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	<title>Black Pig - Maiali neri in libertà</title>
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	<description>Elucubrazioni, voli pindarici e fesserie di un suino di colore scuro</description>
	<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 06:52:15 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Anagrafica articoli</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 06:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

		<category><![CDATA[anagrafica]]></category>

		<category><![CDATA[database]]></category>

		<category><![CDATA[descrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era una volta un&#8217;informatica in cui il costo per byte sia della RAM sia dei sistemi di memorizzazione era notevole. In quell&#8217;informatica di una volta i programmatori facevano di tutto per risparmiare anche un singolo byte nei database, ben sapendo che un singolo byte moltiplicato per il numero di record aveva un peso notevole.
L&#8217;informatica è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta un&#8217;informatica in cui il costo per byte sia della RAM sia dei sistemi di memorizzazione era notevole. In quell&#8217;informatica di una volta i programmatori facevano di tutto per risparmiare anche un singolo byte nei database, ben sapendo che un singolo byte moltiplicato per il numero di record aveva un peso notevole.</p>
<p>L&#8217;informatica è cambiata, i costi per byte sono diminuiti e la potenza dei motori di database è aumentata in maniera quasi esponenziale: immaginate solo il lavoro per fare una <a title="FULL OUTER JOIN" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Join_%28SQL%29#Full_outer_join" target="_blank">FULL OUTER JOIN</a> o una semplice <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Union_%28SQL%29" target="_self">UNION</a> con <a title="dBase III" href="http://en.wikipedia.org/wiki/DBase_III" target="_self">dBase III</a>.</p>
<p>Purtroppo ci sono ancora aziende la cui anagrafica articoli è ferma a metà degli anni &#8216;90 del secolo scorso, con anagrafiche articoli esposte al pubblico di relativamente pochi caratteri.</p>
<p>Prendiamo, ad esempio, una nota ditta di produzione software il cui quartier generale sta dalla parti di Redmond, WA. Questa simpatica ditta ha descrizioni del tipo</p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial,sans-serif;"><span lang="en-GB">Small Bus Svr Prem 2008 w/SP2 1PK DVD 1-4CPU 5 Clt EN OEM</span></span></span></p>
<p><strong>WHAT?!</strong> Questi erano gli stessi che si facevano beffe dell&#8217;IBM il cui sistema operativo OS/400 aveva comandi onestamente alieni, tipo WRKACTJ per l&#8217;elenco dei processi attivi sul sistema o PWRDWNSYS per fare uno <em>shutdown</em>. Andiamo a pagina 46 e leggiamo la soluzione di quell&#8217;appendice alla pagina della sfinge della descrizione: Windows <span style="text-decoration: underline;">Small</span> <span style="text-decoration: underline;">Bus</span>iness Server <span style="text-decoration: underline;">2008</span> <span style="text-decoration: underline;">Prem</span>ium con <span style="text-decoration: underline;">S</span>ervice <span style="text-decoration: underline;">P</span>ack 2; confezione da <span style="text-decoration: underline;">1</span> <span style="text-decoration: underline;">DVD</span>; licenza per <span style="text-decoration: underline;">1-4</span> <span style="text-decoration: underline;">CPU</span>; con <span style="text-decoration: underline;">5</span> licenze <span style="text-decoration: underline;">cl</span>ien<span style="text-decoration: underline;">t</span>, edizione inglese <a title="OEM" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Original_Equipment_Manufacturer" target="_self"><span style="text-decoration: underline;">OEM</span></a>.</p>
<p>E vi risparmio le descrizioni degli articoli utilizzati per i vari schemi di licenza, che sono ancora più criptiche.</p>
<p>È vero che per chi deve lavorare <em>all&#8217;interno</em> e vede tutti i giorni quelle descrizioni è molto più facile la versione compressa, ma costa così tanto avere due descrizioni, una interna e l&#8217;altra esposta al pubblico?</p>
<p>Interna: SBS Svr Pre 2008 w/SP2 1PK DVD 1-4CPU 5 Clt EN OEM</p>
<p>Esterna: Small Business Server 2008 with SP2, 1 DVD pack, for 1-4 CPU, 5 Clients included, English OEM edition</p>
<p>Nella seconda versione è anche più facile fare delle ricerche su tutto il testo, cosa non indifferente.</p>
<p>Microsoft non è certo l&#8217;unica ad abbandonarsi a pratiche simili e chi è senza peccato scagli il primo hard disk: SYMC ENDPOINT PROTECTION SMALL BUSINESS EDITION 12.0 PER USER BNDL COMP UG LIC ESSENTIAL 12 MESI EXPRESS BAND B</p>
<p>Sia chiaro, questo post non è per niente un&#8217;istigazione a scialacquare risorse, ma il consiglio ad usarle quando ci sono e servono, tenendo presente che ci sono persone che devono leggere l&#8217;anagrafica articoli una volta al mese, o più raramente, e possibilmente senza doversi imparare un inutile sistema di offuscamento delle informazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sulle differenze tra i linguaggi di programmazione</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/02/sulle-differenze-tra-i-linguaggi-di-programmazione/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/02/sulle-differenze-tra-i-linguaggi-di-programmazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 20:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

