Archive for Giugno, 2009

Stop alla ‘ndrangheta. Ricordando Giuseppe Valarioti

Posted on Giugno 10th, 2009 in Bassitalia, Emersioni, Megafono, Rassegna stampa | No Comments »

Nella notte tra il 9 e il 10 giugno 1980, veniva ucciso Giuseppe Valarioti, un giovane professore di lettere impegnatosi contro la ‘ndrangheta. Ancora oggi, a quasi trent’anni di distanza, il suo omicidio non ha colpevoli. Danilo Chirico e Alessio Magro lo ricordano sul Quotidiano della Calabria

L’articolo è parte del lavoro che i due autori svolgono per daSud Onlus con stopndrangheta.it, bellissimo sito/archivio in cui si scava nella memoria del Mezzogiorno per fare emergere le storie i protagonisti dimenticati della lotta per la legalità. 

Un’iniziativa davvero pregevole. Soprattutto di questi tempi, in cui la memoria storica nazionale soffre di ripetute amnesie e collassi spaventosi, non posso fare a meno di consigliarne la consultazione a tutti mantenendo il link fisso su questo blog; e per rinfrescarvi le idee, non mancherò in futuro di segnalarvi aggiornamenti e novità da uno dei pochi siti che ultimamente ho trovato di una certa utilità.

The Dark Tower, part I & II: inner frontier

Posted on Giugno 9th, 2009 in Connettivismo, Emersioni, Fantascienza, Megafono | 2 Comments »

Ci sono dei libri che dovrebbero essere letti a prescindere. Non sempre, però, se ne ha l’occasione: nella migliore delle ipotesi finiscono in fondo alla libreria, nella peggiore, nel cassetto dei buoni propositi mai realizzati. Altre volte - per fortuna - capita l’occasione che ti apre le porte alla lettura.

E’ quello che mi è successo con La torre nera di Stephen King.

L’occasione è stata la pubblicazione dell’adattamento a fumetti della Marvel, opera di Peter David e Jae Lee. Bellissimo, davvero, impressionante. Ma non potrei mai andare avanti nella lettura delle tavole senza aver letto tutte le avventure di Roland di Gilead. Così ho preso in blocco tutti e sette i volumi della serie e mi sono immerso nella lettura. 

Ho sempre trascurato quest’autore, leggiucchiandolo qua e là, vuoi per cretineria adolescenziale (avete presente quando vedi tutto in bianco e nero: merda e oro, e quello che vende di solito rientra nella prima categoria), vuoi per pigrizia. Anche se, se non ricordo male, il primo contatto con la fantascienza è stato proprio grazie a King, con The Running Man, distopia orwelliana scritta sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Poi a distanza di anni lessi Colorado Kid e On Writing. Dei più acclamati romanzi del Re (tipo IT e Shining) non ne ho letto neanche uno, smozzicando gli adattamenti cinematogrefici o per la TV. 

Con i primi due volumi della Torre Nera, posso tranquillamente affermare che mi sono definitivamente ricreduto su King. Ed è stata una conversione sul campo. L’ultimo cavaliere è una puntata un po’ incerta, scritta da un ancor giovane King, ma getta basi solide per il prosieguo della narrazione. Con La chiamata dei tre invece è già palese la caratura dell’opera: un vero e proprio atto d’amore verso i “generi” di letteratura (un tempo)popolare: western, fantascienza, horror, noir e, perché no, anche rosa. Davvero, all’appello non ne manca nemmeno uno . 

Parafrasando Ballard, per The Dark Tower potremmo parlare di Inner frontier, la frontiera interna: ovvero, dove finisce il sogno epico, romantico e mitico che da Omero discende fino all’alba del ‘900 scorso e iniziano i canti di paranoia e alienazione dell’uomo moderno. C’è tutto l’incanto e il sense of wonder dei racconti orali e del fantastico più tradizionale, mischiato all’introspezione da romanzo psicologico e al pastiche postmoderno. Ben oltre la frontiera intesa come scenografia del mito: una vera e propria frontiera letteraria.

