Archive for the ‘Sguardi’ Category

No - I giorni dell’arcobaleno

Posted on Maggio 16th, 2013 in Sguardi | No Comments »

Sarà banale e anche superficiale dirlo, ma il Cile del 1988 raccontato dal film Pablo Larraín, non è troppo lontano da noi. Certo, quella di Pinochet era una dittatura vera, col suo triste corollario di morti, dispersi, oppressione e controllo. Ma quella gente, così sospesa tra luminose promesse di benessere e disilluso pessimismo, assomiglia un po’ al popolo europeo in questi anni di crisi economica. Perché - sempre coi dovuti distinguo - anche questa finanza iperbolica e perniciosa ha le caratteristiche di una dittatura, coi suoi morti, la paura e la disperazione. Solo, non ha faccia. Non ha un solo volto o personalità cui attribuire le responsabilità della tragedia.

Oblivion

Posted on Maggio 7th, 2013 in Sguardi | No Comments »

Ovvero, la festa della mediocrità. Mediocre il soggetto, la regia, il montaggio, la colonna sonora. Ma la sceneggiatura, tutto sommato, regge. Senza infamia e senza lode, si dice. Un buon film per la tv. Il cinema è un’altra cosa. Anche i blockbuster sono altro. Potrebbe essere un buon “Bignami” della fantascienza dai 70’s a oggi ma, a ben pensarci, non è neanche questo. Pretese e risultati non collimano. E poteva andare peggio.

Looper Vs Django

Posted on Marzo 4th, 2013 in Sguardi | 1 Comment »

Ho trovato la pellicola di Rian Johnson più onesta del Django tarantiniano. L’onestà non la misuro né sulla tecnica cinematografica né sulla scrittura - altrimenti non ci sarebbe partita - ma sulla capacità di interrogare e divertire lo spettatore allo stesso tempo. Certo bisogna concedere alla banda di Joseph Gordon-Levitt una dose extra di sospensione dell’incredulità per digerire cliché e qualche buco narrativo che a Quentin Tarantino non si perdonerebbe mai, ma il risultato finale è molto più appagante. Quello che riconosco a Looper è la volontà di raccontare una storia nonostante i propri limiti, siano essi di budget o di capacità in fase di sceneggiatura. Vedere certi film di Tarantino (assieme all’ultimo ci metterei Kill Bill) può voler dire confrontarsi con una specie di Peter Pan postmoderno della celluloide, che si diverte in maniera maniacale col suo giocattolo preferito.

A dangerous method

Posted on Ottobre 17th, 2011 in From Other Sites, Sguardi | No Comments »

A dangerous method rientra nel nuovo corso cinematografico di David Cronenberg, quello intrapreso da Spider in poi: canonico, essenziale nella sceneggiatura e nelle scelte registiche. È ormai chiaro che il cineasta canadese si è allontanato dagli sperimentalismi che l’hanno reso celebre e che ha portato avanti fino a eXistenZ. Rimpiangere quel Cronenberg non ha senso, anche perché l’oggetto della sua indagine non è cambiato e resta — senza ombra di dubbio — l’uomo, inteso come unità “inseparabile” di corpo e mente.

[Continua su TM].

Contagion

Posted on Settembre 15th, 2011 in Drowned Words, From Other Sites, Sguardi | 2 Comments »

Steven Soderbergh ci prova col thriller. E gli riesce a metà.

Raccontare un’epidemia che fa milioni di morti poteva essere, a livello registico, una bella serie di buchi nell’aqua che il cineasta statunitense evita montando (in tutti i sensi) l’angoscia con dissolvenze e dettagli hitchcockiani, inquadrature fisse e voci fuori campo. Gli riesce anche l’immersione nella realtà quotidiana di un tema così abusato, aiutato abbondantemente dalla cronaca globale che da qualche anno in qua gronda paranoia per le masse.

Contagion non riesce però ad andare oltre il bel compitino. [La recensione completa su TM]

Terraferma

Posted on Settembre 14th, 2011 in Drowned Words, From Other Sites, Sguardi | 2 Comments »

Ancora acqua per Emanuele Crialese: da Respiro, passando per Nuovomondo fino all’ultimo Terraferma, la molecola costitutiva della vita sul pianeta è la stessa della poetica del regista di origine siciliana. Ma non è solo questo a rendere il suo cinema vivo. Ci sono una regia semplice — mai vittima dell’inquadratura e al servizio della narrazione — la scrittura e il lavoro sugli attori.

