Novembre 15th, 2009 — ebook, hardware, informatica, libri
Secondo lettore di ebook, dopo la fine traumatica del precedente, il cui video è rimasto vittima dell’uso incauto del sottoscritto.
Mi trovavo davanti alla scelta tra un Kindle e un altro lettore “neutro” dal punto di vista dei fornitori di contenuti. Il Kindle ha dalla sua la comoda possibilità di ricevere direttamente i contenuti senza bisogno di un computer che faccia da intermediario, ma è una piattaforma chiusa, quasi blindata, la qual cosa mi mette sempre un po’ di disagio. L’ultimo viaggio negli USA è stato decisivo: approfittando di un cambio assai favorevole, ho preso un Sony PRS-600 e, vista la fine del Cybook, ho preso anche la relativa custodia in pelle con lampada integrata, accessorio rivelatosi fondamentale.
Non sono un fan di Sony, ma l’onestà mi impone di riconoscere che il PRS-600 sia un oggetto di indubbia qualità.
Partiamo con l’unico difetto del lettore: lo schermo touch crea dei riflessi che possono risultare fastidiosi durante il primo periodo d’utilizzo, ma non sono così fastidiosi come quelli della carta patinata. Qualche ora d’uso permette di capire istintivamente come inclinare correttamente il lettore per evitare i riflessi.
I vantaggi sono notevoli. Innanzi tutto la velocità del software: nel negozio della catena Best Buy dove mi sono recato ho potuto confrontare questo lettore in parallelo con un PRS-300: la differenza di prestazioni sul medesimo file di testo è stata impressionante al punto da mettere nettamente in secondo piano il problema del riflesso sullo schermo. Se le performance del PRS-300, sono paragonabili a quelle del Cybook, il PRS-600 risponde molto più velocemente ai comandi.
Il software del lettore è intuitivo e semplice da utilizzare. La possibilità di effettuare una ricerca di un testo specifico attraverso una tastiera virtuale è molto utile. L’interfaccia touch è comoda in alcune specifiche situazioni ma non è pervasiva come quella di un iPhone. Il set di tasti fisici permette un controllo essenziale delle funzioni più comuni; secondo il mio modo di utilizzo, i pulsanti per sfogliare le pagine sono comodi solamente se si ruota il lettore di 90 gradi, ma il riconoscimento dei gesture per il cambio pagina mitiga questa limitazione.
La penna elettronica in dotazione permette di annotare o evidenziare il testo e avere in un menu apposito l’elenco delle parole evidenziate per poterle richiamare a piacimento. È anche disponibile un software di draw a mano libera ad oggetti: nulla di professionale, ma utile per schizzi ed appunti veloci.
Il software di gestione per PC in dotazione è intelligentemente registrato in una partizione dedicata della memoria del lettore, scelta che rende finalmente inutile l’inclusione di un CR-ROM nella confezione. Una volta installato, il programma verifica la disponibilità di un nuovo firmware del lettore. Questo era il mio caso: l’aggiornamento è avvenuto senza problemi in un paio di minuti. Non posso dire altro di questo software perché l’ho subito accantono to in favore di Calibre, di cui parlerò in un altro post.
L’esperienza di lettura è molto piacevole, specialmente, come nel mio caso, se viene ruotato il display di 90 gradi. Il cambio pagina è molto veloce; il software lascia anche un paio di righe della pagina precedente nella pagina successiva e le colora di grigio per agevolare la lettura a cavallo tra le pagine.
Con i file PDF, vera bestia nera per i reader di questo tipo, il dispositivo se la cava egregiamente e non mostra evidenti segni di affanno nel rendering delle pagine.
L’impressione complessiva è molto positiva; la visualizzazione non è così penalizzata dal touch screen come molti sostengono; i gesture per il cambio pagina sono molto utili.
