Archive for Aprile, 2010

Le mosche nel latte su Border Radio

Posted on Aprile 30th, 2010 in From Other Sites, Racconti, Scriptorium | No Comments »

Border Radio è una web radio che “raccoglie musica, immagini, video e testi rilasciati con licenze libere, che permettono cioè all’utente di scaricare e contribuire alla diffusione dell’arte creativa e non vincolata dalle assurde restrizioni del copyright”.

Codesti ragazzuoli hanno messo su una bella iniziativa: Turin Share Alike Contest. In pratica, si tratta di mettere in libera condivisione racconti per farne dei cortometraggi e unire le abilità di scrittori, musicisti e registi. Davvero una bella iniziativa.

Ho partecipato con Le mosche nel latte, una racconto a cui sono molto affezionato, tanto da aver provato a tirarci fuori un romanzo. Alla fine il racconto ha avuto la meglio, mantenendo una sua struttura e un suo perché, mentre il tentativo di “espansione narrativa” è naufragato mestamente, senza tempesta, ma andando alla deriva sulle onde della terza revisione. Le mosche sono rimaste sul bordo del bicchiere, chiuse nel cassetto. Questa di Border Radio m’è sembrata la giusta occasione per farle tornare allo scoperto.

Fronte letterario: Saviano e la resistenza culturale

Posted on Aprile 23rd, 2010 in Rassegna stampa | 2 Comments »

Le dichiarazioni del Presidentissimo dei giorni scorsi hanno rinnovato una nausea ormai cronicizzata. L’elemento indigesto non è neanche nuovo al mio stomaco cranico: un attacco a Roberto Saviano, additato per l’ennesima volta come cattivo promotore del Belpaese. Lo scrittore partenopeo ha reagito, riflettendo pubblicamente sulla possibilità di lasciare Mondadori.

C’è un articolo dei Wu Ming su l’Unità che inquadra bene la situazione: deve restare con Mondadori. E combattere. Firmo e sottoscrivo.

La motivazione è semplice: “ tutti quelli che combattono «il sistema» lo fanno dall’interno, dato che l’esterno non c’è. Il potere non è fuori da noi, è un reticolo di relazioni che ci avvolge, un processo a cui prendiamo parte”.

Arroccarsi in un fortino non è mai stata la soluzione. La potenza di fuoco del “nemico” - e il nemico non è una persona sola: è quella radicata idea che l’opinione pubblica sia già neutralizzata, quella amara sensazione di impotenza - ci seppellirebbe.

Lepre Kamikaze

Posted on Aprile 14th, 2010 in Rassegna stampa | 2 Comments »

Attentato a Linate. Una lepre ha cercato di deviare il regolare decollo del volo Milano-Roma. L’attentatrice ha perso la vita. L’aeromobile ospitava una delegazione di esponenti Pdl e della Lega. La lepre, a quanto pare, sarebbe giunta sulla pista da Pozzuoli, suo luogo d’origine. Già partite le indagini che smantellerebbero una fitta rete di animali comunisti e sovversivi. Il Vaticano accusa le bestia:  ”Atto motivato dall’omosessualità latente”. Bugs Bunny in commissariato a Milano come roditore informato dei fatti.

I want you (dead)

Posted on Aprile 12th, 2010 in From Other Sites, Racconti, Scriptorium | 4 Comments »

Delos 123 è online. Dentro c’è una succosa inchiesta sulla SF scritta in Italia, con opinioni in presa diretta dagli addetti ai lavori scrittorii e una lunga intervista a Salvatore Proietti. C’è anche un mio racconto (Grazie, Carmine!), I want you (dead), dedicato nel titolo ai The Tunas, una band di Bologna che strombazza rock di qualità a tutto andare. L’ambientazione è quella di È la guerra (il racconto presente sulla terza antologia connettivista), giusto qualche anno più in avanti: guerra civile e Italia spaccata in due, condannata alla compresenza dei tempi sopra e sotto una nuova Linea Gotica. Sprawl e New Dark Age. E poi Resistenza organizzata, speranze buttate nel cesso e un killer aumentato, maniaco dei bei culetti e del rock d’annata. Un ringraziamento particolare va al Boa Magnus, che mi ha aiutato a mondare il testo da cazzate di cui mi sarei pentito un secondo dopo la pubblicazione.

Buona lettura e buon ascolto.

Paura e delirio in via Saffi

Posted on Aprile 10th, 2010 in Appunti, Emersioni | 2 Comments »

Rapporto. Via Saffi, Bologna, ore 11:30 AM. Nella vetrina di un’edicola campeggiano, uno accanto all’altro, una copia di The Dome di Stephen King e della Bibbia. Hanno lo stessa imponenza. Paura. Sgomento. Terrore. Serie di dubbi sugli autori di best seller e long seller, ghost writer e god writer. Passo e chiudo.

Verbale di questura sul primo interrogatorio del guastafeste

Posted on Aprile 9th, 2010 in Appunti, Emersioni, Scriptorium | 2 Comments »

“Il coltello dice di averlo comprato presso un venditore di ferrivecchi a Piazza Francese. Odio tutti i Re. Non appartengo ad alcuna setta. Cuoco. Da maggio venuto in Napoli, proveniente da Salerno ove rimasto dodici anni, e propriamente nel 1866. Il 16 maggio 1870 fu arrestato in Salerno per principi di Repubblica Universale - tre mesi stette in carcere a Salerno, ebbe la libertà provvisoria e fu amnistiato con l’indulto in occasione dell’entrata del governo a Roma. Da due giorni ha fatto proposito di uccidere il Re, perché si fa tanto spendere in pompe, mentre soffre l’artigianato nella miseria. Non aveva mezzi per comprare un revolver, altrimenti avrebbe pensato a munirsi di tale arma. Non avendo mezzi per comprare il coltello ha venduto una giacca”.

Aldo De Jaco, Gli anarchici, Cronaca inedita dell’Unità d’Italia, Editori Riuniti, pag. 542

* * *

Il volumone di De Jaco era troppo invitante per lasciarlo solo solo tra i reminder. Così, organizzata apposita spedizione col capitano Van Matthews, ce ne siamo appropriati, attirati dalla ghiottissima parte riguardante Giovanni Passannante, l’anarchico lucano che già da un po’ era entrato a gamba tesa nel nostro immaginario scribesco.

Questo stralcio è parecchio succoso, soprattutto se ci si diverte con traslitterazioni di pompe e ci si intristisce con sovrapposizioni d’artigianato e miseria dei tempi che furono e che sono.

Legittimo scoglionamento

Posted on Aprile 8th, 2010 in Rassegna stampa | No Comments »

La politica italiana sta perdendo ogni contatto con la realtà.

Ho la Costituzione sul comodino e la sana intenzione di leggerla tutta. Dicono che è una bella storia e un grande lavoro d’ingegno, tanto che tutto il mondo ce la invidia. A questo punto, considerata la situazione storica, sposterò il luogo di lettura e consultazione.

Destinazione: cesso.

La notte che ho lasciato Alex

Posted on Aprile 8th, 2010 in Drowned Words, From Other Sites | 3 Comments »

Se avete bisogno di essere consolati, di una botta di vita, d’allegria o spensieratezza state lontani da questo libro. Se invece sentite il bisogno di “un blues da piangere”, la parabola discendente di Chess suonata da Hugues Pagan è quello che fa per voi.