vuoi, perché nessuno te lo regalerà mai”. Chissà cos’avrebbe pensato di quello che sta succedendo sull’altra sponda del Grande Lago.
* * *
Cos it’s a one more time in the ghetto
One more time if you please
One more time for the dying man
One more time to be free