Ottobre 11th, 2009 — ebook, informatica, libri
Kindle sta per sbarcare da questa parte dello stagno, Sony pare creda davvero nei lettori di ebook e Barnes and Noble ha annunciato una sua versione di lettore. Potrebbero essere questi i segni che le pietre stanno veramente iniziando a rotolare?
Gutenberg ha avuto successo non tanto per la bontà della tecnologia che utilizzava, quanto per i costi nettamente inferiori dei suoi libri rispetto a quelli del suo periodo: la stampa a caratteri mobili non era solamente una buona idea, ma era dannatamente conveniente e permetteva di distribuire tante copie a costi ridotti rispetto agli amanuensi. Parimenti, il libro elettronico permette di evitare di far girare polpa di alberi morti sui camion ed arriva velocemente al fruitore del contenuto senza troppi passaggi intermedi.
Lasciando da parte la carta stampata per la notizia quotidiana, che fine faranno gli editori di libri? La mia opinione è che dipende da loro. Il rischio degli editori è che la grande distribuzione dei libri (Amazon, Barnes and Noble, Waterstone, Feltrinelli) prenda il sopravvento ed estrometta l’editore dalla catena alimentare del libro, che si ridurrebbe ad autore-distributore-lettore. L’alternativa dell’editore è che diventi esso stesso distributore, visto che non deve farsi più carico di portare il mazzo di fogli stampati in libreria o a casa del lettore, ma è il lettore che accede alla vetrina dell’editore tramite la Rete.
Probabilmente i grandi editori per primi diventeranno essi stessi distributori di contenuti o si affilieranno a catene di distribuzione (Amazon). Però Internet ha dimostrato che, diversamente dal mondo reale, anche un piccolo editore può godere di visibilità paragonabile al grande, puntando magari sulla specificità o sulla verticalità di un settore, come ad esempio ha fatto l’editore che ospita questo blog. Purtroppo nell’ultima fiera dei piccoli editori di Belgioioso (PV) non ho visto nulla di tutto ciò, ma, salvo rarissime eccezioni, solamente una distesa di alberi morti con stampati argomenti ritriti, di poco interesse e, spesso, anche un po’ presuntuosi. Ebook? Nemmeno l’ombra!
Se (o dovrei scrivere quando?) si farà strada l’editoria elettronica ci saranno degli scossoni iniziali di non poco conto: chi non si sa innovare non farà una bella fine e urlerà contro il mercato, contro l’ignoranza della gente, contro il sistema… Chi riuscirà a vedere oltre il proprio naso, chi non avrà paura di osare, chi non tratterà i propri clienti come dei pirati potrebbe avere una sorte migliore.
L’opzione per ridurre i costi di produzione e concentrarsi sui contenuti è lì fuori dalla porta che sta bussando: amanuensi o caratteri mobili?
Settembre 23rd, 2008 — libri, libri inglesi

As he walked away, I was remainded of something Justice Luois Brandies once said: that in a democracy, the most important office is the office of citizen.
Ho preso questo volume più per curiosità che per altro in aerostazione il giorno in cui son partito per le ferie, spinato anche dalla copertura informativa molto precisa offerta da Jefferson Ming, che seguo ogni volta che mi è possibile.
Questo libro viaggiava assieme Singularity Sky e al Cybook e, dopo aver sfogliato le prime pagine, ho fatto un po’ fatica a metterlo da parte per terminare il libro di Stross.
Lungi dal voler fare campagna elettorale, anche perché dubito che qualche lettore di queste righe possa votare per le presidenziali e, comunque, dubito che possa essere mosso da questo post.
La parte più interessante del libro è la prima metà, quando vengono trattati temi che vanno oltre i confini degli States. Indubbiamente Obama scrive con uno stile sopra la media rispetto agli scrittori americani: nessuna ripetizione, vocabolario esteso e periodi con più di cinque parole.
Le sue riflessioni, quelle di un docente di diritto costituzionale, sono molto interessanti ed equilibrate. Ci sono passi in cui viene voglia di stringere la mano all’autore, anche per la sua visione dei Repubblicani, che non vengono demonizzati, ma sono semplicemente persone che non la pensano come lui.
