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	<title>Drowned Word</title>
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	<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:30:06 +0000</pubDate>
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		<title>No - I giorni dell&#8217;arcobaleno</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 15:30:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sguardi]]></category>

		<category><![CDATA[Gael García Bernal]]></category>

		<category><![CDATA[No - I giorni dell'arcobaleno]]></category>

		<category><![CDATA[Pablo Larraín]]></category>

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		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sarà banale e anche superficiale dirlo, ma il Cile del 1988 raccontato dal film Pablo Larraín, non è troppo lontano da noi. Certo, quella di Pinochet era una dittatura vera, col suo triste corollario di morti, dispersi, oppressione e controllo. Ma quella gente, così sospesa tra luminose promesse di benessere e disilluso pessimismo, assomiglia un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" style="vertical-align: top;" src="http://ffazzari.files.wordpress.com/2013/05/pinochet.jpg?w=450" alt="" /></p>
<p>Sarà banale e anche superficiale dirlo, ma il Cile del 1988 raccontato dal film <span><strong>Pablo Larraín</strong>, non è troppo lontano da noi. Certo, quella di Pinochet era una dittatura <em>vera</em>, col suo triste corollario di morti, dispersi, oppressione e controllo. Ma quella gente, così sospesa tra luminose promesse di benessere e disilluso pessimismo, assomiglia un po&#8217; al popolo europeo in questi anni di crisi economica. Perché - sempre coi dovuti distinguo - anche questa finanza iperbolica e perniciosa ha le caratteristiche di una dittatura, coi suoi morti, la paura e la disperazione. Solo, non ha faccia. Non ha un solo volto o personalità cui attribuire le responsabilità della tragedia.</span></p>
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		<title>Oblivion</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 11:18:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sguardi]]></category>

		<category><![CDATA[Joseph Kosinski]]></category>

		<category><![CDATA[microrecensione]]></category>

		<category><![CDATA[Oblivion]]></category>

		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero, la festa della mediocrità. Mediocre il soggetto, la regia, il montaggio, la colonna sonora. Ma la sceneggiatura, tutto sommato, regge. Senza infamia e senza lode, si dice. Un buon film per la tv. Il cinema è un&#8217;altra cosa. Anche i blockbuster sono altro. Potrebbe essere un buon &#8220;Bignami&#8221; della fantascienza dai 70&#8217;s a oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvero, la festa della mediocrità. Mediocre il soggetto, la regia, il montaggio, la colonna sonora. Ma la sceneggiatura, tutto sommato, regge. Senza infamia e senza lode, si dice. Un buon film per la tv. Il cinema è un&#8217;altra cosa. Anche i <em>blockbuster</em> sono altro. Potrebbe essere un buon &#8220;Bignami&#8221; della fantascienza dai 70&#8217;s a oggi ma, a ben pensarci, non è neanche questo. Pretese e risultati non collimano. E poteva andare peggio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>1Q84</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 07:57:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Drowned Words]]></category>

