Nausea e cortocircuiti

Posted on Maggio 23rd, 2009 in Emersioni, Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Scriveva Guy Debord ne La società dello spettacolo:

Lo spettacolo, come la società moderna, è nello stesso tempo unito e diviso. Come questa, esso edifica la sua unità sulla lacerazione. Ma la contraddizione, quando emerge nello spettacolo, è a sua volta contraddetta per un rovesciamento completo del suo senso; di modo che la divisione mostrata è unitaria, mentre l’unità mostrata è divisa.

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Dalla home page di Repubblica.it:

Il premier: “Mai detto Camere inutili da Pd comportamento ignobile” 
Il Cavaliere se la prende con D’Alema e la Finocchiaro: “Mi attribuiscono frasi mai dette, sono stalinisti”. Fini aveva ribadito: “Anche sulla riduzione del numero di deputati e senatori decide il Parlamento”

Non ne posso più. Sempre la solita solfa del teatrino della Politica-Spettacolo. 
Tutto ciò, alla vigilia di una tornata elettorale, non fa che aumentare un senso di nausea i cui primi conati affondano nella notte dei tempi, quasi quindici anni fa, quando siamo piombati senza accorgercene in questo cortocircuito perverso, in un cui l’indignazione è diventata solo un’etichetta o, peggio ancora, uno sport nazionale: l’ennesimo strumento di un controllo mediatico che trae linfa vitale dalla sua illusoria inespugnabilità.

E poi il solito giochino di alzare polveroni politici in cui si confonde tutto il resto. Abbiamo un premier condannato in primo grado. In un Paese civile affronteremo il problema, ma a noi piace la stessa, ripetuta farsa di Peppone e Don Camillo. 

Mi ero ripromesso di non scrivere più di queste cose, anche perché il “cortocircuito” di cui sopra porta a una nausea fisica. Ma qualcosa, dentro di me, mi dice che una cazzo di soluzione ci deve pur essere; e questa non può essere trovata se continuiamo a dormire il nostro sonno senza sogni.

“El sueño de la razón produce monstruos”. Il sonno della ragione produce mostri, diceva Goya

Fascisti su Marte

Posted on Aprile 21st, 2009 in Emersioni, Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

A pensare alle satiriche gag di Corrado Guzzanti viene sempre da ridere, meno se si legge l’articolo del Guardian che da un po’ di giorni fa il giro del web, creando polemiche sparse qua e là. Fra poco arriverà anche il consueto spreco del 25 aprile, che da giornata della memoria della Liberazione, passerà invece con tutto il codazzo di parole e stronzate assortite.

A tal proposito, ricercando materiale sul compianto J.G. Ballard mi sono re-imbattutto in una sua vecchia intervista del 2006 su XL in cui, incalzato da Valerio Evangelisti, lucidamente osserva:

Pensi che oggi ci sia veramente la minaccia dal fascismo? Dal libro sembrerebbe di sì.
«Non penso che il tipo di fascismo che sta per arrivare sia quello anni ‘30. Non ci saranno stivali militari, Führer che strepitano, niente Sturmtruppen. Non sarà quel tipo di fascismo. Sarà un fascismo da tv, molto light, se è chiaro cosa voglio intendere. Il nostro Führer non sarà come Hitler, sarà più come uno show pomeridiano. Mi pare che voi in Italia abbiate tentato di avvicinarvi un po’ a questo modello con Berlusconi».

Sì. Cosa pensi di Berlusconi?
«Molti commentatori hanno detto: quando Berlusconi era primo ministro c’era un nuovo tipo di fascismo all’orizzonte. Controlla tutte quelle emittenti televisive, tutti quei quotidiani, ecc. Io non so se tutto questo sia vero, ma forse qui c’era l’inizio di qualcosa, l’uso dei mezzi di comunicazione di massa per un nuovo tipo di politica emotiva. Perché questa è la chiave di tutto: le emozioni. Blair lo ha dimostrato. Le emozioni sono sempre con noi. Non pensate mai: è un errore pensare. Usate solo le emozioni. La gente è così [...]».

Dove sta la verità?
Nelle  parole di Ballard, certo, ma anche nella semplice distinzione tra teoria e pratica, un’operazione di buonsenso che ci porterebbe a pensare: l’Italia è in teoria un Paese democratico, nella pratica no.

Soluzioni possibili?
Disintossicarsi dall’antiberlusconismo, come scrive oggi sul suo blog Gery Palazzotto, potrebbe essere utile a uscire dal circolo vizioso. Ma non basta: è fondamentale trovare (troverne di nuovi, riappropriarsi dei vecchi) strumenti per guardare la realtà quotidiana, per avere una visione - non grandangolare, distorta - ma finalmente d’insieme.

Avanti tutta, it-aliens!

Posted on Aprile 16th, 2009 in Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Tutto ciò mi dà un nausenate senso di deja-vu.
E che a qualcuno non venga in mente che l’autore di questo capolavoro dello schifo razzista sia solo un povero anziano col cervello sclerotizzato, perché noi stessi stiamo diventando un’intera nazione di cortecce dure e impermeabili alla convivenza civile.