Dalle righe traspare anche la notevole differenza (nel bene e nel male) tra il modo di fare politica americano e italiano. Da Senatore, Obama scende in mezzo alla gente, va a parlare con le persone, si reca nei piccoli paesi del suo Stato per ascoltare i suoi concittadini. Il tutto non solo senza frapporre guardie del corpo tra lui e la gente ma senza nemmeno portarle con sé.
Agosto 5th, 2008 — fantascienza, libri, libri inglesi
Little Brother di Cory Doctorow mi è piaciuto davvero molto.
È la storia di un ragazzo hacker (nel senso originale del termine) di San Francisco. Un brutto giorno la sua città viene colpita da un atto terroristico molto sanguinoso; per varie ragioni il DHS lo considera coinvolto nell’attentato e per lui inizia una serie di brutte avventure, nonostante le quali sceglie di combattere per i principi che lui ritiene essere alla base della società in cui vive.
Little Brother contiene molti spunti di riflessione ed è un testo che potrebbe far squillare qualche campanello di allarme nei lettori. Cory Doctorow su Boing Boing ogni tanto segnala abusi simili a quelli raccontati in questa storia; credo sia bene tenere sempre gli occhi aperti da questo punto di vista.
Questa è una storia sull’abuso dell’autorità e sul cattivo uso della tecnologia da parte specialmente di chi non la conosce o la conosce in maniera superficiale.
Come altre opere di Doctorow, Little Brother puo essere scaricato gratuitamente in diversi formati.
Lettura consigliata.
Aggiunta del 9/8/2008: L’articolo Agency sues to stop Defcon speakers from revealing gaping holes pubblicato da The Register dovrebbe far seriamente riflettere su alcuni pericoli descritti in questo racconto.
Luglio 24th, 2008 — ebook, geek

È quello che gli ospiti dicono mentre ripartono in macchina che conta.
Quaranta giorni dopo l’acquisto ho ricaricato per la prima volta le batterie del Cybook ed è ora di fare un piccolo report sull’oggetto.
Sono stati quaranta giorni abbastanza movimentati, il Cybook mi ha seguito su quattro voli aerei nazionali senza creare problemi, a parte una volta in cui si è bloccato mentre ero in volo ed avevo bisogno di un oggetto appuntito (terrorista!) per forzare un reset dell’apparecchio; fortunatamente una normale penna a sfera riesce ad azionare il pulsante apposito.
Era tanto tempo che non comperavo delle schede Secure Digital perché ho quasi pensionato la fotocamera digitale che le utilizza; ho notato con estremo piacere che con 5€ si possono acquistare delle SD da 2 Gb, che non saranno velocissime, ma per i miei scopi vanno benissimo.
L’interfaccia utente del Cybook è un po’ ruvida e necessita di alcuni miglioramenti come un feedback immediato di «comando ricevuto», ma sostanzialmente fa quello che deve e ci si abitua. Se ci fosse un comando per girare pagina anche sul lato sinistro dell’apparecchio sarebbe un’ottima cosa.
I PDF non predisposti per i lettori di questo tipo si vedono abbastanza male a causa dell’assenza dello zoom. Tutti gli altri formati con testo riformattabile si leggono benissimo, specialmente per il fatto che è ovviamente possibile impostare tipo e dimensione di font.
Il problema resta l’approvvigionamento legale di testi. Ci sono autori che, dal mio punto di vista, riescono a vedere lontano come Charles Stross o Cory Doctorow e che stanno facendo in modo di poter pubblicare anche su Internet le loro opere, possibilmente prive di DRM. Credo che sarà una strada lunga, a meno che non intervenga qualche fattore esterno come per esempio lo scarseggiare della polpa di legno.