		<category><![CDATA[1Q84]]></category>

		<category><![CDATA[Morte a Venezia]]></category>

		<category><![CDATA[Murakami Haruki]]></category>

		<category><![CDATA[Thomas Mann]]></category>

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		<description><![CDATA[«La vita non è altro che il risultato naturale di un&#8217;assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi».
Sul romanzo fiume di Murakami Haruki sono state scritte un&#8217;infinità di recensioni e opinioni, spesso con polarità opposte. Data la varietà di temi – sociale, romantico, psicologico, fantastico, metaletterario – e lo stile al contempo puntuale e velato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignright" style="float: right;" src="http://ffazzari.files.wordpress.com/2012/06/copertina_1q84_libro_3.jpg?w=450&amp;h=722" alt="" width="250" height="400" />«La vita non è altro che il risultato naturale di un&#8217;assurda, e talvolta persino triviale, concatenazione di eventi».</em></p>
<p>Sul romanzo fiume di <strong>Murakami Haruki</strong> sono state scritte un&#8217;infinità di recensioni e opinioni, spesso con polarità opposte. Data la varietà di temi – sociale, romantico, psicologico, fantastico, metaletterario – e lo stile al contempo puntuale e velato, era quasi inevitabile. <em>1Q84</em> potrebbe apparire come il classico romanzo che si fa Dio e divide i lettori tra fedeli adoratori piegati sulle ginocchia e iconoclasti armati di mazza, pronti a distruggere la statua della Divinità. Peccato, perché volendo insistere sulla metafora spirituale e filosofica, si può affermare che Murakami ha scritto il romanzo agnostico per eccellenza: pieno zeppo di dubbi e sfumature. Un inno alla sospensione del giudizio.</p>
<p>Molti hanno individuato il nodo centrale nella storia d&#8217;amore tra i due protagonisti Tengo e Aomame ma, a ben vedere, il tema che attraversa tutto il romanzo è la ricerca. Dell&#8217;amore, certo, ma anche spirituale, psicologica, politica, letteraria. La ricerca <em>non assoluta</em>, ma costante, di nuovi punti vista sulla realtà. E la ricerca cos&#8217;è, se non il moto proprio del dubbio? Ed ecco spiegata la Q del titolo: <em>question mark</em>, il punto interrogativo.</p>
<p>Anche e soprattutto per <em>1Q84</em>, vale l&#8217;assunto di Aschenbach/Mann: <em>«Gli uomini non sanno perché conferiscono gloria a un&#8217;opera d&#8217;arte. Tutt&#8217;altro che intenditori, credono di scoprirvi mille pregi per giustificare tanto consenso; ma il motivo del loro plauso è qualcosa di imponderabile: la simpatia»</em>. Simpatia che può essere intesa come la maniera meno obiettiva per esprimere un giudizio, oppure come <em>affinità</em> che, nel caso di Murakami e del suo (e nostro) tempo, è totale.</p>
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		<title>Beata ignoranza</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 07:18:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[analfabetismo]]></category>

		<category><![CDATA[Illetterati d'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco spiegato il mistero di certi atteggiamenti di voto e di un certo ottundimento generalizzato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco spiegato il mistero di certi atteggiamenti di voto e di un certo <a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2013/03/29/illetterati-ditalia/" target="_blank">ottundimento</a> generalizzato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Looper Vs Django</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 07:43:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Django]]></category>

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		<category><![CDATA[Quentin Tarantino]]></category>

