Archive for Maggio, 2010

Vaitor

Posted on Maggio 27th, 2010 in Emersioni | No Comments »

Si chiama Florian - ha un blog- e una storia quantomeno stupefacente.

I confini meridionali d’Europa

Posted on Maggio 24th, 2010 in Bassitalia, Sguardi | 3 Comments »

Prima di tutto, grazie al commendatore Moskatomika per aver segnalato questo video.

Scrivono i ragazzi che l’hanno relizzato (e a cui vanno i miei più sinceri complimenti): Statale 106 - Cronaca di un surf trip ai confini meridionali d’Europa è un documentario che ripercorre le tappe di un surf trip alla ricerca di onde lungo la costa jonica della Calabria. Partendo dallo storico spot di Bova Marina, Emiliano Cataldi, Valentina D’Azzeo e Leonardo Santini iniziano l’esplorazione dei beach break ed i reef disseminati lungo la costa. Nella prima parte, le immagini delle onde si alternano a quelle della quotidianità della regione, nella seconda parte irrompe la triste cronaca del dramma dei migranti del Mediterraneo. La voce narrante di Emiliano Cataldi è accompagnata dalla musica popolare dello storico gruppo dei Mattanza”.

L’occhio della telecamera fotografa una frontiera malinconica, in alcuni casi bella da fare male agli occhi, ma anche tragica. La voce dei naufraghi colpisce in profondità: ci si rende conto che quella del CPT è solo una tappa della loro terribile odissea. Impossibile rimanere indifferenti.

STATALE 106 - Cronaca di un surf trip ai confini meridionali d’Europa. from BDR on Vimeo.

La verità della porta accanto

Posted on Maggio 21st, 2010 in Appunti, Emersioni | No Comments »

Quando si dice “fare filotto”. Capita di rado, ma quando accade è una soddisfazione. L’ultima volta mi era successo con la celluloide (doppia proiezione nel W-Day: Watchman/Wrestler), ora con i libri. La verità di Robert Reed e La ragazza della porta accanto di Jack Ketchum. Due romanzi magnificamente inquietanti. In attesa di dire la mia in maniera più dettagliata, vi segnalo che di recente ne hanno scritto Danilo Arona su Carmilla e Giovanni De Matteo su Fantascienza.com.

Nell’immagine, il grande guru di tutti gli scribacchini inquieti: Mr Jack Torrance.

Come vivono i morti

Posted on Maggio 20th, 2010 in Drowned Words, From Other Sites, Scriptorium | No Comments »

… ce lo dice Derek Raymond, poeta dell’hard boiled.

Dio è morto

Posted on Maggio 18th, 2010 in Grammofono | No Comments »

Questo è il titolo della mail con la quale l’amico Scarda mi ha segnalato la morte di Ronnie James. Personalmente l’ho amato di  più per quello che ha fatto con i Rainbow che con i Black Sabbath, ma tant’è, la sua voce era in qualche maniera unica.

However, long live Ronnie, long live rock’n'roll

At the end of a dream
If you know where I mean
When the mist just starts to clear

In a similar way
At the end of today
I could feel the sound of writing on the wall
It cries for you
It’s the least that you can do

Like a spiral on the wind
I can hear it screamin’ in my mind
Long live rock and roll
Long live rock ‘n’ roll
Long live rock and roll

L’uomo che verrà

Posted on Maggio 17th, 2010 in Drowned Words, Sguardi | 1 Comment »

Il 29 settembre 1944 le truppe della Wehrmacht guidate dal maggiore Walter Reder produssero uno dei più terribili massacri della Seconda Guerra: rastrellarono gran parte del territorio attorno a Monte Sole sull’Appennino bolognese, lasciandosi alle spalle più di 1800 vittime. Quegli avvenimenti sono passati alla storia come Strage di Marzabotto.

L’uomo che verrà, film diretto da Giorgio Diritti, racconta quei giorni dal punto di vista della gente dell’Appennino, contadini, persone umili per lo più, schiacciate dagli ingranaggi di una guerra che non volevano e di cui non comprendevano la ragione.

La regia di Diritti descrive quella tragedia con delicatezza morale, raccontando le vicissitudini di Martina - una bimba che dopo la morte di un fratellino ha deciso di smettere di parlare - e della sua famiglia di contadini. L’uomo che verrà è il nuovo fratellino di Martina, che nascerà proprio a ridosso della Strage e che la sorella cercherà in tutti i modi di strappare alla furia nazifascista.

Il mondo contadino è descritto con perizia quasi antropologica: usi, costumi, mentalità di quella gente cancellata dalla Storia non fanno che confermare che l’Italia rurale era una e una sola, da nord a sud. In questo senso, la Strage di Marzabotto appartiene al Paese intero, al di là di ogni ideologia e di ogni processo storico.

Quell’Italia - unita di fatto dai calli sulle mani delle persone, dalle loro speranze, dalla comune sete di sopravvivenza - non esiste più. L’uomo che verrà - il fratello di Martina - adesso avrebbe più di sessant’anni: chissà cosa ci racconterebbe sul futuro che ci attende.

The memory remains

Posted on Maggio 9th, 2010 in Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Cinisi, corso Umberto, 183.