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Uptime

Ho un SLA che mi garantisce un uptime del 97%!

Premesso che SLA è il service level agreement, questa percentuale vi sembra alta, vero?

Facciamo due conti. Innanzi tutto la formula per calcolare il downtime è elementare:

(periodo / downtime) / 100

dove periodo è l’arco temporale preso in considerazione e downtime è il periodo di downtime. Va da sé che entrambi i valori devono essere espressi nella medesima unità di misura e che la percentuale di uptime è il complemento a 100 di quella di downtime.

Se si considerano le ore come unità di misura e se si considera un anno di calendario (8760 ore) come tempo di riferimento, un rapido calcolo (o qualche tentativo con un foglio elettronico) è presto fatto: un uptime del 97% equivale a un periodo di fermo che arriva a 262 ore, quasi 11 giorni, ovvero quasi un giorno al mese.

Sempre con l’aiuto di un foglio elettronico si ottiene questa semplice tabellina con le ore di downtime massime ammesse in base alla percentuale sul periodo di un anno:

Percentuale Ore di downtime
97,00% 262,8
98,00% 175,2
99,00% 87,6
99,30% 61,32
99,50% 43,8
99,70% 26,28
99,90% 8,76
99,99% 0,88

Anche qui la formula è semplicemente l’inverso di quella di prima:

(percentuale_downtime * 100) * periodo

Se si aggiunge che le garanzie di uptime sono spesso abbastanza indulgenti nei confronti di chi eroga il servizio (non foss’altro per il fatto che sono loro stessi a scrivere le dichiarazioni e le norme di uptime), val sempre la pena di tener ben presente il valore effettivo numerico di un uptime a livello annuale perché anche il 99,0% corrispone a poco più di tre giorni e mezzo di calendario.

Addio Kambrin

Al Kambrin ha chiuso. Per sempre.Fino a pochi mesi fa c’era un negozio di generi alimentari a Bormio dove andava principalmente la gente del posto. Era una negozio in cui si respirava aria di Valtellina, dove proprietari e acquirenti parlavano il vernacolo locale e il forestiero era trattato bene, con simpatia e il calore un po’ riservato tipico dei Valtellinesi.

Purtroppo questo negozio, Al Kambrin, ha chiuso. La voce del vento dice che abbia chiuso per motivi di salute di qualcuno dei gestori.

Per me era uno degli appuntamenti fissi delle gite a Bormio. I salumi e i formaggi del Kambrin sapevano di Valtellina: i salamet di vari tipi di carne (suino, capra, cervo), le slinzeghe saporitissime e i formaggi!

Proprio i formaggi meritano una nota particolare. Non avevano nomi altisonanti, ma avevano un gusto unico a tal punto che il medesimo tipo di formaggio acquistato in due giorni diversi (quindi due forme differenti) aveva sapori e profumi leggermente diversi, a seconda di quel che avevano mangiato le mucche. Tipico segno di un’assenza di omologazione e appiattimento, ma di peculiarità di gusti e profumi.

Ultimi ma non ultimi vanno citati i canederli, fatti a mano dal personale del Kambrin con gli scarti di salumeria, come si conviene per quel tipo di prodotto. Capitava che ne acquistassi anche più di venti per volta e li congelassi una volta tornato a casa per consumarli con calma bolliti come mi veniva raccomandato.

Addio Kambrin e grazie!