		<category><![CDATA[microsoft]]></category>

		<category><![CDATA[open]]></category>

		<category><![CDATA[opensource]]></category>

		<category><![CDATA[perl]]></category>

		<category><![CDATA[powershell]]></category>

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		<description><![CDATA[Per varie ragioni (che non includono solamente il masochismo) voglio portare una procedurina di monitoraggio che ho scritto in Perl sotto Linux in ambiente Windows.
Volendo usare un linguaggio script nativo in ambiente Windows per evitare di installare programmi di qualsiasi tipo sulla macchina da monitorare, decido di usare la PowerShell.
Prima sorpresa: Microsoft distribuisce un (a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per varie ragioni (che non includono solamente il masochismo) voglio portare una procedurina di monitoraggio che ho scritto in <a href="http://www.perl.org/" target="_blank">Perl</a> sotto Linux in ambiente Windows.</p>
<p>Volendo usare un linguaggio script nativo in ambiente Windows per evitare di installare programmi di qualsiasi tipo sulla macchina da monitorare, decido di usare la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_PowerShell" target="_blank">PowerShell</a>.</p>
<p>Prima sorpresa: Microsoft distribuisce un (a suo dire) potente interprete di comandi e di script in cui l&#8217;esecuzione degli script è bloccata per default. Vabbè, la cosa si risolve creando (o modificando) la chiave di registro <code>HKEY_Local_Machine\SOFTWARE\Microsoft\PowerShell\1\ShellIds\Microsoft.Powershell\ExecutionPolicy</code> con valore <code>Unrestricted</code>. Benedetta Microsoft!</p>
<p>Ok, gli script ora sono eseguibili.</p>
<p>Veniamo allo scopo del test: creare uno script che prende una variabile data e la invia ad un server tramite HTTP POST (ovvero simulando la compilazione di un form) e recuperare la risposta del server.</p>
<p>Svolgimento in PERL:<br />
<code>$ua = LWP::UserAgent-&gt;new;<br />
$req = (POST "http://pippo", ["campo1" =&gt; "valore1", "campo2" =&gt; "valore2"]);<br />
$risposta = $ua-&gt;request($req);</code></p>
<p>Svolgimento in PowerShell:<br />
<code>[Reflection.Assembly]::LoadFile(&#8217;C:\WINDOWS\Microsoft.NET\Framework\v2.0.50727\System.Web.dll&#8217;) | out-null<br />
$postData = &#8216;campo1=valore1&amp;campo2=valore2&#8242;<br />
$buffer = [text.encoding]::ascii.getbytes($postData)<br />
[net.httpWebRequest] $req = [net.webRequest]::create(&#8217;http://pippo&#8217;)<br />
$req.method = &#8220;POST&#8221;<br />
$req.ContentType = &#8220;application/x-www-form-urlencoded&#8221;<br />
$req.ContentLength = $buffer.length<br />
$req.TimeOut = 5000<br />
$reqst = $req.getRequestStream()<br />
$reqst.write($buffer, 0, $buffer.length)<br />
$reqst.flush()<br />
$reqst.close()<br />
[net.httpWebResponse] $res = $req.getResponse()<br />
$resst = $res.getResponseStream()<br />
$sr = new-object IO.StreamReader($resst)<br />
$risposta = $sr.ReadToEnd()</code></p>
<p>E per fortuna che è una shell <em>power!!!</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CAPRICA</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/02/caprica/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/02/caprica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

		<category><![CDATA[caprica]]></category>

		<category><![CDATA[galactica]]></category>

		<category><![CDATA[syfy]]></category>

		<category><![CDATA[telefilm]]></category>

		<category><![CDATA[tv]]></category>

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		<description><![CDATA[
The function of science fiction is not always to predict the future but sometimes to prevent it.
(Frank Herbert)

Finalmente un bel telefilm di fantascienza!
Stavo un po&#8217; perdendo la speranza di riuscire a vedere qualcosa di intelligente, qualcosa che non fosse la solita storia ritrita dell&#8217;utopia futuribile, ma qualcosa che ci mette in guardia.
Premetto da subito che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 3px; float: left;" src="http://www.hypertrek.info/blackpig/caprica.jpeg" alt="CAPRICA" width="250" height="342" /></p>
<blockquote><p>The function of science fiction is not always to predict the future but sometimes to prevent it.</p>
<p style="text-align: right;">(Frank Herbert)</p>
</blockquote>
<p>Finalmente un bel telefilm di fantascienza!</p>
<p>Stavo un po&#8217; perdendo la speranza di riuscire a vedere qualcosa di intelligente, qualcosa che non fosse la solita storia ritrita dell&#8217;utopia futuribile, ma qualcosa che ci mette in guardia.</p>
<p>Premetto da subito che non ho visto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battlestar_Galactica" target="_self"><em>Battlestar Galactica</em></a>: mi sono fermato a tutti gli episodi della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galactica" target="_blank">prima gloriosa serie</a> e qualcuno di quello schifo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galactica_%281980%29" target="_self"><em>Galactica 1980</em></a>. I primi approcci con <em>Battlestar Galactica</em> mi hanno lasciato un po&#8217; freddino, quindi non ho continuato.</p>
<p>Ronald D. Moore si riconferma un ideatore vulcanico, probabilmente l&#8217;avremmo dovuto sospettare quando è stato allontanato dalla produzione di Star Trek. Abbiamo visto com&#8217;è andata per l&#8217;uno e per l&#8217;altro.</p>
<p>Il primo impatto è senza dubbio quello visuale. C&#8217;è un sapiente utilizzo dello schermo <em>wide</em> e un giusto uso dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Regola_dei_terzi" target="_blank">terzi</a>, che rompono definitivamente lo schema delle inquadrature centrali televisive, con un effetto nettamente cinematografico. Certe cose non erano certamente possibili quando la maggioranza dei televisori era 4:3. Molto interessanti anche le luci: anche in questo caso il loro utilizzo è decisamente cinematografico e per nulla televisivo.</p>
<p>L&#8217;ambientazione è quella di una città in cui la tecnologia è presente ma non incombente. Un po&#8217; come se una persona degli anni &#8216;50 vedesse le scene di una metropoli attuale.</p>
<p>I personaggi mi hanno colpito in maniera assolutamente positiva: in <em>Caprica</em> per ora sono tutti <em>cattivi</em>, nel senso che non c&#8217;è il <em>buono</em> di riferimento per giustificare i personaggi antagonisti. Ovviamente il mio personaggio preferito è Daniel Graystone, ma mi sembra quasi inutile dirlo.</p>
<p>La storia è quella che colpisce favorevolmente. È una di quelle storie che ti sollevano per le palle, ti sbattono contro il muro, ti tirano calci nelle costole quando sei a terra finché non ti sei svegliato e non stai capendo quello che succede. Sono le storie grandiose della vera fantascienza, che non terminano in un capitolo o in 44 minuti di trasmissione, ma che non vengono nemmeno inutilmente diluite in uno sterminio di alberi un cui in 100 pagine non succede assolutamente nulla. La ciliegina sulla torta è che qui viene tirata in ballo anche la religione e se ne vedono veramente delle belle&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8230;allora è meglio Microsoft!</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/01/allora-e-meglio-microsoft/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2010/01/allora-e-meglio-microsoft/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 06:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[backdoor]]></category>

