Archive for Novembre, 2010

Idea regalo

Posted on Novembre 27th, 2010 in Gallery | 2 Comments »

Sono fermamente contrario ai regali natalizi. Ricerche asfissianti, liste interminabili e cazzatine in quantità. Qualche anno fa in famiglia abbiamo raggiunto una pax e firmato un decreto legge con azione immediata: niente più regali, solo ai bambini, giusto per traumatizzarli troppo. Da allora viviamo in tranquillità e osserviamo con gusto la disperazione che serpeggia tra la gente nei giorni precedenti al “big twenty five”.

Ma se proprio c’è qualcuno tra di voi che non è uscito dal tunnel, ecco l’idea regalo che il mondo vi invidierà: i case per iPad e iPhone di Franco Brambilla! Gustosissimi. Il mio preferito, manco a dirlo, è questo qua accanto, con un scenario da mondo sommerso ballardiano.

Ci sono pure i calendari, sempre a tema “brambill-urania”. Anche se in questo settore la vedo dura per Franco…

Out now, on zazzle.com!

Quando la terra trema

Posted on Novembre 26th, 2010 in From Other Sites | No Comments »

In coincidenza col trentennale del terremoto in Irpinia, per Thriller Magazine ho intervistato Romolo Di Francesco e Maria Grazia Tiberii, autori de La notte dell’Aquila, libro sul sisma del 9 aprile 2009. Le due tragedie sono lontane nel tempo quanto vicine nella sconclusionata amministrazione della ricostruzione. Con un brivido d’inquietudine, non oso immaginare cosa avrebbe potuto combinare una classe politica come quella attuale nel 1980…

Maledetto spam

Posted on Novembre 25th, 2010 in Megafono | 8 Comments »

Nella nevrosi da massaia di rete, tentando di far fronte allo spam che da qualche mese in qua mi sta triturando i cosiddetti, ho cancellato dei commenti che spam non erano. Mi scuso con chiunque sia andato a finire nella pattumiera assieme al resto della spazzatura… Magari per risolvere l’emergenza potrei sentire Bertolaso, dato che adesso è più libero da impegni.

Mammuth

Posted on Novembre 10th, 2010 in Drowned Words, Sguardi | No Comments »

Gerard Depardieu on the road a bordo della sua mastodontica Mammuth, in un continuum temporale che unisce l’agghiacciante presente della vita di un subproletario in pensione e gli anni ‘70 sgranati dai ricordi e dalla pellicola (super8 e 16 d’antan). Tra Ciprì e Maresco e Dennis Hopper, il film del tandem di registi d’oltralpe Benoît Delépine e Gustave de Kervern parla di lavoro, senilità, nuovo proletariato (senza prole, a dire il vero), non luoghi, catastrofi mentali e fughe surreali. Tutt’altro che una commedia. Psichedelia ad alte temperature: tanto calda nei passaggi “sentimentali” (il punto debole: un po’ facili, soprattutto nel finale) quanto glaciale nei ritratti iperrealistici del grande supermarket che è diventata la nostra mente (il punto di forza del film).  Una pellicola che avrebbe potuto girare un Aki Kaurismäki - regista finlandese cantore della solitudine e della meccanizzazione del lavoro - debitamente fornito di cartine e del resto del nècessaire.