Archive for Luglio, 2011

L’uomo che cadde sulla terra

Posted on Luglio 20th, 2011 in Classici, Fantascienza | 4 Comments »

Nella scena che segue l’individuo davanti lo schermo televisivo è Newton, L’uomo che cadde sulla terra da un altro pianeta e finì nelle pagine del libro di Walter Tevis.

Dall’edizione Oscar fantascienza, 1990. Traduzione di Ginetta Pignolo. Il romanzo si può facilmente reperire nell’edizione Minimum Fax del 2006, collana Minimum Classics, sempre tradotto dalla Pignolo.

* * *

[...] Poi toccò un pulsante dell’apparecchio televisivo. Forse trasmettevano un western…

Il grande quadro dell’airone sulla parete opposta cominciò a svanire. Scomparso del tutto, fu sostituito dalla testa di un bell’uomo con l’espressione studiatamente grave che uomini politici, guaritori e predicatori imparano ad assumere. Le labbra si muovevano senza emettere suoni, mentre gli occhi erano fissi in avanti.

Newton alzò il volume. La testa acuistò voce. – … alla guida del mondo libero, dobbiamo prepararci alla lotta da uomini, e affrontare le sfide, le speranze e i timori del mondo. Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti, qualsiasi cosa dicano i nostri detrattori, non sono diventati una potenza di second’ordine. Dobbiamo ricordare che la libertà avrà il sopravvento, dobbiamo…

Improvvisamente Newton capì che l’uomo che parlava con l’eloquenza di chi non ha speranze era il presidente degli Stati Uniti. Premette un pulsante, e apparve una camera da letto con un uomo e una donna in pigiama che si scambiavano fiacche battute sul sesso. Premette ancora il pulsante sperando in un western, un genere che gli piaceva. Ma sullo schermo apparve un documentario propagandistico, finanziato dal governo, sulle risorse e le virtù degli americani. Si vedevano immagini di bianche chiese del New England, uomini al lavoro ( in un gruppo c’era un nero sorridente) e alberi di acero da sciroppo. Recentemente quel tipo di filmati erano sempre più frequenti e, come tante riviste popolari, sempre più sciovinisti, sempre più impegnati nella fantastica menzogna che l’America era, nonostante tutto, una nazione fitta di piccole cittadine timorate da Dio, di efficienti metropoli, di sani lavoratori, di medici umanitari, di massaie miti, di milionari filantropici, ed era soprattutto un paese che aveva la meglio su tutte le contestazioni.

Mio Dio – esclamò a voce alta – che razza di spaventosi edonisti e autolesionisti. Bugiardi! Ipocriti! Stupidi!

Premette ancora il pulsante, e sullo schermo apparve l’interno di una sala da ballo, con musichetta di sottofondo. Lasciò acceso e si mise a osservare il movimento dei corpi sulla pista da ballo, uomini e donne vestiti come pavoni che si stringevano muovendosi abbracciati al suono della musica.

E io cosa sono, pensò, se non uno spaventoso edonista autolesionista? [...]

Seminerio pop

Posted on Luglio 14th, 2011 in From Other Sites | No Comments »

[Una lettura del romanzo Il volo di Fifina di Domenico Seminerio]

Tra Borges e Pirandello, ci fanno sapere dalla casa editrice. Personalmente, vedo questo romanzo sotto una luce più pop e mainstream: quasi scritto da un Andrea Vitali trapiantato nella Trinacria centrale. [Il resto su Thriller Magazine]