Nel frattempo qualcosa pare si stia muovendo: secondo Register Hardware, Sony sbarcherà oltremanica in settembre con il suo PRS-505 e sembrerebbe imminente (mesi?) la disponibilita’ del Readius, un dispositivo tascabile con display pieghevole dotato di connettività cellulare, bluetooth e USB, anche se non mi è ben chiaro come stia bene assieme tutta quella roba assieme governata da WinCE; le specifiche sono comunque ancora molto fumose. Se il mercato ci crede, l’eBook reader potrebbe essere il gadget di Natale o del prossimo anno.
Giugno 29th, 2008 — Babylon 5, fantascienza, libri, libri inglesi
Se dovessi citare un vecchissimo quiz televisivo, direi che ho spaccato il 15.
Qualche impressione dopo aver terminato la lettura di tutti i tomi riprodotti a lato.
La prima e più viscerale è WOW! (da tradurre nell’esclamazione che preferite del vostro vernacolo locale).
Questi volumi sono unici perché è unica l’impresa di Straczynski, il cui più grande merito è stato di credere fermamente nella validità del proprio lavoro con un senso di orgoglio e una caparbietà che ultimamente vedo di rado in giro, non solamente nello show biz.
Leggere questi libri è stato come rivivere l’emozione della produzione e della trasmissione della serie, con le gioie e i dolori che ha comportato. Purtroppo quando è andata in onda per la prima volta Babylon 5 seguivo l’evolversi della serie solamente attraverso TV Zone, dopo aver acquistato in Inghilterra la videocassetta del pilot. Quando ho iniziato a vedere la serie in DVD avevo già visto anche In The Beginning, la cui visione anticipata mi ha aiutato a cogliere la grandiosità del progetto Babylon 5.
Straczynski ha fatto un preziosissimo regalo a chi vuol scrivere per la televisione perché in questi libri si trovano innumerevoli avvertimenti e insegnamenti, alcuni dei quali derivati da errori che lui stesso ha candidamente ammesso. I non professionisti trovano in questi volumi due storyline piene di sense of wonder, colpi di scena, vittorie e sconfitte: quella di Babylon 5 e quella della produzione della serie.
Ancora una volta JMS ha fatto qualcosa di inusuale e ancora una volta mi sento di dire «Grazie, Joe!»
Giugno 24th, 2008 — Babylon 5, fantascienza, libri, libri inglesi
Dopo lunga attesa, finalmente è arrivato: spedito il 25 aprile da Luoisville, KY, USA, è arrivato ieri. Non è comunque il record perché il libro di Gaiman con lo script di Day of the Dead autografato dall’autore è partito dagli States lo scorso anno all’inizio di luglio ed è arrivato a destinazione alla fine di novembre.
L’evento è assai strano perché ogni altro libro degli script di Babylon 5 inviato da CafePress anche dopo questo arriva in un mese e mezzo al massimo.
Probabilmente non ha aiutato un piccolo errore di CafePress che questa volta ha inspiegabilmente dichiarato il contenuto del pacco “Apparel Ceramics and Misc” anziché “Books”. Fortunatamente qualcuno alla Poste si è accorto, senza aprirlo, che il plico conteneva libri.
La collezione non è però terminata: mi è già arrivato il primo volume di Other Voices e il secondo è in viaggio.
Giugno 19th, 2008 — ebook, hardware, informatica, libri
Alla fine non ho resistito e ho comperato un Cybook Gen3 di Bookeen.
Tecnologicamente non è il migliore sul mercato, l’iLiad è decisamente superiore, ma è il più comodo ed è quello che fa bene una sola cosa: il reader leggero di eBook.
Il servizio di Simplicissimus è stato rapido, cortese ed efficiente: ho ordinato sul sito il dispositivo il sabato sera e mercoledì il corriere era già sotto casa mia con il pacco, peccato che io non fossi a casa, così l’ho ritirato oggi.