		<category><![CDATA[email]]></category>

		<category><![CDATA[posta elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo è volutamente provocatorio e l&#8217;antagonismo ideologico tra le major dell&#8217;informatica non è l&#8217;oggetto di questo post, che è un esercizio teorico basato su un fatto di cronaca.
Recentemente c&#8217;è stato un attacco coordinato proveniente dalla Cina contro il servizio di posta elettronica di Google. L&#8217;attacco sarebbe stato coordinato attraverso dei computer controllati tramite il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo è volutamente provocatorio e l&#8217;antagonismo ideologico tra le <em>major</em> dell&#8217;informatica non è l&#8217;oggetto di questo post, che è un esercizio teorico basato su un fatto di cronaca.</p>
<p>Recentemente c&#8217;è stato un attacco coordinato proveniente dalla Cina contro il servizio di posta elettronica di Google. L&#8217;attacco sarebbe stato coordinato attraverso dei computer controllati tramite il protocollo Aurora, <a href="http://www.trustedsource.org/blog/373/An-Insight-into-the-Aurora-Communication-Protocol" target="_blank">la cui analisi ne rivela la complessità</a> e fa chiaramente capire che non è stato creato dal solito gruppo di smanettoni cantinari.</p>
<p>Immaginiamo di voler penetrare in un migliaio di account email di Google. Abbiamo sostanzialmente tre vie per farlo: o rubiamo le password agli utenti con vari sistemi (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Social_engineering" target="_blank"><em>social engineering</em></a>, accessi fisici ai loro computer, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intercettazione#Tecniche_per_l.27intercettazione" target="_blank">intercettazioni ambientali</a>), o tentiamo di accedere utilizzando password generate più o meno casualmente, o troviamo un buco nella sicurezza dei sistemi di BigG.</p>
<p>Il primo sistema è rischioso, costoso e anche poco efficace, specialmente se le vittime dell&#8217;attacco sono preparate dal punto di vista informatico e utilizzano computer diversi per collegarsi. Senza contare che il crivello <em>antispam</em> di Google potrebbe eliminare i messaggi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Phishing" target="_blank"><em>phishing</em></a>. Da ultimo, se lo spionaggio venisse scoperto potrebbe compromettere tutta l&#8217;operazione. No buono.</p>
<p>Tentare sistematicamente le password è fuori discussione per vari motivi. Innanzi tutto i sistemi di Google sono ben preparati per riconoscere e bloccare questi tentativi; inoltre, in caso di ripetuti tentativi di login non autorizzato, si corre il rischio che l&#8217;utente vittima dell&#8217;attacco venga avvisato dei tentativi da parte dei sistemi automatici del gestore. Anche se tutte queste limitazioni non esistessero, sarebbe comunque un tentativo che richiederebbe tempo e risorse. Per avere un&#8217;idea, utilizzando i soli caratteri scrivibili attraverso una tastiera USA modificati usando solamente il tasto maiuscola (per i tecnici: il set <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASCII" target="_blank">ASCII</a> stampabile), con una password di 10 caratteri le combinazioni sarebbero <a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=95^10" target="_blank">95^10</a>. Con il set <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASCII_esteso" target="blank"> ASCII-esteso</a> si aggiungono 128 caratteri e una password di 10 caratteri ha <a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=223^10" target="_blank">223^10</a> combinazioni. Il tutto senza prendere in considerazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unicode" target="_blank">Unicode</a> e il set di ideogrammi cinesi. Tutto quanto per un solo utente, i numeri devono essere moltiplicati per gli utenti da attaccare. Decisamente poco pratico.</p>
<p>La soluzione più praticabile sembrerebbe essere quella di trovare una falla nella protezione del sistema da attaccare, ben sapendo che, una volta trovata un&#8217;ipotetica vulnerabilità, il tempo per sfruttarla sarebbe veramente poco. Teniamo presente che non stiamo parlando di sprovveduti, ma di persone molto abili dal punto di vista informatico. Meglio ancora se si dispone di un <a href="http://www.reuters.com/article/idUSTRE60H1J620100119?type=technologyNews" target="_blank">basista all&#8217;interno di Google</a>, anche se non siamo sicuri di poterlo sfruttare: si sa i tecnici parlano tra loro e discutono volentieri dei loro problemi con i colleghi; peccato che, come insegnavano gli Inglesi, <a href="http://www.eyewitnesstohistory.com/lslips.htm" target="_blank"><em>loose lips sink ships</em></a>. I tentativi possono continuare per dei mesi, ma l&#8217;attaccante ha dalla sua un numeroso esercito di computer sotto il suo controllo. Possiamo solo immaginare quale sia stata la sorpresa nello scoprire non già un problema di sicurezza, ma una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Backdoor" target="_blank"><em>backdoor</em></a> collocata deliberatamente per <a href="http://edition.cnn.com/2010/OPINION/01/23/schneier.google.hacking/index.html" target="_blank">permettere l&#8217;accesso alle forze dell&#8217;ordine americane</a>. <em>Et voilà</em>! Ecco il &#8220;baco perfetto&#8221;: una <em>backdoor</em> di un sistema che deve esistere <em>ex lege</em>, non si potrebbe chiedere di meglio.</p>
<p>Vero? Falso? Impossibile dirlo per ora. Però non fatevi spedire password di altri sistemi su Gmail. Just in case&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Y2.01K</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/y201k/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 07:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[programmazione]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<category><![CDATA[2000]]></category>

