Archive for Febbraio, 2009

Addio, Philip

Posted on Febbraio 27th, 2009 in Fantascienza | No Comments »

Apprendo ora della scomparsa di Philip Jose Farmer, lo scorso 25 febbraio. Qui i necrologi di Silvio Sosio e Giovanni De Matteo. C’è poco da aggiungere, i grandi che ci hanno portato sulla frontiera se ne stanno andando.

Vita embrionale

Posted on Febbraio 27th, 2009 in Emersioni, Fantascienza | No Comments »

Andrea Pazienza, particolare da \Segnalo il fulminante e caustico Vita embrionale di Alessandra Daniele, pubblicato ieri su Carmilla. Ricorda un po’ Rosanna, un mio racconto apparso su Thriller Magazine nel 2006, per la violenza del testo e, in parte, il tema.

Ecco l’incipit:

- Perché mi avete fermato?
- Controlliamo il suo chip subcutaneo – rispose l’agente, puntandole il lettore alla schiena – lei risulta incinta.
La ragazza sgranò gli occhi, l’agente continuò in tono burocratico.
- Incinta da quattro ore e ventidue minuti – fece un cenno al collega, che scese dal furgoncino della Life Police. Afferrarono la ragazza per le braccia, lei si divincolò.
- Un momento, non potete!…
Il secondo agente la immobilizzò con una leggera scarica elettrica alla nuca, in corrispondenza dei centri motori del cervelletto. La ragazza si afflosciò sul marciapiede. Il primo agente le recitò con voce monotona la formula di rito.
- Da questo momento, per evitare che lei possa volontariamente o involontariamente nuocere al nascituro, lei è in custodia statale.

* * *

Il testo è brevissimo e affilato. A parte qualche ingenuità sulla forma e qualche stonatura (in my opinion, un racconto così, soprattutto se ha sfumature fantascientifiche, va scritto al presente: ne gode la resa narrativa), merita una lettura e più di qualche riflessione. E’ una deriva mentale, psicotica. L’estrema violazione del corpo femminile. Contro una certa propaganda che infesta i media in questi giorni.

Ponte sullo Stretto: contro ogni logica e buon senso

Posted on Febbraio 26th, 2009 in Bassitalia, Megafono | No Comments »

Lancio ANSA di ieri 25/02/2009, ore 16:57: Altero Matteoli dichiara che il progetto di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina può partire anche entro l’anno corrente, rassicurandoci che li obbligherà “a migliorare le infrastrutture ferroviarie, autostradali e anche i porti. E’ un opera gigantesca che porterà anche turismo”.

Perfetto, da oggi in poi cosidererò turismo anche le visite ai cimiteri. A questo punto, si potrebbe consacrare il 2 novembre a festa nazionale del turismo e magari creare nuovi posti di lavoro formando una nuova generazione di necrofori che ci guidino attraverso le meraviglie della tomba.

I morti non si dimenticano, mai.
Quante persone hanno perso la vita sulla A3 Salerno-Reggio Calabria? Abbiamo forse dimenticato anche gli ultimi due? Ed è passato solo un mese. Un Paese civile, di fronte alla crisi, all’emergenza e allo scnadalo rivede i suoi piani, corregge il tiro. E qui il sillogismo è facile.

Ma lasciamo da parte ogni pretesa civile o morale. Guardiamola dal punto di vista del vil denaro: siamo proprio sicuri, in mezzo a una crisi economica come quella che stiamo vivendo, di voler buttare nel cesso 6 miliardi costruendo un ponte di cui non si sente la necessità né l’urgenza? Un bestione traballante verso cui, a oggi, si farebbe fatica anche ad arrivarci viste le condizioni in cui versa l’A3? Oppure ecco l’idea: costruire un ponte Milano-Palermo! Pensateci: portare sulle spiagge di Mondello - via Malpensa - frotte intere di turisti: e via, chiù pilu pi tutti!

Tutto questo mentre negli Stati Uniti la parola d’ordine è austerità; dove addirittura è stato depositato uno studio che propone di abolire la pena di morte perché costa troppo.

 

Il futuro è dietro le spalle

Posted on Febbraio 25th, 2009 in Megafono | 2 Comments »

Ritorno al nucleare, amici miei.

E’ percezione comune che il futuro corra verso nuove tecnologie, giusto? Sbagliato. - direbbe Alan. D. Altieri. Il nostro futuro non guarda avanti, ma ha gli occhi infilati nelle spalle. Puntare su fonti di energia rinnovabili? E perché?! No, grazie. Vendere il nucleare come una fonte pulita equivale a considerarci come un branco di quasi 60 milioni di raffinati gourmet coprofagi.

Le parole del nostro ministro dello Sviluppo Economico sono un ammirevole esercizio della “nuova” (leggi vecchia come il cucco) retorica politica: “La percezione è cambiata. La “guerra del gas” tra Russia e Ucraina, che il mese scorso ha rischiato di lasciare al freddo tutta Europa, e l’urgenza di ridurre l’inquinamento per combattere i cambiamenti climatici ci obbligano a diversificare le fonti di energia ricorrendo anche al nucleare. Il mix ottimale di generazione verso il quale dobbiamo tendere è composto dal 50% di fonti fossili (gas, petrolio e carbone pulito), 25% di fonti rinnovabili e 25% di nucleare”.

