Settembre 1st, 2011 — Preparazioni
Quante volte abbiamo letto un passo simile a questo nelle ricette?
La domanda sorge, quindi spontanea: quanto impiega l’alcol a evaporare?
L’alcol etilico (o etanolo) bolle a 78,4 °C, ma questo non vuol dire che oltre quella temperatura tutto l’etanolo contenuto in un liquido evapora immediatamente.
Il Nutrient Data Laboratory dello US Department of Agriculture ha fatto degli esperimenti con risultati abbastanza curiosi sulle percentuali di alcol che rimangono mentre si cucina:
| Preparazione |
% di alcol rimasto |
| Alcol aggiunto ad un liquido in ebollizione rimosso subito dopo dal fuoco |
85% |
| Flambé |
75% |
| Marinatura a freddo per una notte |
70% |
| Cottura a forno per 25 minuti, alcol non mescolato con il cibo |
45% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo 15 minuti |
40% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo 30 minuti |
35% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo un’ora |
25% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo un’ora e mezza |
20% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo due ore |
10% |
| Bollitura, alcol mescolato con il cibo, dopo due ore e mezza |
5% |
Anche in caso di cottura ad una temperatura leggermente inferiore a quella di bollitura, i risultati sono identici alla bollitura. (via Ochef)
Agosto 28th, 2011 — Preparazioni
Quando ne ho la possibilità (leggi: tempo) cerco sempre di prendere un pezzo di carne intero per fare la carne cruda.
No, non perché me lo mangio intero in un sol boccone.
La macinatura meccanica della carne provoca comunque una mezza cottura per via dell’attrito con le parti metalliche dei meccanismi e non sempre i risultati sono soddisfacenti.
Per tritare la carne cruda a coltello bastano pochi attrezzi e un po’ di tempo. Gli attrezzi sono un bel tagliere largo e resistente e coltelli molto affilati.
Visto che la procedura è di per sé cruenta, meglio allontanare sia persone impressionabili (potrebbero volare pezzettini di carne colpiti dalle coltellate) sia bambini e animali domestici (potrebbero essere vittime collaterali non desiderate della mattanza).
Una volta tolte eventuali parti di grasso o connettivo dal pezzo di carne, lo si taglia fette di circa mezzo centimetro, possibilmente in senso perpendicolare alle fibre.
Le fette vanno poi tagliate a listelle dello stesso spessore. Durante queste operazioni è possibile rimuovere eventuali parti di grasso o connettivo non desiderate per avere una carne la più magra possibile, cosa che non si può fare con la macinatura meccanica.
Si fa, quindi, un blocco di listelle e le si taglia a cubetti, che verranno disposti uniformemente sul tagliere.
A questo punto si procede al taglio finale utilizzando il coltello come quando si batte la cipolla. Se si dispone di un coltello con lama arcuata (come quello nero del set MUSSLA di IKEA) l’operazione è ancora più veloce. L’importante è affondare bene la lama ad ogni colpo per tagliare le fibre.
Alla fine la carne dovrebbe essere un impasto uniforme senza filamenti di connettivo, che potrà essere preparato secondo il gusto personale.
E con questo post ho definitivamente allontanato ogni dubbio che mi possa essere ammalato di vegetarianesimo! 
Agosto 24th, 2011 — Ricette, senza categoria alcuna
Altro piatto estivo e vegetariano (non mi starò mica ammalando? ARGH!), molto veloce che può essere consumato anche il giorno dopo.
È una variante dell’insalata di farro, ma a me il farro non piace molto, quindi l’ho sostituito con il bulgur.
Il bulgur è frumento integrale cotto al vapore, essiccato e spezzettato. Si trova nei negozi o reparti etnici e nei negozi di roba naturale; è anche la base del tabouleh.
Ingredienti per tre o quattro persone (il bulgur ha un elevato potere saziante):
- 150g di pomodorini;
- 100g di bulgur;
- 100g di olive verdi snocciolate (peso senza l’eventuale salamoia);
- 10 - 15 foglie di basilico;
- olio extravergine di oliva;
- sale e spezie secondo gusto.
Portare a ebollizione dell’acqua salata e aggiungere il bulgur; nella scelta della pentola tenere presente che il bulgur si gonfia molto. Cuocere secondo le indicazioni della confezione, scolare, fermare la cottura con acqua corrente fredda, scolare molto bene e trasferire in una ciotola. Aggiungere subito un filo d’olio e mescolare bene per evitare che si formino dei grumi.
Tagliare i pomodorini a tocchetti, le olive a rondelle e aggiungerli al bulgur.
Lavare e tagliare le foglie di basilico in maniera grossolana e aggiungerle all’insalata.