		<category><![CDATA[2010]]></category>

		<category><![CDATA[anno]]></category>

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		<category><![CDATA[duemila]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo averci scherzato tempo fa, pare che il problema della data nei software non sia sparito del tutto.
Il problema dell&#8217;anno 2000 era serio, anche se le conseguenze non sarebbero state quelle &#8220;previste&#8221; dagli &#8220;esperti&#8221; catastrofisti interrogati dalla stampa, la quale era a caccia più di sensazionalismi che di notizie. In ogni modo, sia con lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a title="Quand’è la fine del mondo informatico?" href="http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/10/quande-la-fine-del-mondo-informatico/" target="_blank">averci scherzato</a> tempo fa, pare che il problema della data nei software non sia sparito del tutto.</p>
<p>Il problema dell&#8217;anno 2000 era serio, anche se le conseguenze non sarebbero state quelle &#8220;previste&#8221; dagli &#8220;esperti&#8221; catastrofisti interrogati dalla stampa, la quale era a caccia più di sensazionalismi che di notizie. In ogni modo, sia con lo sforzo preventivo sia con l&#8217;intelligenza degli utilizzatori il problema dell&#8217;anno 2000 è stato superato.</p>
<p>Durante il periodo di caccia al baco precedente il primo gennaio 2000, i protocolli di test per verificare il software prevedevano, ovviamente, l&#8217;utilizzo di date successive all&#8217;anno 2000 nelle normali operazioni del software.  Ok, ma <strong>quanto </strong>successive al 2000? 2001? 2005? 2010? 2100? 3000?</p>
<p>La risposta esatta era, ovviamente, funzione sia della vita prevista del software sia del tipo di memorizzazione della data, sia della &#8220;finestra&#8221; di tempo dei dati in archivio.</p>
<p>Immaginiamo che il software abbia solamente due caratteri per l&#8217;anno che vanno da 00 a 99. Senza introdurre campi aggiuntivi (di &#8220;epoca&#8221;), io posso gestire solamente 100 anni. A questo punto, si <em>tira una riga</em> e si assume che se il valore è minore di (ipotizziamo) 50, è una data del nuovo millennio, altrimenti è una data del XX secolo.</p>
<p>Tutto bene, ma se quel software ha una base storica che inizia dal 1921? Nessun problema, si <em>tira la riga</em> al 20, tanto chi mai utilizzerà ancora questo software nel 2020?</p>
<p>Purtroppo sta succedendo (ed è successo proprio a me) che alcuni software abbiano <em>tirato la riga </em>al 9, ovvero se l&#8217;anno (a due cifre) è compreso tra 0 e 9 si parla del 2000, altrimenti è il 1900. Qualche giorno fa ho ricevuto da un cliente un export di dati da un software con dei calendari di eventi sia appena passati sia nell&#8217;immediato futuro: gli eventi fino al 31/12/2009 hanno la data corretta, quelli successivi sono collocati nel 1910.</p>
<p>Visto che il problema dell&#8217;anno 2000 era sentito nel mondo informatico da molti anni prima della fatidica data, è facile che il software in questione sia stato dichiarato <em>Y2K compliant</em> con il solito &#8220;trucco della finestra&#8221; descritto sopra, pensando che nessuno l&#8217;avrebbe più utilizzato nel 2010.</p>
<p>Il primo gennaio 1910 era una sabato, mentre il primo gennaio 2010 sarà un venerdì: se dopodomani qualche software che state utilizzando dirà che è sabato, non avrà semplicemente &#8220;perso&#8221; un giorno&#8230;</p>
<p><strong>Aggiornamento 2/1/2010</strong>: <a title="SpamAssassin" href="http://spamassassin.apache.org/" target="_blank">SpamAssassin</a> ha <a href="https://issues.apache.org/SpamAssassin/show_bug.cgi?id=6269" target="_blank">un problema</a> con le date nel 2010. Pare che il problema sia stato risolto se usate sa-update.</p>
<p><strong>Aggiornamento 3/1/2010</strong>: <a href="http://www.smh.com.au/business/businesses-stung-by-boq-computer-bug-20100103-lmys.html" target="_blank">BusinessDay riporta</a> che In Australia i POS della Bank of Queensland all&#8217;inizio del 2010 sono inspiegabilmente saltati al 2016 (via <a href="http://tech.slashdot.org/story/10/01/03/1312209/2016-Bug-Hits-Text-Messages-Payment-Processing" target="_blank">Slashdot</a>).</p>
<p><strong>Aggiornamento 3/1/2010</strong>: <a href="http://gizmodo.com/5439093/time+traveling-windows-mobile-year-2016-texts-are-a-bug-not-a-feature" target="_blank">Gizmodo segnala</a> che i telefoni cellulari con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Mobile" target="_blank">Windows Mobile</a> 6.1 e 6.5 leggono la data degli SMS dopo il 31/12/2009 come 2016.</p>
<p><strong>Aggiornamento 4/1/2010</strong>: Anche <a href="http://www.symantec.com/connect/forums/official-status-sepm-definitions-stay-31-12-2009-last-updated-04-jan-2010">Syamantec Endpoint Protection Manager ha problemi con le date di quest&#8217;anno</a>.</p>
<p>Mi fermo qui con l&#8217;elenco. I problemi sono ben di più.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Frammenti di FidoNet</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/frammenti-di-fidonet/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/frammenti-di-fidonet/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 16:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[telecomunicazioni]]></category>