La confezione base del Cybook è essenziale: il lettore, il cavetto USB e un foglio con le istruzioni iniziali; il manuale completo è naturalmente precaricato sul reader. La carica della batteria avviene tramite porta USB, io ho preferito investire qualche Euro in più e prendere un adattatore per caricare la batteria usando una presa di corrente per poterlo ricaricare quando non è disponibile un computer.
Il tempo di startup da dispositivo spento è assolutamente accettabile. La vera sorpresa c’è quando si guarda lo schermo: sono i primi tempi dell’ePaper ed è ancora un po’ difficile convincersi che quello che abbiamo letto per anni nei romanzi di fantascienza è ora un oggetto tecnologico che si può prendere da uno scaffale di un negozio.
Il sistema di collegamento con il computer, con qualsiasi computer, è assolutamente semplice: una volta connesso il sistema operativo vede la memoria del Cybook come se fosse una chiavetta USB: nessun bisogno di driver o software strano in dotazione. Bravi! È così che si fa: si usano gli standard anziché inventare ogni giorno la ruota.
Lo slot per le SD è favoloso: si inserisce una memoria, il lettore ne analizza il contenuto e aggiorna in tempo reale l’elenco dei libri, senza dover impartire alcun comando. Analogamente, estraendo la scheda SD, i libri scompaiono dall’elenco.
Se devo fare degli appunti al prodotto, introdurrei la possibilità di zoommare i PDF a piacimento e renderei meno liscio l’esterno del dispositivo. Un’asola e un laccetto da infilare al polso come quello delle fotocamere digitali sarebbe la ciliegina sulla torta. Nell’angolo inferiore sinistro è presente un’asola, probabilmente per infilare un laccetto simile a quello delle macchine fotografiche, non viene però fornito alcun laccetto.
Da ultimo le dimensioni: il Cybook è più piccolo di un foglio A5, assolutamente maneggevole e per nulla pesante; qui sotto una foto del dispositivo collocato sopra un libro a caso di Delos Books:

Maggio 28th, 2008 — fantascienza, libri, libri inglesi

The worst dark age was caused by the failure to understand informational economics and the consequent adoption of incompatible data representation formats.
It’s implicit in this society. They set us up to make it easy to make people kill for an abstraction.
Charles Stross non è autore prevedibile, o comunque non lo è ancora diventato; come altre sue opere, Glasshouse parte presentando temi molto classici, se non logori, della fantascienza per poi svilupparsi in maniera autonoma o, meglio, strossiana.
Glasshouse non è un libro che scorre via liscio come, per esempio, The Jennifer Morgue: questo romanzo è decisamente più denso. Probabilmente verso la metà c’è un punto morto della narrazione in cui accade veramente poco, superato il quale l’azione riprende ritmo e vivacità per arrivare ad un finale mozzafiato che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina.
Cerco di fare un breve cenno alla storia cercando di non rivelare nulla che possa rovinare la sorpresa.
Si parte da un’umanità estremamente evoluta uscita da vari tipi di conflitti, pochi dei quali di tipo militare: tempo addietro le persone sono state infettate da un virus, Curious Yellow, che ha rimosso selettivamente alcuni tipi di ricordi. L’infezione è stata resa possibile dall’uso pervasivo di T-gate e A-gate, ovvero, per dirla con la terminologia di Star Trek, teletrasporto e replicatore, anche se di gran lunga più complessi e versatili degli omologhi della serie televisiva. <battuta_informatica>No, i virus non sono stati originati dai B-Gates.</battuta_informatica>
Il nostro eroe è un reduce di guerra con non pochi problemi a cui viene offerto di entrare a far parte di una simulazione stile Grande Fratello (quello televisivo) a lunga durata. La simulazione ricrea l’ambientazione e lo stile di vita di ciò che per le persone del futuro sono i secoli bui, ovvero (nessuno si stupirà) i nostri tempi; lo scopo tutto ciò è di studiare quel periodo, in quanto moltissimi dati che lo riguardano sono andati perduti.