Aggiungere sale, altre spezie (menta, origano…) secondo il gusto, completare con un filio d’olio e laciar raffreddare in frigorifero.
Agosto 21st, 2011 — Ristoranti
Il ristorante al Filò è probabilmente, nel suo genere, il locale migliore di Bormio e di tutta l’Alta Valtellina.
Max Tusetti, lo chef che officia nel locale, è una persona del posto, che conosce e rispetta profumi e gusti del suo territorio e li sa interpretare ogni volta in chiave personale, ma senza snaturarli.
L’ambiente del locale, situato nel cuore di Bormio, colpisce immediatamente: si tratta, infatti, di una stallae un fienile ristrutturati con soffitto a botte in pietra. Specialmente durante la stagione invernale, l’ambiente caldo e accogliente invita alla degustazione dei piatti preparati da Max.
La cantina non è da meno, con una vasta scelta di vini, specialmente valtellinesi. Da segnalare la disponibilità di mezze bottiglie e vini al bicchiere.
Da segnalare i due menu speciali. Quello della tradizione valtellinese permette a chi non conosce il territorio di avere un’idea dei gusti locali. Quello dello chef, che cambia durante l’anno e segue la disponibilità delle materie prime, permette di provare la creatività di Max, con porzioni ridotte rispetto agli stessi piatti presi dalla carta per poter arrivare a gustare il dolce senza affanni o rinunce.
Ristorante al Filò
via Dante Alighieri 6
23032 Bormio - SO
0342 901732
www.ristorantealfilo.it
Agosto 8th, 2011 — Ristoranti
In Svizzera il pollo al cestello di Attinghausen è un’istituzione.
Il pellegrinaggio al ristorante Pouletburg del paesino del canton Uri è un rito per molti Elvetici (e non).
Altri ristoranti della Confederazione servono il pollo al cestello, ma il metro campione si trova ad Attinghausen.
Il piatto è relativamente semplice: si tratta di mezzo pollo lessato e rifinito in forno per dorare la pelle servito in un cestello di vimini con due fogli di carta oleata e una salsina. Le posate sono opzionali e sarebbe un sacrilegio chiederle: quel pollo va gustato con le mani.
La salsina è la chiave di tutto.
La sua ricetta, tenuta rigorosamente segreta, si basa sul brodo di pollo e il burro della zona. Molto probabilmente il vero segreto non sono tanto gli ingredienti, ma la loro qualità, come spesso accade: siamo nel cuore delle Alpi, appena a nord del Gottardo, se non è buono il burro qui…
Nei giorni di fine settimana è consigliabile prenotare se si vuole mangiare dalle 12 alle 14 (la cucina non chiude nel pomeriggio).
Purtroppo non accettano carte di credito, la spesa con mezzo pollo, una bevanda e un dolce viaggia sotto ai 50 CHF.
Trovandovi in zona in estate, merita fare il passo del Gottardo e fermarsi all’ospizio del passo (segnalato dalle indicazioni stradali), vicino al quale c’è una rivendita di formaggi e specialità locali.
Inoltre, appena dopo Attinghausen c’è il bellissimo lago dei Quattro Cantoni che merita di essere visto.
Sull’autostrada lungo il lago trovate l’hotel Postillon nel cui ristorante si possono gustare specialità locali (attenzione agli orari del ristorante!). Una valida alternativa alla sosta alla stazione di servizio, se siete di passaggio.
Agosto 5th, 2011 — Ricette
Come succede a molte persone che abitano nella mia zona, la Liguria è il primo luogo dove si vanno a trascorrere le vacanze estive.
Per me la Liguria e, specialmente, il Tigullio, è una sorta di seconda casa, a cui dedico il primo post dopo il reboot.
Le verdure ripiene sono un piatto molto versatile, in quanto sono buone anche consumate il giorno dopo, fredde o riscaldate.
Questo è uno dei pochi piatti vegetariani che preparo. Probabilmente è anche vegano o può diventarlo, ma non mi intendo di alieni invasori.
La parte più difficile è lo scavo delle verdure semi lessate, quindi è una preparazione davvero facile, che richiede circa un’ora, se ci si organizza bene.
Ingredienti:
- due o tre uova (secondo il gusto)
- due patate (circa 400g), meglio se farinose
- due cipolle tonde
- due zucchine
- due pomodori rotondi
- una melanzana non molto grossa
- un peperone
- una manciata di pinoli sgusciati
- grana o pecorino grattugiati
- aromi vari (aglio, basilico, origano, timo, maggiorana, pepe…)
- pan grattato
- olio
Semi-lessate le verdure tranne i pomodori: 10 minuti per melanzana e cipolle, poco più della metà per le altre verdure.
Mettete a lessare le patate (circa mezz’ora) e nel frattempo tagliate in quattro falde il peperone e a metà le altre verdure.
