In coincidenza col trentennale del terremoto in Irpinia, per Thriller Magazine ho intervistato Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii, autori de La notte dell’Aquila, libro sul sisma del 9 aprile 2009. Le due tragedie sono lontane nel tempo quanto vicine nella sconclusionata amministrazione della ricostruzione. Con un brivido d’inquietudine, non oso immaginare cosa avrebbe potuto combinare una classe politica come quella attuale nel 1980…
Dario è appena tornato in “Gustosa”, l’azienda di yogurt che l’ha cresciuto come manager e dai cui, anni prima, è fuggito. Ritrova vecchi nemici, nuovi amici e la sua città natale. Il ritorno del protagonista tra le mura e le scrivanie familiari si complica per una serie di omicidi che stroncano le vite di alcuni suoi nemici storici in azienda. Dario verrà risucchiato dal turbinare di sangue — nel doppio ruolo di indagatore e indagato — assieme al commissario Vittone, uno sbirro che contro le aziende cova un personalissimo risentimento.
Giallo canonico, questo di Marco Lombardi, che più tradizionale non si può: l’autore — 46 anni, ex direttore del personale di un’azienda, ora giornalista, critico cinematografico, scrittore e gastronomo — gioca a nascondino col lettore, crea doppi posizionando specchi, prepara colpi di scena. I nuovi amici è un romanzo scritto con una certa grazia e leggerezza, godibile, a cui si possono perdonare sviste di struttura e di scenario tipiche di un non addetto al mistero full time.
[La conclusione su TM]
“Sempre neve sporca, tutta quella neve che pare marcita, con tracce nere e incrostazioni di detriti. La polvere bianca che ogni tanto si stacca dalla crosta celeste, a mucchietti, come il calcinaccio da un soffitto, non ce la fa a coprire quel sudiciume”.
Frank Friedmaier è un campione del nichilismo a bassissime temperature. Glaciale e sporco come la neve che dà il titolo al romanzo, è l’anima nera che costringe Georges Simenon a cedere il passo, a perdere il controllo, quasi forzando la prosa geometrica dello scrittore di Liegi ad abbandonarsi al flusso di coscienza. La neve era sporca è il romanzo di de-formazione di Frank, un viaggio claustrofobico che parte dalle strade di una città occupata e continua nell’umore nero che scorre nelle sue vene, fino al salto nel vuoto del finale.
* * *
Il resto della recensione è su Thriller Magazine.
In coda, vi ricordo il bellissimo articolo di John Banville apparso sul Corriere.
Il lato “pop” della letteratura dell’inquietudine. Strani ospiti su Thriller Magazine.
“La Francia, Mademoiselle, è quel Paese dove ci sono migliaia di formaggi diversi e milioni di teste di cazzo tutte uguali“, dice l’edicolante Papelard a Linda Bastiglia, giornalista in trasferta catartica a Parigi. Monsieur dimentica di dire però che oltralpe ci sono anche un sacco di casini, grossi almeno come una quarantina di arrondissement. Ed è proprio in un paio di questa specie — very very big troubles — che si caccia la signorina Bastiglia in Chi dà il nome agli uragani: un serial killer che semina panico nella metrò di Paris gettando la gente sotto i treni e una nuova occupazione della Sorbona. Dopo il Grande Maggio, il Terribile Novembre.
Il resto della recensione del secondo romanzo di Laura Campiglio è su Thriller Magazine.
… ce lo dice Derek Raymond, poeta dell’hard boiled.
Border Radio è una web radio che “raccoglie musica, immagini, video e testi rilasciati con licenze libere, che permettono cioè all’utente di scaricare e contribuire alla diffusione dell’arte creativa e non vincolata dalle assurde restrizioni del copyright”.
Codesti ragazzuoli hanno messo su una bella iniziativa: Turin Share Alike Contest. In pratica, si tratta di mettere in libera condivisione racconti per farne dei cortometraggi e unire le abilità di scrittori, musicisti e registi. Davvero una bella iniziativa.
Ho partecipato con Le mosche nel latte, una racconto a cui sono molto affezionato, tanto da aver provato a tirarci fuori un romanzo. Alla fine il racconto ha avuto la meglio, mantenendo una sua struttura e un suo perché, mentre il tentativo di “espansione narrativa” è naufragato mestamente, senza tempesta, ma andando alla deriva sulle onde della terza revisione. Le mosche sono rimaste sul bordo del bicchiere, chiuse nel cassetto. Questa di Border Radio m’è sembrata la giusta occasione per farle tornare allo scoperto.
Delos 123 è online. Dentro c’è una succosa inchiesta sulla SF scritta in Italia, con opinioni in presa diretta dagli addetti ai lavori scrittorii e una lunga intervista a Salvatore Proietti. C’è anche un mio racconto (Grazie, Carmine!), I want you (dead), dedicato nel titolo ai The Tunas, una band di Bologna che strombazza rock di qualità a tutto andare. L’ambientazione è quella di È la guerra (il racconto presente sulla terza antologia connettivista), giusto qualche anno più in avanti: guerra civile e Italia spaccata in due, condannata alla compresenza dei tempi sopra e sotto una nuova Linea Gotica. Sprawl e New Dark Age. E poi Resistenza organizzata, speranze buttate nel cesso e un killer aumentato, maniaco dei bei culetti e del rock d’annata. Un ringraziamento particolare va al Boa Magnus, che mi ha aiutato a mondare il testo da cazzate di cui mi sarei pentito un secondo dopo la pubblicazione.
Buona lettura e buon ascolto.