In Terraferma Crialese torna a parlare d’immigrazione, formando col precedente Nuovomondo un prezioso dittico sul tema. [Continua su Thriller Magazine]

Il gioiellino

Posted on Marzo 10th, 2011 in Drowned Words, Sguardi | No Comments »

Ispirato alla vicenda del carc Parmalat come sintomo dell’attuale crisi globale, Il gioiellino è, in tutto e per tutto, un disaster movie; tra tutte le apocalissi, racconta quella più plausibile: l’olocausto finanziario. All’uscita dalla sala, si ha la sensazione che finiremo peggio dei dinosauri, che non si sono certo estinti per mano di lobby di brontosauri o t-rex oligarchi. Noi sì che siamo una specie intelligente. Chiodo scaccia chiodo. Dog eat dog. Copri il debito col debito. Furbi. Bravi. Applausi. Sipario.

Dopo La ragazza del lago, torna Andrea Molaioli, avvalendosi ancora una volta del talento di Toni Servillo. Il suo personaggio, il ragioniere Ernesto Botta, pare cugino di Titta Di Girolamo. Va bene lo stesso. Non sminuisce affatto il valore di questo film, semmai, aumenta quello della pellicola di Sorrentino. Ottima prova di Remo Girone nei panni di patron Rastelli, boss della Leda (produttrice di latte, derivati, succhi di frutta, merendine e valori), che non sfigura di certo accanto al più strombazzato Toni.

Il gioiellino prova a trasformare in parabola popolare la tragedia finanziaria che stiamo vivendo. Un film necessario. Spero che abbia la giusta diffusione tra il pubblico, se ancora c’è.

The fighter

Posted on Marzo 7th, 2011 in Drowned Words, Sguardi | No Comments »

Credevate l’american dream morto e sepolto? Magari spazzato via dalla crisi economica, ridimensionato? Macché. Il sogno pare vivo e vegeto e The fighter, pellicola diretta da David O. Russell, è sugli schermi a dimostrarlo.

Il film - che s’è ciappato due statuette Oscar (miglior attore e migliore attrice non protagonista a Christian Bale e Melissa Leo) - racconta la storia di Mickey Ward (Mark Wahlberg) e Dicky Eklund (C. Bale) e delle loro ascese e discese dalla provincia fino ai ring migliori del mondo, tra insicurezze, crack, lavoro sodo e microcriminalità.

Forte di un ottimo montaggio di drammaticità e conflitti annaffiati di rock’n'roll, The fighter costringe gli occhi e le viscere a restare attaccate allo schermo, riuscendo anche a calpestare il sensato dubbio preconcetto di trovarsi davanti l’ennesimo Rocky (anche se ambientazione ed estrazione sociale del protagonista sono gli stessi).

Ma quando poi ci si accorge che è della provincia che parla - e alla provincia dell’Impero che si rivolge - ecco che si smette subito di ragionare come un rettile. La sottile idea del “anche tu che sguazzi nella merda hai la tua possibilità” blocca la digestione del film. Non dico che viene da rimettere, ma la digestione rallenta e il giudizio rimane sospeso.

Il futuro non è scritto - Joe Strummer

Posted on Febbraio 27th, 2011 in Drowned Words, Grammofono, Sguardi | No Comments »

Il film-documentario di Julien Temple è una buona prova; un ritratto steso con i colori giusti. Solo avrei fatto a meno di BonoJohnny DeepFlea che mi raccontano quanto sono stati importanti i The Clash

Ode a Joe Strummer, principe e suddito poeta delle frequenze neurali. In vita, un grumo di contraddizioni. E una guida per milioni di persone. Un Cristo elettrico: “Nella vita, devi essere capace di prenderti quello che vuoi, perché nessuno te lo regalerà mai”. Chissà cos’avrebbe pensato di quello che sta succedendo sull’altra sponda del Grande Lago.

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Cos it’s a one more time in the ghetto
One more time if you please
One more time for the dying man
One more time to be free