Hard Boiled
Posted on Dicembre 10th, 2009 in Connettivismo, Drowned Words, Fantascienza, Sguardi |
Hard Boiled è, fino a questo momento, la cosa più violenta che abbia letto. Un’ultraviolenza talmente spinta che si ha la netta impressione che le tavole del duo Frank Miller & Geof Darrow la suggeriscano soltanto, raffigurando solo il 10% del totale che impatta contro la corteccia visiva.
Questo fumetto è un esempio magnifico di crossover postmoderno (forse proto-connettivismo?) in cui si fondono cyberpunk, horror e hardboiled, appunto. Abbiamo multinazionali pervasive, cyborg impazziti, una città sommersa dal kipple, visioni di smembramenti, spine dorsali, materia grigia e budella, impermeabili, cravatte e pistole. Rapporto uomo/macchina, società degradata, popolo cannibale, identità sgretolate e un po’ di psichedelia. Non chiedo di più.
Come al solito però, le famigerate idee destroidi di Miller, richiamate da qualche svasticuccia infrattata qua e là e da spaventose accelerazioni di iper-americanismo, potrebbero fare leggere tutto come una rottura nostalgica, morale e bigotta dell’american dream. Niente di più facile, credetemi. Per la serie: “guardate com’eravamo, my friend, e in quale merda potremmo finire se non conserviamo a dovere il nostro establishment“.
Ma questa è solo una chiave di lettura. Personalmente, me lo sono goduto come un grande crossover di cui sopra, cercando di mondarmi il più possibile dalla morale bigotta che si annida sull’altra riva del fiume.







8 Responses
Io l’ho letto +o- a 15 anni ovvero ++ di 15 anni fa’, sic! Me lo ricordo come un epifania visiva. Il “destroso” di Miller a parer mio non è così esplicito nella sua opera, perlomeno non è schematico e fascista. Io credo che le tematiche che affronta, la violenza ecc. siano più ragioni estetiche legate al medium che politiche in senso destroso, ricordo che Miller è autore anche di Give Me Liberty, dove riprende la figura della prima First Lady, Martha Washington, e la trasfigura nella figura di una ragazza di colore che si oppone ad un regime fascistoide.
http://en.wikipedia.org/wiki/Martha_Washington
http://en.wikipedia.org/wiki/Martha_Washington_(comics)
http://en.wikipedia.org/wiki/Give_Me_Liberty
allora caro Mark, tu mi linki give me liberty? forse l’opera più neofacista che io conosca? al confronto 300 sembra un wargame strategico da tavolo infarcito di citazioi ad effetto…certo quando ti rimangono solo quelle di una opera d’arte allora vuol dire che non aveva di meglio da dire
per Hard Boiled…purtroppo lo ha scritto Miller, penso sia una delle poche pecche, quindi dobbiamo aspettarci quello che il sommo creatore del blog ha enunciato ma se lo mondi allora OMNIA MUNDA MUNDIS!
No!
Give Me Liberty fascista? Ma su quale pianeta?
Stavo per consigliarlo a BHS, ma ora come si fa?
Io mi ero innamorato di Martha Washington, e chi ne parla male merita una gita dal Chirurgo. alè!
mah, guarda Scarda, è tutta roba che non leggo da 18 anni, ma non me la ricorda fascista, poi potra essere opinabile nelle scelte ideologiche ma sinceramente non me la ricordo abbastanza bene. Il fumetto d’azione, supereroistico o pseudo tale pecca certo di spirito viriloide di matrice militare e quindi si può far ricondurre al fascismo, ma è tirato per la giacchetta, perché anche i rivoluzionari sparavano e alcuni son diventati fascisti ma questa è un altra storia, l’ideale resta.
il mio indirizzo di posta è scardamaster@hotmail.it speditemi la vostra mail e vi farò capire come è perchè è fascista da una voce più “autorevole” in campo della mia
Hard Boiled è un gran lavoro; Give me liberty mi aveva impressionato meno all’epoca ma non la considererei fascistoide. La deriva destrorsa di Miller è arrivata molto tempo dopo. Ricordo che Wu Ming (non ricordo quale della banda, forse 4) su Carmilla ha spiegato che le pulsioni destrorse di Miller vengono da lontano allacciandosi proprio a Give me liberty, ma non sono d’accordo. A posteriori è facile trovare radici di qualunque cosa.
proprio di wu ming è la voce “autorevole” ma aposteriori non è facile trovare spiegazioni di tutto, è solo facile dimostrare come la strada intrapresa dall’inizio portasse a questo.
il fumetto d’azione supereoistico come i film o tutta la prodruzione sono machi per definizione eppure io adoro Die Hard e Bruce willis (la cui interpretazione migliore io annovero nell’esercito delle 12 scimmie)
Nei comics si picchia sempre il cattivo, ma nei migliori non se ne fa l’apologia, si dimostra come il cattivo sia una “persona che dista una giornata dalla normalità” (1)
il problema è che l’artista di per se comunica sempre qualcosa e “non può rimenere indifferente nei confronti del mondo che lo circonda, come nel caso della guerra” (2) ne può dire che non sa cosa vuole comunicare con le sue opere, mezzo di interfaccia con la società, affermando che “scrive con le viscere” (3) altrimenti una madre potrebbe dire che non deve educare un figlio perchè lo ha fatto con le viscere poi quel che è della sua vita è affar suo
(1) Alan Moore, “The killing joke” consigliato vivamente
(2) Picassocommentanto Guernica
(3) Frank Miller, intervista a Will Eisner