Messaggi di errore

BSOD durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi (fonte: Gizmodo)Si dice che ogni programma non banale contenga almeno una variabile, una struttura di controllo e un baco. Si dice anche che per i programmi prodotti da una ben nota software house questa affermazione sia più vera che per altre software house.

Nei tempi eroici del Clipper ero membro di un gruppo di sviluppatori che lavorava per un progetto per la pubblica amministrazione. Lo sviluppatore leader del gruppo, da cui ho imparato moltissime cose, aveva creato anche una fantastica routine di gestione degli errori, molto informativa e utile per il programmatore che mostrava una bella schermata rossa con caratteri gialli al manifestarsi dell’errore. Questa funzione manda in visibilio lo sviluppatore perché si accorge all’istante dell’errore anche se è lontano dallo schermo e presenta a schermo una reportistica dettagliata. Tutto bene, finché l’applicativo non entra in contatto con quella particolare zona del Mondo degli Utenti nota come Anteprima Per Il Committente. Murphy, sempre all’erta, ci mette lo zampino e si manifesta un bug durante la demo. Fortunatamente la cosa si risolve con un’abile prestidigitazione sulla tastiera (il Committente manco si accorge di cosa sia successo), ma ci insegna una cosa: gli errori fatali non devono annunciare a oves, boves et universa pecora il fatto che ci sia un baco nel nostro software. Mai.

Peggio ancora quando la grafica della schermata di errore diventa nota tanto quanto il brand del software in oggetto. Ulteriormente peggio quando questa schermata è visibile nel momento culminante della cerimonia di apertura delle Olimpiadi.

Gli errori fatali (o exception, o abend o il nome scelto dalla piattaforma che preferite) non sono mai semplici da gestire perché sono situazioni in cui il processore e/o il sistema operativo si trovano in una condizione tale per cui è impossibile continuare e l’unica soluzione consiste nel riportare la macchina ad uno stato noto (reset, per gli amici). In queste situazioni il sistema operativo non si può permettere molti lussi, quindi bisogna eliminare ogni fronzolo, informare l’utente e dirgli con belle parole «Devi spegnere e riaccendere perché è successo un grosso casino. Ah! Se non hai salvato, hai perso quel che stavi facendo».

La chiosa di questo sproloquio è quindi: possibile che Redmond in 14 anni di commercializzazione del kernel di NT (e discendenti) non abbia pensato a qualcosa di meno riconoscibile per le schermate di errore fatale?

Aggiornamento 25/Set/2008: Technologizer ha pubblicato un articolo sui 13 più famosi messaggi di errore dei computer: vale la pena dare un’occhiata.

2 comments ↓

#1 Stefano Petroni on 08.13.08 at 00:24

Sinceramente questa me l’ero persa pur avendo visto la cerimonia in diretta…

#2 Ancora sugli errori: connessioni al database -- Black Pig - Maiali neri in libertà on 04.26.09 at 16:01

[...] Riprendo di nuovo il tema degli errori, dopo averne parlato la scorsa estate. [...]

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