		<category><![CDATA[Rian Johnson]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho trovato la pellicola di Rian Johnson più onesta del Django tarantiniano. L&#8217;onestà non la misuro né sulla tecnica cinematografica né sulla scrittura - altrimenti non ci sarebbe partita - ma sulla capacità di interrogare e divertire lo spettatore allo stesso tempo. Certo bisogna concedere alla banda di Joseph Gordon-Levitt una dose extra di sospensione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft alignnone" style="float: left;" src="http://ffazzari.files.wordpress.com/2013/03/locandina_looper.jpg?w=450" alt="" width="191" height="287" />Ho trovato la pellicola di <strong>Rian Johnson</strong> più onesta del <em>Django</em> tarantiniano. L&#8217;onestà non la misuro né sulla tecnica cinematografica né sulla scrittura - altrimenti non ci sarebbe partita - ma sulla capacità di interrogare e divertire lo spettatore allo stesso tempo. Certo bisogna concedere alla banda di <strong>Joseph Gordon-Levitt</strong> una dose extra di sospensione dell&#8217;incredulità per digerire cliché e qualche buco narrativo che a <strong>Quentin Tarantino</strong> non si perdonerebbe mai, ma il risultato finale è molto più appagante. Quello che riconosco a <em>Looper</em> è la volontà di raccontare una storia nonostante i propri limiti, siano essi di budget o di capacità in fase di sceneggiatura. Vedere certi film di Tarantino (assieme all&#8217;ultimo ci metterei <em>Kill Bill</em>) può voler dire confrontarsi con una specie di Peter Pan postmoderno della celluloide, che si diverte in maniera maniacale col suo giocattolo preferito.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I sommersi e i salvati</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 10:20:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A scanso di fatalismi vari, il titolo di Levi ancora un volta calza a pennello. La segnalazione è del dott. Moska, che ringrazio.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A scanso di fatalismi vari, il titolo di Levi ancora un volta calza a pennello. La <a href="http://www.ilquotidianodellacalabria.it/news/opinioni/710420/Sibari-diventa-vergogna-della-Calabria-.html" target="_blank">segnalazione</a> è del dott. Moska, che ringrazio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fantascienza in campagna (elettorale)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 15:10:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul Corriere della Sera di oggi, in un articolo di Dino Martirano, leggo le dichiarazioni di Casini e Vendola su una loro possibile collaborazione in chiave governativa: «Pensare a un governo con un ministro come me e uno di fianco come Vendola mi sembra proprio un film di fantascienza» dice il primo, con la sottoscrizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <em>Corriere della Sera</em> di oggi, in un articolo di <strong>Dino Martirano</strong>, leggo le dichiarazioni di <strong>Casini</strong> e <strong>Vendola</strong> su una loro possibile collaborazione in chiave governativa: <em>«Pensare a un governo con un ministro come me e uno di fianco come Vendola mi sembra proprio un film di fantascienza»</em> dice il primo, con la sottoscrizione dell&#8217;altro: <em>«L&#8217;alleanza con il centro è fantascienza»</em>. E un brivido mi assale, ben sapendo che - al contrario di quel che intendono i due politici - la fantascienza lavora sull&#8217;immaginario del futuro possibile, e non improbabile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lunghe distanze</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2012 09:28:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Connettivismo]]></category>

		<category><![CDATA[Francesco Verso]]></category>

		<category><![CDATA[Giovanni Agnoloni]]></category>

		<category><![CDATA[Lukha B. Kremo]]></category>

		<category><![CDATA[romanzo connettivista]]></category>

		<category><![CDATA[Sandro Battisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il connettivisti allungano le distanze&#8230; narrative. Da tempo a loro agio sulle distanze brevi - tre antologie di racconti e una silloge poetica - gli autori del movimento hanno definitivamente familiarizzato con la forma romanzo. Senza citare quanto prodotto in passato, basta registrare l&#8217;esplosione avvenuta proprio in questi giorni: riappare per eAvatar e-Doll di Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il connettivisti allungano le distanze&#8230; narrative. Da tempo a loro agio sulle distanze brevi - tre antologie di racconti e una silloge poetica - gli autori del movimento hanno definitivamente familiarizzato con la forma romanzo. Senza citare quanto prodotto in passato, basta registrare l&#8217;esplosione avvenuta proprio in questi giorni: riappare per eAvatar <a href="http://www.amazon.it/Doll-fabbricante-sorrisi-Mondadori-ebook/dp/B009AHSO02/ref=cm_cr_pr_sims_t" target="_blank"><em>e-Doll</em></a> di <strong>Francesco Verso</strong> e, per la stessa casa editrice, viene pubblicato <a href="http://www.amazon.it/Trans-Human-Express-eAvatar-ebook/dp/B009UDTXEC/ref=cm_cr_pr_product_top" target="_blank"><em>Trans-Human Express</em></a> di <strong>Lukha B. Kremo</strong> ed escono rispettivamente per Galaad e CiEsse Edizioni <a href="http://giovanniag.wordpress.com/2012/10/15/in-prossima-uscita-il-mio-romanzo-sentieri-di-notte/" target="_blank"><em>Sentieri di notte</em></a> di <strong>Giovanni Agnoloni</strong> e <a href="http://www.ciessedizioni.it/olonomico/" target="_blank"><em>Olonomico</em></a> di <strong>Sandro Battisti</strong>. E altro è pronto sulla rampa di lancio. <a href="http://www.fantascienza.com/blog/stranoattrattore/2012/11/02/ancora-sul-connettivismo-una-postilla/" target="_blank">Il movimento è vivo</a> e si evolve, entra in una fase matura. Keep on writing!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La fuga del signor Monde</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2012 14:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>BHS</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Classici]]></category>