Ungete una o più teglie da forno (secondo le dimensioni) con un filo d’olio.
Scavate i pomodori e accomodateli nella teglia (potrebbe essere utile tagliare la parte inferiore del pomodoro per non farlo rotolare).
Accomodate nella teglia le falde di peperone private dei semi e delle parti bianche.
Scavate cipolle, zucchine e melanzana, tenete da parte la polpa e accomodatele nella teglia. Se le melanzane hanno i semi, scartare la parte con i semi.
In una ciotola mischiate gli aromi, il formaggio grattugiato, le uova, la polpa delle verdure tenuta da parte battuta a coltello o tritata e i pinoli tritati o, meglio, pestati nel mortaio (tra parentesi: anche il pepe pestato nel mortaio ha il suo bel perché).
Aggiungete al mix le patate lessate e schiacciate o passate nello schiaccia patate. Se, una volta mescolata per bene, la farcitura dovesse risultare troppo liquida, aggiungere del pan grattato.
Disporre la farcitura all’interno delle verdure, cospargere con del timo o maggiorana e coprire con pan grattato.
Passare in forno a 180 gradi per mezz’ora circa e gratinare finché le sporgenze della farcitura iniziano a diventare scure.
Agosto 5th, 2011 — senza categoria alcuna
Visto che i temi tecnici/geek hanno da un anno un blog dedicato e considerato che mi sarebbe dispiaciuto lasciar morire questo blog, ho deciso un reboot.
La mia intenzione d’ora in avanti è di trattare qui argomenti legati ad un’altra mia passione: il cibo e tutto ciò che lo circonda.
REBOOT!
Aprile 5th, 2011 — cazzeggio
Tutti bravi a dire «NO!»
No a questo, no a quell’altro… Al massimo un «Sì, ma…» o un odiosissimo «Io non ne capisco nulla, però secondo me…»
Quando viene chiesta un’alternativa al «NO!» o si sentono discorsi avulsi dalla realtà oppure «Non compete a me trovare soluzioni». Però ritieni che ti competa frapporre degli ostacoli, eh, coniglio che non sei altro?!
Ciascuno ritiene che non sia necessaria una competenza specifica per opporre un veto, mentre sia fondamentale per proporre una soluzione. Forse perché l’ignoranza è più diffusa della competenza.
È la differenza che corre tra distruggere e costruire: anche una masnada di barbari è capace di distruggere, ma ci vuole un gruppo motivato e ben coordinato di persone competenti per costruire.
Ciascuno scelga da che parte stare.
Gennaio 16th, 2011 — internet
In quanti, tra i non addetti ai lavori o coinvolti per fatti personali sanno che cos’è?
È il nome della bacheca o asta di legno o similare collocata all’interno (di solito presso l’ingresso) di alcuni enti in cui si pubblicano gli atti che, in base alle leggi e ai regolamenti vigenti, ottengono la pubblicità legale a cui è legata la loro validità. Esempio banale: le pubblicazioni di matrimonio, che restano all’albo per una settimana.
Confesso che la prima volta che me ne hanno parlato (sei anni fa) per motivi di lavoro mi sono balenate in testa immagini di fasci littori, toghe romane e assimilati.
Ex lege 69 del 18/6/2009 “dal 1 gennaio 2010 gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati” e “a decorrere dal 1º gennaio 2010 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1º gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale” (articolo 32, il termine del 2010 è stato prorogato di sei mesi per due volte)
In pratica ora l’Albo Pretorio e’ online. Lo sapevate?
Sapete che, teoricamente, dal primo gennaio tutti gli atti del vostro comune che interessano la vostra vita e dei vostri concittadini sono (o dovrebbero essere) consultabili online?
Se il vostro comune non ha ancora provveduto, provate a chiedere all’ufficio del Segretario Comunale perché non l’ha ancora fatto.
E magari mettete tra i siti da visitare periodicamente quello dell’Albo Pretorio online del vostro comune. Del resto sono anche soldi vostri.
Gennaio 6th, 2011 — frammenti
Un floppy da 720k con la copia della mia prima home page.
Un floppy con l’etichetta di Sysnet S.p.A. con scritto MS Internet Explorer Disco 1-1 (ma con un diverso contenuto).
Un floppy di driver Compaq per SCO UNIX che contiene un boot di Linux del 2003.
Un floppy bootabile con Ghost.
Innumerevoli floppy bootabili con aggiornamenti di ogni tipo di firmware, dagli storage ai BIOS dei server ai firmware dei CD-ROM Teac.
I dischi originali di installazione del MS-DOS 6.2
Due dischi illeggibili marchiati VideoOnLine 1.3 (numero verde per l’assistenza 167-014630)
Tanti ricordi.