		<category><![CDATA[amci]]></category>

		<category><![CDATA[fidonet]]></category>

		<category><![CDATA[storia]]></category>

		<category><![CDATA[telematica]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia esperienza telematica inizia nel 1986 quando a Pavia eravamo un cinque o sei ad avere il modem: ci scrivevamo tra di noi sulle tre BBS della città e poi ci trovavamo la sera a bere una birra assieme.
Dalle BBS locali alla FidoNet il passo è stato breve e dalla fine di quell&#8217;anno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza telematica inizia nel 1986 quando a Pavia eravamo un cinque o sei ad avere il modem: ci scrivevamo tra di noi sulle tre BBS della città e poi ci trovavamo la sera a bere una birra assieme.</p>
<p>Dalle BBS locali alla FidoNet il passo è stato breve e dalla fine di quell&#8217;anno è iniziata la mia avventura <em>online</em>, interrotta per un solo anno, il 1988, per il servizio di leva.</p>
<p>FidoNet è stata una palestra e una grande fonte di esperienza, ma soprattutto un posto dove ho trovato tantissimi amiche e amici. FidoNet aveva un sistema di messaggistica privata (la <em>NetMail</em> o <em>Matrix</em>) e uno di messaggistica pubblica tematica (la <em>EchoMail</em>, o le &#8220;aree <em>echo</em>&#8220;); più avanti aveva anche un sistema di distribuzione file. Una piccola Internet, insomma.</p>
<p>I messaggi di quel periodo sono per la quasi totalità spariti come lacrime nella pioggia. Qualcuno l&#8217;ho salvato e ho ritrovato quei file qualche giorno fa. Li ho catalogati alla meno peggio e li ho <a title="FidoNet" href="http://luigi.rosa.name/wiki/index.php/FidoNet" target="_blank">messi in linea qui</a>. È una testimonianza frammentaria di quello che siamo stati, per far capire a chi non c&#8217;era che Internet per non è stata solamente la &#8220;versione 2.0&#8243;. La connessione è un po&#8217; lenta perché quel server è su un&#8217;ADSL che sta facendo trasferimento dati inerenti il mio lavoro. Portate pazienza.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I DNS di Google</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/i-dns-di-google/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/i-dns-di-google/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 10:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[dati]]></category>

		<category><![CDATA[dns]]></category>

		<category><![CDATA[domain name system]]></category>

		<category><![CDATA[google]]></category>

		<category><![CDATA[privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha reso disponibile due server DNS utilizzabili liberamente da tutti, i cui IP sono 8.8.8.8 e 8.8.4.4
Ogni provider ha dei server DNS utilizzabili dai propri utenti, ci sono sempre stati, ma non hanno mai fatto notizia. Se Google ha due server DNS pubblici tutti ne parlano, se li ha PippoTel non se li fila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha reso disponibile due server DNS utilizzabili liberamente da tutti, i cui IP sono <strong>8.8.8.8</strong> e <strong>8.8.4.4</strong></p>
<p>Ogni provider ha dei server DNS utilizzabili dai propri utenti, ci sono sempre stati, ma non hanno mai fatto notizia. Se Google ha due server DNS pubblici tutti ne parlano, se li ha PippoTel non se li fila nessuno: è la stampa, bellezza! Così tutti adesso si chiedono non solo perché Google abbia due server DNS pubblici, ma anche perché inviti la gente ad usarli.</p>
<p>Partiamo dall&#8217;inizio: un server DNS permette di tradurre un nome di host in un indirizzo IP; il nome di un host (www.hypertrek.info) è comprensibile dagli umani, mentre l&#8217;indirizzo IP (87.118.118.75) è comprensibile dalle macchine (e dai SysAdmin, che non rientrano in nessuna delle due categorie, ma è un altro discorso).</p>
<p>Quindi, se non avete configurato l&#8217;indirizzo di almeno un server DNS funzionante e raggiungibile, non andate molto lontano, se siete dei normali utenti della Rete.</p>
<p>Per come è strutturato, quanto il server DNS rilascia una risposta (ovvero una corrispondenza nome-&gt;IP) allega anche un dato chiamato TTL (<em>time to live</em>), che rappresenta la validità, in secondi, di quel dato, scaduta la quale il computer dovrà interrogare di nuovo il server DNS per risolvere il nome. Questo permette di ridurre il traffico di rete ed è il motivo per cui il vostro provider quando fate delle modifiche ad una zona DNS vi dice che ci vuole del tempo perché la modifica &#8220;si propaghi&#8221;. In realtà non c&#8217;è qualcosa che si propaga come un&#8217;onda d&#8217;urto, semplicemente devono scadere tutti i TTL memorizzati nei vari computer della Rete.</p>
<p>Il TTL è definito dal gestore della zona e varia da zona a zona: hypertrek.info ha i propri TTL che decido io, fantascienza.com i TTL che decide <a title="S*" href="http://www.fantascienza.com/blog/esseasterisco/" target="_blank">S*</a> e così via.</p>