		<category><![CDATA[Simenon]]></category>

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		<description><![CDATA[«Era un individuo che per molto tempo aveva portato in sé la propria condizione di uomo senza esserne consapevole, come gli altri si portano addosso senza saperlo una malattia. Era stato un uomo tra gli uomini e si era dato da fare come loro, sgomitando, a volte con accaimento, del tutto ignaro di dove stesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Era un individuo che per molto tempo aveva portato in sé la propria condizione di uomo senza esserne consapevole, come gli altri si portano addosso senza saperlo una malattia. Era stato un uomo tra gli uomini e si era dato da fare come loro, sgomitando, a volte con accaimento, del tutto ignaro di dove stesse andando».</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Georges Simenon</strong>, <em>La fuga del signor Monde</em>, Adelphi<br />
Traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio</p>
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		<title>Invisible Dead</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Aug 2012 09:20:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[  
Un racconto ispirato a una immagine del grafico-illustratore Salvatore Oranges. Chi mi conosce, non farà fatica a indovinare chi è il Vecchio occhialuto al centro della storia. Buona lettura!


Un magnete fissa sul frigorifero di casa Lamellara un disegno del piccolo Salvatore. Ha un titolo: Le mie vacanze.
* * *
«E questo lei me lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><!--[if gte mso 9]><xml> <o:DocumentProperties> <o:Template>Normal.dotm</o:Template> <o:Revision>0</o:Revision> <o:TotalTime>0</o:TotalTime> <o:Pages>1</o:Pages> <o:Words>516</o:Words> <o:Characters>2945</o:Characters> <o:Company>ser</o:Company> <o:Lines>24</o:Lines> <o:Paragraphs>5</o:Paragraphs> <o:CharactersWithSpaces>3616</o:CharactersWithSpaces> <o:Version>12.0</o:Version> </o:DocumentProperties> <o:OfficeDocumentSettings> <o:AllowPNG /> </o:OfficeDocumentSettings> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:TrackMoves>false</w:TrackMoves> <w:TrackFormatting /> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:DrawingGridHorizontalSpacing>18 pt</w:DrawingGridHorizontalSpacing> <w:DrawingGridVerticalSpacing>18 pt</w:DrawingGridVerticalSpacing> <w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery>0</w:DisplayHorizontalDrawingGridEvery> <w:DisplayVerticalDrawingGridEvery>0</w:DisplayVerticalDrawingGridEvery> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:DontGrowAutofit /> <w:DontAutofitConstrainedTables /> <w:DontVertAlignInTxbx /> </w:Compatibility> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="276"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--> <!--[if gte mso 10]></p>
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<p class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"><em>Un racconto ispirato a una immagine del grafico-illustratore <a href="http://www.behance.net/gallery/Daily-life-in-a-dream/3647023" target="_blank">Salvatore Oranges</a>. Chi mi conosce, non farà fatica a indovinare chi è il Vecchio occhialuto al centro della storia. Buona lettura!</em></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://behance.vo.llnwd.net/profiles10/445731/projects/3647023/36b71d25d1fec75353fcec8af517b6c4.jpg " alt="" width="500" height="600" /></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: center;">
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"><span>Un magnete fissa sul frigorifero di casa Lamellara un disegno del piccolo Salvatore. Ha un titolo: <span>Le mie vacanze</span>.</span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: center;"><span>* * *</span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"><span>«E questo lei me lo chiama magnifico panorama vista mare?». Marco accompagna la domanda chiudendo l’arco che ha tracciato in aria con la mano, verso la finestra della cucina.<br />