Se non è difficile intuire che le cose non andranno per il verso giusto, è tutt’altro che facile immaginare cosa accada venti pagine più in là, una volta guadato il breve pantano narrativo di cui sopra.
Maggio 11th, 2008 — ebook, hardware, informatica, libri
I libri elettronici sono uno dei gadget della fantascienza accessibili con la tecnologia attuale che mi piacciono di più. Una bella tavoletta leggera possibilmente robusta e antiurto che possa mostrare una quantità smodata di pagine leggibili con luce riflessa farebbe la felicità di moltissime persone. Nella fantascienza visuale probabilmente l’esempio più famoso è il PADD di Star Trek.
Al Salone del Libro di Torino lo stand Schenker ospitava un gruppo di persone della Simplicissimus giustamente entusiaste di presentare alcuni lettori di libri elettronici che loro distribuiscono in Italia: due versioni di iLiad della iRex Technologies (riprodotto nell’immagine di questo post) e un Cybook Gen 3 della Bookeen.
Si tratta di dispositivi basati sulla e-paper, ovvero su un display a luce riflessa come la carta stampata, non a luce emessa come gli LCD. La e-paper ha anche l’innegabile vantaggio di essere leggibile allo stesso modo indipendentemente dall’angolazione da cui la si guarda; si comporta, insomma esattamente come un foglio di carta incollato ad una superficie solida.
Cybook è il più piccolo e compatto dei due. Il suo schermo da sei pollici a 800×600 punti ricorda molto il formato di un paperback inglese. Il lettore di schede SD permette di avere a disposizione a prezzi ridicoli una grande quantità di memorizzazione per i libri elettronici. Si tratta di un semplice lettore di formati elettronici e nulla più: per molti utenti (specialmente chi non è uno smanettone) questo dispositivo fa quello che deve senza fronzoli inutili. Prezzo al pubblico in questo momento: 339,00 euro IVA compresa.
iLiad è un altro livello. Innanzi tutto è un pochino più grosso e ha un display da 1024×768 a sedici tonalità di grigio, che, grazie anche all’anti-aliasing, offrono una lettura più riposante. iLiad è un vero e porprio computer dedicato alla lettura. Come Cybook, monta una versione personalizzata d Linux, ma, a differenza del concorrente, è possibile realizzare applicativi di ogni tipo: sono già disponibili alcune applicazioni, tra cui un browser e una calcolatrice. La differenza tra le due versioni presentate è la disponibilità di un collegamento LAN Wi-Fi, a parer mio essenziale per questo tipo di dispositivi. iLiad permette inoltre di annotare facilmente le pagine dei libri elettronici e salvare le note come immagini all’interno del PDF stesso. Ovviamente è anche possibile creare ex novo documenti grafici e salvarli per usi futuri. Il prezzo dei due modelli è ovviamente superiore al Cybook: 499,00 euro per la versione senza Wi-Fi e 599,00 euro per la versione con il collegamento wireless. IVA compresa esclusa.
È indubbio che gli eBook siano destinati a diffondersi, non foss’altro per il minor impatto ecologico della carte elettronica rispetto alla controparte in polpa di legno. Ora è normale ascoltare musica attraverso player portatili e si sta diffondendo la fruizione di contenuti multimediali attraverso player similari. Provate ad immaginare una situazione in cui il vostro visualizzatore di eBook riceve di notte via Wi-Fi l’ultima copia del quotidiano a cui site abbonati e, quando andate alla stazione dei mezzi pubblici, un hotspot precedentemente configurato e abilitato vi trasmette l’ultima edizione della freepress che avete scelto. Non è uno scenario molto diverso dagli «abbonamenti» ai podcast attuali. Come rilevato anche da Vittorio Sabadin ne L’ultima copia del New York Times, i quotidiani su carta sono destinati lentamente a sparire anche a causa del loro essere anti-ecologici.
Non nascondo di essere un entusiasta di questi dispositivi, se solo il prezzo calasse ancora un pochino, sarebbe l’ideale.