<p>Quanto sopra per chiarire alcuni concetti base del <em>Domain Name System</em>.</p>
<p>Ora la domanda che in molti si pongono: se io configuro i DNS di Google che dati fornisco a BigG? La risposta è: le macchine che il vostro computer contatta e la frequenza con cui lo fa (entro certi limiti).</p>
<p>Se configurate i DNS di Google <strong>non</strong> rivelate gli URL completi (protocollo + host + path) dei siti che andate a vedere, <strong>non</strong> rivelate le password, <strong>non</strong> rivelate dei contenuti. In buona sostanza, se voi scrivere <code>ping www.</code><code>microsoft</code><code>.com</code> dalla <em>command line</em> o se voi fate <code>http://www.microsoft.com</code> sul vostro bowser, per il DNS di Google sono la medesima cosa.</p>
<p>Secondo me, quello che interessa a BigG non sono tanto i siti che un Luigi Rosa (uno dei tanti Luigi Rosa di questa Terra) qualsiasi va a vedere, ma i &#8220;rapporti di forza&#8221; tra i vari nomi a dominio. Se io so che il mio DNS riceve 10 richieste al minuto di <code>drpepper.com</code> e 100 di <code>fullers.co.uk</code> capisco due cose: (a) il brand britannico di ale è dieci volte più famoso della bevanda immonda americana e (b) i miei utenti sanno bere bene.</p>
<p>Queste informazioni, se prese su un campione significativo di utenti possono essere molto utilis, specialmente se le si aggrega in vari modi (area geografica, periodo del giorno, della settimana, dell&#8217;anno&#8230;).</p>
<p>Ho fatto alcuni test di velocità dalla mia linea di casa (ADSL di British Telecom) facendo una query di www.hypertrek.info sul mio DNS locale e su quello di Google:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="2" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td rowspan="2" align="center"></td>
<td colspan="2" align="center"><strong>DNS locale</strong></td>
<td colspan="2" align="center"><strong>DNS di Google</strong></td>
</tr>
<tr>
<td align="center">ms</td>
<td align="center">TTL</td>
<td align="center">ms</td>
<td align="center">TTL</td>
</tr>
<tr>
<td>Prima query</td>
<td align="center">596</td>
<td align="center">3600</td>
<td align="center">169</td>
<td align="center">3600</td>
</tr>
<tr>
<td>Seconda query</td>
<td align="center">0</td>
<td align="center">3560</td>
<td align="center">69</td>
<td align="center">3556</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dalla tabella si capiscono alcune cose:</p>
<ul>
<li>il DNS di Google è effettivamente veloce, anche se, nel mio caso, si trova a 15 salti da casa</li>
<li>la prima query di un DNS dietro un&#8217;ADSL è necessariamente più lenta di una query di un DNS che ha la banda di Google</li>
<li>dalla seconda query fino alla scadenza del TTL un DNS locale è più veloce perché non impegna nessuna banda</li>
<li>Google non modifica i TTL &#8220;al ribasso&#8221; per forzare i client a chiedere i dati più spesso (e, quindi, avere una base statistica maggiore).</li>
</ul>
<p>Questo servizio è senz&#8217;altro utile per casi di necessità o emergenza, anche per l&#8217;estrema facilità di memorizzazione degli IP. Personalmente, non utilizzerei un server DNS pubblico, ma ammetto che avere un DNS locale possa richiedere qualche tipo di conoscenza che non tutti hanno.</p>
<p>È bene ricordare che un&#8217;interruzione di servizio del DNS di Google potrebbe lasciare a piedi molti utenti in una botta sola. Se proprio si vuole utilizzare quel DNS, utilizzare un altro DNS diverso da 8.8.4.4 come secondario.</p>
<p>Chi cerca una terza alternativa tra un DNS locale e quello di Google puo valutare <a title="Open DNS" href="http://www.opendns.com/" target="_blank">Open DNS</a>.</p>
<p><strong>Aggiunta del 5 Dicembre</strong>: come mi fa giustamente notare Markino e come <a title="DNS Globali e l'effetto sui contenuti distribuiti con Content Delivery Networks" href="http://blog.quintarelli.it/blog/2009/12/dns-globali-e-leffetto-sui-contenuti-distribuiti-con-content-delivery-networks.html" target="_blank">rileva anche Stefano Quintarelli</a>, l&#8217;utilizzo di DNS centralizzati, siano essi quelli di BigG o di OpenDNS, rallenta la fruizioni di contenuti distribuiti via <a title="Content Delivery Network" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Content_Delivery_Network" target="_blank">CDN</a>. Una ragione in più per utilizzare DNS locali o, comunque, prossimi al proprio host.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Thunderbird 3.0 RC2</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/thunderbird-30-rc2/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/12/thunderbird-30-rc2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 09:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[internet]]></category>