E il bello è che è tutto molto spontaneo. Non c’è niente di cervellotico, puro intrattenimento. Già, perché questa è sempre stata la vocazione di fondo della letteratura di genere. Se smettessimo di spararci enormi pipponi sulla morte di questo o quel filone, su complotti editoriali, sette, congreghe, logge e compagnia bella, forse ci renderemo conto che non c’è da tirar fuori nessun valore aggiunto o relativo per legittimare questo tipo di letteratura: c’è un valore assoluto che emerge da solo nelle opere degne di nota, ed è una specie di miracolo dei bassifondi: dalla massa di spazzatura (o presunta tale) nascono alberi carichi di frutti. 

La striscia rossa

Posted on Giugno 8th, 2009 in Emersioni, Rassegna stampa | 2 Comments »

E’ una consuetudine del sito web de l’Unità, pubblicare ogni giorno una citazione. Oggi, 8 giugno c’è una dichiarazione di Josè Saramago:

Fino a quando, o Berlusconi, abuserai della nostra pazienza? Sorprende che nessuna voce italiana abbia ripreso le parole di Cicerone contro Catilina… Che ci si provi, può darsi che dia risultati e che l’Italia torni a sorprenderci.

Caro Josè, guardando i (parziali) risultati elettorali, l’Italia non ci ha sorpreso per niente. L’Europa sì…

Un oscuro avanzare

Posted on Giugno 7th, 2009 in Bassitalia, Rassegna stampa | No Comments »

Il kipple avanza lentamente - senza clamori - ma procede, sempre. Inesorabile.

Spoonman

Posted on Giugno 6th, 2009 in Emersioni, Grammofono, Megafono | No Comments »

Quando vi sentirete chiamati in causa, quando sarete sotto pressione, quando vi verrà posta una domanda imbarazzante, usate la terza persona. E’ comoda, sicura, chiara e vi toglie dai guai. 

Questo è l’unico dato di fatto che riesco a estrapolare dopo avereLo ascoltato. 

Noi non siamo persone, amici miei. Siamo simulacri di cittadini.

* * *

Stasera ho rivoltato casa per trovare la tessera elettorale. E’ stato un po’ come tirare fuori una vecchia arma spuntata. Ha un timbro solo, è quasi intonsa perché sono pochi anni che sto a Bologna, eppure mi sembra così vecchia. Lottando contro ogni disgusto, domani finirò per usarla ancora una volta. Dicono che è il mezzo decisivo per fare sentire la propria voce nel Paese. Sarà…

Mi sento come  in una prigione colma di merda, armato solo di un cucchiaino: qualcuno forse lo affilerebbe e si taglierebbe le vene, io provo a spalare, per l’ennesima volta. 

All my friends are skeletons
They beat the rhythm with their bones,
Spoonman
Soundgarden
- Superunknown 

Compattatori

Posted on Giugno 4th, 2009 in Bassitalia, Emersioni, Megafono, Rassegna stampa | 2 Comments »

E’ come se stessimo vivendo un sereno bad trip giornaliero, un allegro sonno diurno che ci porterà - in tutti i sensi - alle urne. Mentre nel nostro Paese divampa la più grande campagna elettoral-mediatica mai vista (con tanto di complotti, intrighi e colpi di scena), menzogna e verità si compattano in un mostro la cui creazione non sarebbe sopportata da nessuno scrittore di questo mondo. 

Ultime due in serie: scoppia il “bubbone Palermo” e il Premier viene accusato di abuso d’ufficio

Così ricominciano ad agitarsi in testa spettri fatti di lercia e fetida immondizia, strade invase da gente ridotta al lastrico che sgranocchia noccioline rancide di pattume, mentre politici-mendicanti tengono i loro sermoni su televisori spenti, all’ombra di una nuova divinità-totem: il Compattatore.

Il Compattatore ha il design sgraziato e sporco della nostra coscienza civile, amplifica voci e chiacchiere e seppellisce le urla disperate di persone con la vita spezzata. E’ un vero prodigio: ricompatta rifiuti solidi e bacini elettorali. 

Sotto la sua ombra, ogni oscenità del Presidente diventa l’urlo di battaglia del suo fedele codazzo di elettori che, compresi i più stanchi, tornerà a votare - più unito di prima - per difendere il loro Sacerdote dell’Immondizia. 

Berlusconi non è un demone, non è un sogno, né un incubo: è la realtà dei fatti. Una vita politica fatta di ribaltamenti di fronte e sottili strategie per governare le maree. Noi non siamo altro che gocce in questo mare, o almeno è quello che vogliono farci credere.