Sulla lingua del tempo presente

Posted on Febbraio 17th, 2011 in Drowned Words, Megafono | No Comments »

«Siamo immersi in una lingua che ci sovrasta, elaborata e diffusa nei circuiti della comunicazione, carica di sottintesi che ci avvolgono come in un intreccio di significati che sembrano indipendenti da noi, perché li accogliamo come ovvi, non contestabili, e dotati di una propria persuasività che non ha bisogno di essere dimostrata ogni volta».

Il punto di partenza di Gustavo Zagrebelsky è un saggio sulla lingua al tempo del Nazismo - LTI, La lingua del Terzo Reich. Taccuino di un filologo - in cui filologo Viktor Klemperer tratta della capacità della lingua di convogliare, uniformare e controllare l’opinione delle masse. Zagrebelsky, giudice della corte costituzionale, docente all’università di Torino e collaboratore del quotidiano la Repubblica, non indica nessun Goebbels nostrano (forse una squadra? NdA) e nessun ministero della propaganda, ma individua in questo breve scritto tra il pamphlet e la linguistica una serie di esempi che rendono chiaro il processo d’invasione linguistica di Silvio Berlusconi, da sempre alfiere della politica intesa come fabula per l’elettorato.

In Sulla lingua del tempo presente vengono prese in esame parole come “scendere” , “doni”, “amore” e “assolutamente” la cui revisione di significato, assieme alla ripetizione ossessiva e bipartisan, ha contribuito a gettarci nel cortocircuito politico, d’opinione e d’azione in cui ci troviamo.

Un’analisi semplice e diretta, che meriterebbe maggiore diffusione e fruibilità, sicuramente osteggiata dagli 8 € del prezzo di copertina, francamente un prezzo “al chilo” decisamente alto per i pochi ma gustosi grammi di parole contenuti nel volumetto.

Comunione (e liberazione?)

Posted on Gennaio 20th, 2011 in Megafono, Rassegna stampa | 2 Comments »

Da Repubblica.it

Appunto…