		<category><![CDATA[client]]></category>

		<category><![CDATA[email]]></category>

		<category><![CDATA[posta elettronica]]></category>

		<category><![CDATA[thunderbird]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altro ieri è uscita la Release Candidate 2 di Thunderbird 3.0.
Sto utilizzando Thunderbird 3.0 sotto Linux da qualche giorno con ottimi e soddisfacenti risultati. Come è accaduto per la 2.0, anche la RC della 3.0 è utilizzabile per il lavoro quotidiano, anche se credo sia meglio aspettare a darla a tutti gli utenti.
La directory dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro ieri è uscita la <a title="Download Thunderbird 3 RC 2" href="http://www.mozillamessaging.com/en-US/thunderbird/early_releases/downloads/" target="_blank"><em>Release Candidate</em> 2 di Thunderbird 3.0</a>.</p>
<p>Sto utilizzando Thunderbird 3.0 sotto Linux da qualche giorno con ottimi e soddisfacenti risultati. Come è accaduto per la 2.0, anche la RC della 3.0 è utilizzabile per il lavoro quotidiano, anche se credo sia meglio aspettare a darla a tutti gli utenti.</p>
<p>La directory dove Thunderbird registra i dati personali è cambiata. Questo permette di far convivere la versione 2 e la versione 3 senza interferenze reciproche, ma richiede un minimo di smanettamento, in attesa che venga rilasciata la versione definitiva che provvede alla migrazione del profilo. Le nuove directory dei profili sono queste:</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="2" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>Windows Vista, Windows 7</td>
<td>Users\&lt;Utente&gt;\AppData\Roaming\Thunderbird</td>
</tr>
<tr>
<td>Windows 2000, XP, 2003 Server</td>
<td>Documents and Settings\&lt;Utente&gt;\Application Data\Thunderbird</td>
</tr>
<tr>
<td>Mac OS X</td>
<td>~/Library/Thunderbird</td>
</tr>
<tr>
<td>Linux e Unix</td>
<td>~/.thunderbird</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nel caso in cui venga migrato il profilo, la prima volta che veiene esguito Thunderbird parte un background la reindicizzazione dei messaggi. Sul mio Linux dove ho <em>alcune</em> decine di migliaia di messaggi, l&#8217;indicizzazione ha richiesto un paio d&#8217;ore, ma non ha interferito con la normale attività del programma. Dategli tempo all&#8217;inizio se, come me, avete <em>un po&#8217;</em> di messaggi.</p>
<p>Le opzioni, le prestazioni e i report di ricerca dei messaggi sono nettamente migliorati, merito anche del nuovo motore di indicizzazione dei messaggi.</p>
<p>Alcuni plugin non funzionano ancora, altri sono obsoleti. Tra quelli che utilizzo, funzionano <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/2273" target="_blank">Mark All Read Button</a>, <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/170" target="_blank">Quote Colors</a>, <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/4654" target="_blank">Remove Duplicate Messages (Alternate)</a>, <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/611" target="_blank">Signature Switch</a> e <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/2377" target="_blank">Toolbar Buttons</a>; <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/71" target="_blank">Enigmail</a> è compatibile, ma nael mio caso ho dovuto reinstallarlo per far apparire l&#8217;interfaccia.  Non sono, invece, ancora compatibili <span style="text-decoration: line-through;"><a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/562" target="_blank">Display Mail User Agent</a>, </span><a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/258" target="_blank">Folderpane Tools</a>, <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/550" target="_blank">Mail Redirect</a>, <span style="text-decoration: line-through;"><a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/640" target="_blank">Quicktext</a>, </span><a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/1279" target="_blank">Xpunge</a>. Avevo anche un plugin per il cambio veloce del dizionario, la cui funzione è presente anche in Toolbar Buttons. <strong>Aggiornamento del 11/12</strong>: <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/258" target="_blank">Folderpane Tools</a> può essere sostituito da <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/15102" target="_blank">Manually sort folders</a> che permette di cambiare manualmente l&#8217;ordinamento sia degli account sia delle cartelle. <strong>Aggiornamento del 12/12</strong>: <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/640" target="_blank">Quicktext</a> è ora compatibile. <strong>Aggiornamento del 15/12</strong>: <a href="https://addons.mozilla.org/en-US/thunderbird/addon/562" target="_blank">Display Mail User Agent</a> è ora compatibile.</p>
<p>L&#8217;avvio con utenze multiple in IMAP è nettamente più veloce della versione precedente. Bisogna fare un po&#8217; di abitudine alla nuova posizione dei pulsanti di risposta, anche se è possibile abilitare la vecchia <em>toolbar</em> attraverso l&#8217;assistente della migrazione che si trova nel menu di aiuto.</p>
<p>L&#8217;utilizzo dei <a title="Tab" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tab_%28GUI%29" target="_blank">tab</a> all&#8217;inizio sembra un po&#8217; inutile, ma dopo qualche ora si apprezza la nuova opzione di visualizzazione.</p>
<p>Un funzione che potrebbe essere utile è la possibilità di far apparire un reminder con un pulsante per sfogliare il disco quando vengono digitate alcune sequenze come <em>attach</em>, <em>.doc</em> e altre (personalizzabili). Questo dovrebbe servire a ricordare all&#8217;utente di allegare dei file.</p>
<p>L&#8217;aggiunta di una finestra richiamabile su comando con il log delle attività in corso e appena concluse è un&#8217;ottima idea che, finalmente, dovrebbe permettere di avere la risposta alla domanda «Ma cosa sta facendo Thunderbird?». Questa opzione si rivela subito utile durante la reindicizzaizone iniziale delle caselle, in quanto permette di controllare lo stato di avanzamento dell&#8217;indicizzaizone.</p>
<p>Da segnalare il fatto che, con alcuni feed RSS non è più possibile visualizzare il contenuto della pagina direttamente da Thunderbird, ma bisogna aprire il link. Devo ancora capire quale sia il nuovo discrimine che causa questo problema. Per esempio,vengono visualizzati correttamente i feed di <a href="http://www.boingboing.net" target="_blank">BoingBoing</a>, <a href="http://darthmojo.wordpress.com/" target="_blank">Darth Mojo</a>, <a href="http://www.engrish.com/" target="_blank">Engrish</a>, ma non quelli della <a title="BBC" href="http://www.bbc.co.uk" target="_blank">BBC</a>, <a href="http://www.fark.com" target="_blank">fark</a> e <a href="http://www.gizmodo.com" target="_blank">Gizmodo.</a></p>
<p>L&#8217;impressione globale è che Thunderbird resti un buon client di email, specialmente se si utilizza il protocollo IMAP.</p>
<p><strong>Aggiornamento del 10 dicembre</strong>: ieri è uscita la release 3.0 finale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sony PRS-600</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/11/sony-prs-600/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/11/sony-prs-600/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 07:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ebook]]></category>