Due magnifiche frasi articolate con perizia. Se qualcuno riuscisse a infilare uno scanner nel cervello di un soggetto medio e se questo scanner neuro-semantico traducesse impulsi elettrici in parole e concetti sottocorticali, verrebbe fuori un’associazione o un flusso di coscienza simile:

guerra paura oh mamma mia ti immagini senza riscandalementi in questi giorni di freddo siberiano l’inquinamento hai visto che sono riusciti a fare a Napoli sono bravi loro ma come fare? è giusto diversificare diversificare sì oh mamma papà grazie comincio a essere più tranquillo sì numeri netti percentuali la prospettiva è chiara adesso pure a me ottimale ottimale ottimale uh rinnovabile nucleare

Chiodo scaccia chiodo: lavare una paura diffusa e giustificata (ma lontana dalla percezione reale) con una più vicina all’esperienza quotidiana. Esempio: di cosa avete più paura ogni volta che vi chiudete la porta di casa alle spalle: di un disatro nucleare a lungo termine (scorie stoccate sotto un velo di terra) o di prendere l’influenza col freddo boia che vi sta aspettando fuori?
 

Piccolo, invisibile impero dell’illusione

Posted on Febbraio 24th, 2009 in Emersioni, Megafono | No Comments »

“Hai dimenticato l’Italia”. Lo guardò anche lei, con calma. Te ne sei dimenticato anche tu? si disse. Come tutti gli altri? Il piccolo impero nel Medio Oriente… Nuova Roma, la commedia musicale.

P.K. Dick, La svastica sul sole

Nuova Roma: non sarebbe male, dopo Milano 2 e Milano 3. In fondo, Quanlcuno è riuscito a costruirla cambiando l’architettura del nostro cervello, dalla corteccia fino agli strati profondi. Ci siamo dimenticati dell’Italia; è vero, eppure ci viviamo sopra (non dentro, ormai non più). Esiliati in confini catodici quotidiani, familiari. Una prigione senza sbarre, fatta di schermi, manipolazione, controllo. Abbiamo rinunciato anche solo a immaginare un’altra possibilità. Cose simili accadono in territori di mafia, dove la si acquisisce quasi come un dato cromosomico, espldono in silenzio solo ai confini del mondo.

Da inconsapevole stato cuscinetto nel mediterraneo stiamo scivolando verso l’estrema frontiera dell’illusione. Pronti a colare a picco col Capitano e tutta la nave, a sbracciarci su scialuppe illusorie, inesistenti. A ballare la musica di una commedia tragica.

Moloch beat

Posted on Febbraio 21st, 2009 in Emersioni | 4 Comments »

Moloch whose mind is pure machinery! Moloch whose blood is running money! Moloch whose fingers are ten armies! Moloch whose breast is a cannibal dynamo! Moloch whose ear is a smoking tomb! /
Moloch whose eyes are a thousand blind windows! Moloch whose skyscrapers stand in the long streets like endless Jehovahs! Moloch whose factories dream and croak in the fog! Moloch whose smokestacks and antennae crown the cities! /
Moloch whose love is endless oil and stone! Moloch whose soul is electricity and banks! Moloch whose poverty is the specter of genius! Moloch whose fate is a cloud of sexless hydrogen! Moloch whose name is the Mind!

Moloch la cui mente è pura macchina! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto è una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio è una tomba fumante! /
Molochi cui occhi sono mille finestre cieche! Moloch i cui grattacieli si ergono lungo le strade come infiniti Jehovah! Molch le cui fabbriche sognano e gracchiano nella nebbia! Moloch le cui ciminiere e antenne coronan la città! /
Moloch il cui amore è petrolio e pietra senza fine! Moloch la cui anima è elettricità e banche! Moloch la cui povertà è lo spettro del genio! Moloch il cui fato è una nube di asessuato idrogeno! Moloch il cui nome è Mente!

* * *

Allen Ginsberg, da Howl (Urlo), San Francisco 1955-1956, (trad. di Luca Fontana)

Prima di cominciare…

Posted on Febbraio 20th, 2009 in Megafono | 6 Comments »

… devo ringraziare tre persone che mi hanno aiutato a iniziare questa avventura: Giovanni De Matteo, per l’aiuto e l’incoraggiamento; Francesca Dattilo, per l’immagine della testata e tutto il resto (che non è poco); e S*, per l’ospitalità.

Vero, di solito i ringraziamenti si fanno alla fine. Ma la visuale che si ha da qui è spesso capovolta, la luce è diversa così come i suoni. Un grazie e un benvenuto anche a chi vorrà immergere l’occhio nelle drowned words, le parole sommerse.

Adesso ci vuole solo un po’ di tempo per organizzare la baracca, aprire le finestre per fare entrare quella che Jack London chiamava “polvere di mondo”.