New Millennium Learners

Posted on Maggio 11th, 2009 in Rassegna stampa | No Comments »

E’ così che vengono definiti i ragazzi e le ragazze nati verso la fine degli anni ‘80, una generazione che si sta confrontando con un apprendimento nuovo e multimediale, aperto al mondo di Internet. Ne scrive oggi Maria Novella De Luca su Repubblica@Scuola.

L’impatto che ha la tecnologia su questa generazione è un tema interessante quanto tedioso, se affrontato con i soliti dilemmi manichei che riguardano l’uso della Rete. Il problema vero non è tanto quello di come e quando inserire l’e-book a scuola, né quello dell’impatto che può avere questo sull’apprendimento degli studenti: Internet è uno strumento, punto.

Resterà in piedi la scuola?

E’ questa la vera domanda che dobbiamo farci. Perché se non regge l’istruzione pubblica, gli studenti - con o senza Internet - non sapremo più che fine faranno. 

Epidemia

Posted on Marzo 19th, 2009 in Megafono, Rassegna stampa | 1 Comment »

Benedetto XVI dice: “L’Aids non si vince con preservativi”. Hum, interessante, molto coscienzioso, - penso - l’etica e la morale con cui gonfia il petto il Vaticano va a farsi benedire: Fausto Della Porta scrive sul Manifesto del 18 marzo che dal 1980 in qua l’HIV “ha ucciso in Africa almeno 25 milioni di persone”, più di quattro Shoah messe assieme. 

Rewind. 

Guardo la foto ANSA che ritrae il Pontefice che saluta prima di prendere il volo per il Camerun, metà dello scatto è occupato dal logo dell’Alitalia. Pensiero sotto-corteccia: il Papa viaggia con la compagnia di bandiera che è tutt’altro che morta, l’economia va a gonfie vele, va in Africa a parlare ai bambini poveri, quelli col ventre gonfio, mangiati vivi dagli insetti. Ci va di corsa, vola con Alitalia. Va tutto bene.

Play.

Omissione di soccorso. In Italia si consuma il dramma di leggi che vorrebbero fare diventare gli immigrati e i loro bambini invisibili. Si lanciano appelli nel vuoto, sottoscritti anche da associazioni cattoliche. La nebbia in testa si fa sempre più fitta.

Fast Forward.

1980-2009. Quasi trent’anni. 25 milioni di vittime. 2010-2040, altri trenta: chissà se l’epidemia che attacca il pensiero,la parola e l’azione dei potenti della Terra li avrà finiti di divorare? O forse dobbiamo aspettare che i milioni di morti - pensate a queste tre parole, rigiratevele fra le labbra: Milioni di Morti - diventino 50?

Stop?

Watchmen: una visione del mondo

Posted on Marzo 6th, 2009 in Emersioni, Sguardi | 5 Comments »

“Osservazione.

La visione multischermo ha una sua probabile origine nella tecnica del cut-up di Burroughs che suggeriva di rimescolare parole e immagini in modo da sfuggire all’analisi razionale e permettere l’infiltrazione di sprazzi sublininali di futuro…

Un mondo esotico e incombente, su cui si getta uno sguardo obliquo.

Nelle animazioni computerizzate anche i cereali per la colazione sono pregni di una futuribilità allucinogena; i canali musicali convogliano tracce informative che eludono ogni presentazione lineare e implicano scelte personali illimitate… Stabiliti questi punti di riferimento, si può discernere una visione del mondo che emerge fra il rumore bianco dei media”.

Alan Moore via Ardian Veidt, Watchmen.

* * *

Emersione, dopo tre giorni intento a respirare l’aria della graphic novel di Moore & Gibbons.  Non l’avevo ancora letto; il volume dei Watchmen sonnecchiava sul mio comodino da mesi. Ho colto al volo l’occasione dell’uscita del film nelle sale. Che dire? Capolavoro. Di quelli che non incontri spesso durante il tuo percorso di lettore. Complesso, controverso, politicamente scorretto. Narrativamente eccezionale, fusione quasi perfetta di registri e stili differenti. Fumetto o letteratura? Che importa se il risultato è questo?

Le mie aspettative riguardo al film di Zack Snayder sono pari a zero. Per rendere un’opera così complessa non basta un film solo. Mi aspetto - almeno questo - una buona resa visiva e, soprattutto, che rimanga inalterato o almeno percepibile il senso rivoluzionario dell’opera di Moore & Gibbons.

Vada come vada, spero in ogni caso che, con l’occasione dell’uscita del film, a qualcuno venga voglia di prendere in mano la graphic novel.

Ne riparleremo dopo la visione.

Il futuro è dietro le spalle

Posted on Febbraio 25th, 2009 in Megafono | 2 Comments »

Ritorno al nucleare, amici miei.

E’ percezione comune che il futuro corra verso nuove tecnologie, giusto? Sbagliato. - direbbe Alan. D. Altieri. Il nostro futuro non guarda avanti, ma ha gli occhi infilati nelle spalle. Puntare su fonti di energia rinnovabili? E perché?! No, grazie. Vendere il nucleare come una fonte pulita equivale a considerarci come un branco di quasi 60 milioni di raffinati gourmet coprofagi.

Le parole del nostro ministro dello Sviluppo Economico sono un ammirevole esercizio della “nuova” (leggi vecchia come il cucco) retorica politica: “La percezione è cambiata. La “guerra del gas” tra Russia e Ucraina, che il mese scorso ha rischiato di lasciare al freddo tutta Europa, e l’urgenza di ridurre l’inquinamento per combattere i cambiamenti climatici ci obbligano a diversificare le fonti di energia ricorrendo anche al nucleare. Il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere è composto dal 50% di fonti fossili (gas, petrolio e carbone pulito), 25% di fonti rinnovabili e 25% di nucleare”.

Due magnifiche frasi articolate con perizia. Se qualcuno riuscisse a infilare uno scanner nel cervello di un soggetto medio e se questo scanner neuro-semantico traducesse impulsi elettrici in parole e concetti sottocorticali, verrebbe fuori un’associazione o un flusso di coscienza simile:

guerra paura oh mamma mia ti immagini senza riscandalementi in questi giorni di freddo siberiano l’inquinamento hai visto che sono riusciti a fare a Napoli sono bravi loro ma come fare? è giusto diversificare diversificare sì oh mamma papà grazie comincio a essere più tranquillo sì numeri netti percentuali la prospettiva è chiara adesso pure a me ottimale ottimale ottimale uh rinnovabile nucleare

Chiodo scaccia chiodo: lavare una paura diffusa e giustificata (ma lontana dalla percezione reale) con una più vicina all’esperienza quotidiana. Esempio: di cosa avete più paura ogni volta che vi chiudete la porta di casa alle spalle: di un disatro nucleare a lungo termine (scorie stoccate sotto un velo di terra) o di prendere l’influenza col freddo boia che vi sta aspettando fuori?