		<category><![CDATA[hardware]]></category>

		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[ Secondo lettore di ebook, dopo la fine traumatica del precedente, il cui video è rimasto vittima dell&#8217;uso incauto del sottoscritto.
Mi trovavo davanti alla scelta tra un Kindle e un altro lettore &#8220;neutro&#8221; dal punto di vista dei fornitori di contenuti. Il Kindle ha dalla sua la comoda possibilità di ricevere direttamente i contenuti senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="SONY PRS-600 by Luigi Rosa, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/lrosa/4105257030/"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 3px; float: left;" src="http://farm3.static.flickr.com/2576/4105257030_a9e1609b98_m.jpg" alt="SONY PRS-600" width="240" height="155" /></a> Secondo lettore di <a title="eBook" href="http://it.wikipedia.org/wiki/EBook" target="_blank"><em>ebook</em></a>, dopo la fine traumatica del <a title="Cybook Gen 3" href="http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2008/06/cybook-lho-preso/" target="_self">precedente</a>, il cui video è rimasto vittima dell&#8217;uso incauto del sottoscritto.</p>
<p>Mi trovavo davanti alla scelta tra un <a title="Kindle" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kindle" target="_blank">Kindle</a> e un altro lettore &#8220;neutro&#8221; dal punto di vista dei fornitori di contenuti. Il Kindle ha dalla sua la comoda possibilità di ricevere direttamente i contenuti senza bisogno di un computer che faccia da intermediario, ma è una piattaforma chiusa, quasi blindata, la qual cosa mi mette sempre un po&#8217; di disagio. L&#8217;ultimo viaggio negli USA è stato decisivo: approfittando di un cambio assai favorevole, ho preso un <a title="Sony PRS-600" href="http://www.sonystyle.com/webapp/wcs/stores/servlet/ProductDisplay?storeId=10151&amp;catalogId=10551&amp;langId=-1&amp;productId=8198552921665921192" target="_blank">Sony PRS-600</a> e, vista la fine del Cybook, ho preso anche la relativa custodia in pelle con lampada integrata, accessorio rivelatosi fondamentale.</p>
<p>Non sono un fan di Sony, ma l&#8217;onestà mi impone di riconoscere che il PRS-600 sia un oggetto di indubbia qualità.</p>
<p>Partiamo con l&#8217;unico difetto del lettore: lo schermo touch crea dei riflessi che possono risultare fastidiosi durante il primo periodo d&#8217;utilizzo, ma non sono così fastidiosi come quelli della carta patinata. Qualche ora d&#8217;uso permette di capire istintivamente come inclinare correttamente il lettore per evitare i riflessi.</p>
<p>I vantaggi sono notevoli. Innanzi tutto la velocità del software: nel negozio della catena <a title="Best Buy" href="http://www.bestbuy.com/" target="_blank">Best Buy</a> dove mi sono recato ho potuto confrontare questo lettore in parallelo con un PRS-300: la differenza di prestazioni sul medesimo file di testo è stata impressionante al punto da mettere nettamente in secondo piano il problema del riflesso sullo schermo. Se le performance del PRS-300, sono paragonabili a quelle del Cybook, il PRS-600 risponde molto più velocemente ai comandi.</p>
<p>Il software del lettore è intuitivo e semplice da utilizzare. La possibilità di effettuare una ricerca di un testo specifico attraverso una tastiera virtuale è molto utile. L&#8217;interfaccia <em>touch</em> è comoda in alcune specifiche situazioni ma non è pervasiva come quella di un iPhone. Il set di tasti fisici permette un controllo essenziale delle funzioni più comuni; secondo il mio modo di utilizzo, i pulsanti per sfogliare le pagine sono comodi solamente se si ruota il lettore di 90 gradi, ma il riconoscimento dei <em>gesture</em> per il cambio pagina mitiga questa limitazione.</p>
<p>La penna elettronica in dotazione permette di annotare o evidenziare il testo e avere in un menu apposito l&#8217;elenco delle parole evidenziate per poterle richiamare a piacimento. È anche disponibile un software di draw a mano libera ad oggetti: nulla di professionale, ma utile per schizzi ed appunti veloci.</p>
<p>Il software di gestione per PC in dotazione è intelligentemente registrato in una partizione dedicata della memoria del lettore, scelta che rende finalmente inutile l&#8217;inclusione di un CR-ROM nella confezione. Una volta installato, il programma verifica la disponibilità di un nuovo firmware del lettore. Questo era il mio caso: l&#8217;aggiornamento è avvenuto senza problemi in un paio di minuti. Non posso dire altro di questo software perché l&#8217;ho subito accantono to in favore di <a title="Calibre" href="http://calibre.kovidgoyal.net/" target="_blank">Calibre</a>, di cui parlerò in un altro post.</p>
<p>L&#8217;esperienza di lettura è molto piacevole, specialmente, come nel mio caso, se viene ruotato il display di 90 gradi. Il cambio pagina è molto veloce; il software lascia anche un paio di righe della pagina precedente nella pagina successiva e le colora di grigio per agevolare la lettura a cavallo tra le pagine.</p>
<p>Con i file <a title="PDF" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Portable_Document_Format" target="_blank">PDF</a>, vera bestia nera per i reader di questo tipo, il dispositivo se la cava egregiamente e non mostra evidenti segni di affanno nel rendering delle pagine.</p>
<p>L&#8217;impressione complessiva è molto positiva; la visualizzazione non è così penalizzata dal <a title="Touch screen" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Touch_screen" target="_blank"><em>touch screen</em></a> come molti sostengono; i <em>gesture</em> per il cambio pagina sono molto utili.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pian piano&#8230;</title>
		<link>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/11/pian-piano/</link>
		<comments>http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2009/11/pian-piano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 20:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Rosa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Star Trek]]></category>

		<category><![CDATA[hardware]]></category>

		<category><![CDATA[informatica]]></category>

		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>

		<category><![CDATA[cd]]></category>

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		<description><![CDATA[Un anno e mezzo fa circa mi ponevo la domanda se servissero ancora DVD a cui anche S* aveva dato la sua risposta.
Pare che, finalmente, qualcosa si stia muovendo: Paramount Digital Entertainment (PDE) e Kingston hanno siglato un accordo per la distribuzione di contenuti multimediali su memorie a stato solido. Fuori dai tecnicismi: film su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno e mezzo fa circa <a title="Servono ancora i DVD?" href="http://www.fantascienza.com/blog/blackpig/2008/05/servono-ancora-i-dvd/" target="_blank">mi ponevo la domanda</a> se servissero ancora DVD a cui anche <a title="S*" href="http://www.fantascienza.com/blog/esseasterisco" target="_blank">S*</a> aveva dato <a title=" I dvd non servono più" href="http://www.fantascienza.com/blog/esseasterisco/2008/05/19/i-dvd-non-servono-piu/" target="_blank">la sua risposta</a>.</p>
<p>Pare che, finalmente, qualcosa si stia muovendo: Paramount Digital Entertainment (PDE) e Kingston hanno siglato <a title="Paramount Digital Entertainment and Kingston Digital Join To Deliver Movies via Flash Memory" href="http://www.prnewswire.com/news-releases/paramount-digital-entertainment-and-kingston-digital-join-to-deliver-movies-via-flash-memory-68570482.html" target="_blank">un accordo</a> per la distribuzione di contenuti multimediali su memorie a stato solido. Fuori dai tecnicismi: film su chiavette USB.</p>
<p>Finalmente.</p>
<p>Qualcuno in California deve aver capito che se le <a title="major" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maggiori_studi_di_produzione_cinematografica" target="_blank"><em>major</em></a> non mettono i film su chiavette USB e assimilati, lo fanno i cosiddetti <em>pirati</em>. HARRRRRRR!!!</p>
<p>C&#8217;era stata un&#8217;avanguardia poco tempo fa: l&#8217;ultimo (per ora) film di Star Trek era stato reso disponibile su una <a href="http://www.play.com/Gadgets/Gadgets/4-/11998344/Star-Trek-USB-Stick/Product.html#" target="_blank">chiavetta USB &#8220;da collezione&#8221;</a> (qualsiasi gadget di Star Trek, anche il più becero, è identificato con questo termine), ovviamente pieno di DRM, ma è anche legittima la scelta, per ora.</p>
<p>La speranza è che questo genere di supporto prenda piede e ci si liberi da oggetti inutilmente ingombranti e delicati come i lettori di supporti ottici rotanti.</p>
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