</span>Il bambino urla: «Il mare! Dov’è il mare, papà?»<br />
Il Vecchio ha la risposta in canna ma non la spara.<br />
«Visto? Neanche la fantasia di un bambino riesce a tirarlo fuori ‘sto mare», lo incalza Nadia, che si tiene il pancione sventolandosi con un Cronaca Vera piegato in due.<br />
Il Vecchio non bada molto alle rimostranze dei coniugi Lamellara e si rivolge al bambino: «Come vi chiamate, guagliò?»<br />
«Che ha detto, papà?», il bambino, nato a Settimo Torinese, non ha dimestichezza con l’idioma locale.<br />
«Ti sta chiedendo il nome. Diglielo tu».<br />
«Salvatore».<br />
«Oh, Salvuzzo! Sali sul tavolo, dai». La voce del Vecchio ha il colore del miele.<br />
«Ma che sta facendo?» protesta Nadia. Marco le fa cenno di restare tranquilla: vuole vedere dove l’uomo vuole arrivare: «Fai, Salvo, fai quello che ti dice il signore».<br />
Il Cronaca Vera smette di fare da ventaglio e diventa un antistress fra le mani nervose di una donna incinta. Marco incrocia le braccia.<br />
Intanto Salvo ha scalato il suo piccolo Everest e scruta l’orizzonte con la mano del Vecchio sulla spalla.<br />
«Allora, guagliò, che vedi?»<br />
«Muri, grandi e brutti. E colonne».<br />
«Va bene. Hai visto il cavalcavia e i pilastri che lo tengono per aria. Facciamo così: dimmi i colori che vedi».<br />
«Grigi, anzi tanti grigi. E nero. E poi blu. Il blu del cielo».<br />
«E bravo Salvuzzo!». La mano nodosa del Vecchio affonda nei capelli del bambino, Nadia strappa senza accorgersene la prima pagina del rotocalco, Marco scioglie le braccia e fa un passo in avanti. «Bravo, guagliò! Ma quello non è il cielo, è il mare. Eccolo qua: vista mare!».<br />
Una folata di vento entra nella stanza, spezzando l’apnea dei coniugi Lamellara.<br />
«Lei ci prende in giro», sbotta Nadia, «ne ho abbastanza. Marco, leviamo le tende».<br />
Pochi secondi dopo il Vecchio è alla porta e ascolta il borbottare della famigliola amplificato dall’eco della tromba delle scale.<br />
«Marco, maledetto tu, la Calabria e la tua vacanza del ritorno alle origini. In che posto di merda ci hai portato?»<br />
«Dai, che qui ci sono chilometri e chilometri di costa: un posto bello lo troviamo».<br />
Il vecchio chiude la porta e si guarda allo specchio sul mobile dell’entrata. Strizza gli occhi rimpiccioliti dietro la lente sorretta da una grossa montatura in osso. Poi, con un gesto che sa di abitudine consolidata nel tempo – quel tempo che, passando, è capace di radere al suolo intere montagne – leva gli occhiali e si avvicina allo specchio. Si liscia la barba e conta le macchie che il sole gli ha depositato sulla stempiatura. Alla fine emette un grosso sospiro e se ne torna in cucina.<br />
Chiudendo la finestra, si sofferma sul cavalcavia, “pizzicando” le colonne come corde di una gigantesca e orribile chitarra dei ricordi.<br />
Pensa a Giacomo Delli Santi, impiegato all’ufficio urbanistico del comune, che quel cazzo di cavalcavia proprio non lo voleva. Deturpa il paesaggio, diceva. Già da un pezzo non può più dire niente, Giacomino, nei secoli dei secoli.<br />
Amen.<br />
Grandissimo cornuto, pensa il Vecchio, ci hai fatto il malocchio a st’albergo, ci hai fatto.</p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: left;"><span> </span>* * *</p>
<p class="MsoBodyText2" style="text-align: left;">Un mese dopo, un disegno di Salvuzzo è appeso al frigorifero di casa. Ha un titolo:<em> <span>Le mie vacanze</span>.</em><br />
C’è il grigio del cavalcavia e dei pilastri, il blu del cielo e del mare.<br />
E il rosso di un sangue che, invisibile, continua a scorrere.</p>
<p style="text-align: left;"><!--EndFragment--></p>
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